Vi invito alla visione di questi video che mostrano i volti della prostituzione e come ognuno di noi possa diventare aiuto e sostegno alle sue vittime....
domenica 26 aprile 2015
giovedì 16 aprile 2015
Cardinale Sarah: ruolo materno e paterno della Chiesa.
di Marco Tosatti
Il prefetto della Congregazione per il Culto Divino, il cardinale Robert Sarah, ha concesso una lunga intervista alla rivista bimestrale francese “L’Homme Nouveau”, in cui tocca numerosi temi: la fede, la liturgia, e l’Africa cattolica, con le sue forze e le sue debolezze. Il Porporato della Guinea ha sottolineato che la Chiesa deve avere un ruolo materno e paterno, di educatrice, ricordando l’enciclica «Mater et Magistra».
Si ha l’impressione che oggi non ci siano più frontiere definite fra chi è fuori e dentro la Chiesa, ha detto l’intervistatore. Il Cardinale ha risposto: «Credo che permettere a un prete o a un vescovo di dire delle cose che scuotano o rovinino il deposito della fede, senza chiedergliene ragione, è un grave errore. Al minimo bisogna chiamarlo e chiedere di spiegare le ragioni delle sue affermazioni, senza esitare nel chiedergli di riformularle in maniera conforme alla dottrina e all’insegnamento secolare della Chiesa». Permettere alle persone di dire o scrivere quello che vogliono sulla dottrina e la morale «attualmente disorienta i cristiani e crea una grande confusione su ciò che Cristo e la Chiesa hanno sempre insegnato».
sabato 11 aprile 2015
Creazioni d'Arte di Giorgio Sedda presenta: "Sardegna: tra cielo e terra" Mostra Fotografica
Dopo il successo dell’ultima mostra, nell’ottica della promozione di artisti di talento nelle diverse espressioni visive, Creazioni d’Arte prosegue la stagione espositiva coinvolgendo due fotografi emergenti.
A Sassari, Sabato 11 e Domenica 12 Aprile 2015 si terrà l’inaugurazione della Mostra Fotografica “Sardegna: tra cielo e terra” dei fotografi Giuseppe Gessa e Fabrizio Lutzoni.
La fotografia e il titolo della mostra sono il filo conduttore delle pitture in grande formato di Giorgio Sedda che, nella stessa occasione, saranno fruibili in una sala dedicata della sede espositiva.
Per vedere dove siamo cliccate qui
L’appuntamento è a partire dalle 18.30. Ingresso libero.
Per info e contact scrivete a: creazionidartesardegna@gmail.com
Vi aspettiamo numerosi!
Marcia per la Famiglia 2015
Avellino - Corso Vittorio Emanuele (davanti la Villa Comunale)
Sabato 18 aprile
dalle ore 15.00 alle ore 16.30
LA FAMIGLIA È FONDATA SUL MATRIMONIO TRA UN UOMO E UNA DONNA: DIFENDIAMOLA
Difendiamola dagli attacchi dell’ideologia omosessualista
Difendiamola da una tassazione eccessiva che la soffoca
Difendiamola da proposte di legge che la vogliono screditare e indebolire
“La struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.
Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità”
(Benedetto XVI)
fonte: Italia Cristiana
venerdì 27 marzo 2015
Comunione sulla mano: il cardinale Burke e la crisi della liturgia
IL CARD. BURKE: PERCHÉ LA COMUNIONE SULLA MANO PARLA DELLA CRISI DELLA LITURGIA E DELLA CHIESA
Fonte: Il Timone, 25 febbraio 2015
La Comunione sulla mano è una delle questioni liturgiche che più hanno suscitato discussioni nel mondo cattolico contemporaneo. Qual è la storia di questa pratica? Quali motivazioni furono addotte per la sua introduzione? E quale rapporto esiste tra il modo di ricevere la santa Comunione e la riverenza dovuta all'Eucaristia? In questo testo, il cardinale Raymond Leo Burke riflette sulla Comunione, sulla riverenza verso il Santissimo Sacramento e sulla crisi liturgica della Chiesa, richiamando anche alcuni interventi del magistero di Paolo VI e Benedetto XVI.
Il testo riproposto di seguito è un documento pubblicato originariamente da Il Timone e risalente al 2015.
La santa Eucaristia è il mistero per eccellenza della fede. Mediante l'azione della Santa Messa, Cristo, assiso in gloria alla destra del Padre, discende sugli altari delle chiese e delle cappelle di tutto il mondo per rendere nuovamente presente il suo sacrificio sul Calvario, sacrifico unico con il quale l'uomo è salvato dal peccato e perviene alla vita in Cristo grazie all'effusione dello Spirito Santo. È mediante la santa Eucaristia che la vita quotidiana di un cattolico riceve simultaneamente ispirazione e forza.
Mi ricordo bene, nella mia infanzia, la diligenza di cui davano prova i miei genitori, così come i sacerdoti e le suore della scuola cattolica, per preparare i bambini a ricevere per la prima volta la santa Comunione. Mi sovvengono anche i frequenti richiami alla riverenza e all'amore che dovevamo dimostrare ricevendo la santa Comunione e facendo il ringraziamento subito dopo la ricezione del sacramento. All'epoca della mia prima comunione, il 13 maggio 1956, la santa Ostia si riceveva alla balaustra, sulla lingua e in ginocchio,
mercoledì 11 marzo 2015
” Omofobia ” è desiderio di vedere gli orfanotrofi pieni?
Fonte: Notizie Pro-Vita
In precedenti riflessioni abbiamo cercato di mostrare l’infondatezza di alcuni tra i tanti luoghi comuni su cui si basa l’ideologia Lgbt, a cominciare dal pregiudizio che la difesa del matrimonio e della famiglia siadiscriminante per qualcuno, per poi smontare l’idea secondo la quale la scienza dimostrerebbe che uomini e donne sono uguali, che padre e madre non sono necessari per un normale sviluppo del bambino, proseguendo per l’analisi della differenza tra ciò che è legale e ciò che è morale, per poi ricordare che non esiste alcun diritto, per nessuno, ad avere bambini, decostruendo il luogo comune secondo il quale “i bambini non hanno diritto ad avere un padre ed una madre ma qualcuno che li ami e li allevi nel migliore dei modi” e per ribadire invece che i bambini hanno diritto ad un padre e una madre, ad una famiglia vera. Abbiamo poi contestato il falso argomento secondo il quale l’omosessualità è un fatto naturale, mostrando in seguito l’inconsistenza logica dell’equazione “difendere i diritti dei bambini = omofobia “.
Questa volta prendiamo in esame un nuovo luogo comune che viene giocato ad effetto, come i precedenti, facendo leva sull’emotività dell’interlocutore: a chi non dispiace vedere un bambino in un orfanotrofio?
martedì 10 marzo 2015
Le Chiese d'Africa dicono no alla revisione della dottrina
di Lorenzo Bertocchi
09-03-2015
«L’idea di mettere il Magistero in una graziosa scatola separandolo dalla pratica pastorale – la quale può evolvere a seconda delle circostanze, delle mode e delle passioni – è una forma di eresia, di patologica schizofrenia. Io affermo solennemente che la Chiesa d’Africa si opporrà a ogni forma di ribellione contro il Magistero di Cristo e della Chiesa». Queste parole del cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, hanno già fatto il giro del mondo. Sono tratte dal libro-intervista Dieu ou rien, frutto del lavoro del giornalista francese Nicola Diat e pubblicato dalle edizioni Fayard.
Il ruolo dei padri africani all'assemblea straordinaria dell'ottobre scorso è ormai noto, sono statisopratutto loro a sollevarsi contro certe voglie di apertura “pastorale” di alcune conferenze episcopali (in particolare nord europee). «Il Sinodo non è stato convocato per discutere di contraccezione, aborto e matrimonio tra persone omosessuali. É stato convocato per discutere di famiglia»,
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domenica 8 marzo 2015
Convegno a Roma sui rischi della teoria del gender.
07/03/2015
No alla promozione nelle scuole della teoria del gender, che nega la distinzione tra uomo e donna in base al sesso biologico. Se ne parla oggi e domani a Roma nel convegno dal titolo “Sapere per educare: affettività, sessualità, bellezza”. L’incontro, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, vuole esortare docenti, educatori e genitori a prendere coscienza degli attacchi, attraverso tali teorie, alla famiglia naturale e cristiana e al benessere di bambini e ragazzi.
Giancarlo La Vella ne ha parlato con Giusy D’Amico, sposa, madre, insegnante, e presidente dell’associazione “Non si tocca la famiglia”:
R. - Stiamo entrando in un tempo di grande confusione sull’identità sessuale. Stiamo proponendo ai nostri figli, ai nostri alunni, qualcosa che è molto lontana da quella che è la bellezza delle differenze sessuali maschio-femmina, uomo-donna. Questa ricaduta sta avendo effetti gravi nell’istruzione scolastica. In qualche modo, abbiamo dato in appalto l’educazione dei nostri figli ed è qualcosa su cui dobbiamo riflettere e che dobbiamo riprenderci con una certa urgenza, prima che ci sfugga completamente di mano un controllo che, per diritti costituzionali, spetta in fase prioritaria alla famiglia e ai genitori.
D. - Perché è urgente aprire oggi con franchezza un dibattito su questi temi?
R. - Perché sta entrando nelle nostre istituzioni scolastiche una proposta educativa che, in fondo, propone una visione asessuata dell’uomo. Non intendiamo discriminare nessuno, né aprire riflessioni su argomenti che oggi non interessano. Oggi ci interessa rivalutare la bellezza della differenza sessuale, la bellezza della famiglia naturale. Questo progetto di decostruzione dei ruoli non ci piace. Ci sembra lontano da quella che è, invece, l’educazione per i figli, che hanno diritto a una madre e a un padre, a sapere da chi sono stati generati, perché non vi è identità senza origine. Pensiamo che questo sia un tempo nel quale non si può più stare in una sorta di calderone, dove tutto è uguale a tutto, ma vogliamo che i nostri figli abbiano possibilità di riscoprire un’affettività, che, riteniamo, sia legata a questa bellezza delle differenza.
D. - Al contrario secondo lei, è la normalità oggi che viene discriminata?
R. - Assolutamente sì, c’è una sorta di eterofobia che sta cavalcando un po’ l’onda di quelle che sono le mode. Non ci dimentichiamo che dietro tutta la realtà di queste proposte educative, così discusse, ci sono delle lobby economico-politiche fortissime. Ci sono interessi legati a convenzioni internazionali, a tutto ciò che poi riguarda il tema delle teorie di genere, su tutto quello che è il campo delle adozioni, dei matrimoni omosessuali, delle cliniche per il cambiamento di sesso, per tutta la “gestazione di sostegno”, che oggi sembra non si possa chiamare “utero in affitto”… Noi non vogliamo sottostare a queste mode: vogliamo creare attraverso questa tavola rotonda una riflessione in merito, vogliamo creare delle coscienze ferme. I bambini che vivono in questo contesto crescono confusi, non hanno chiarezza sulla loro identità sessuale. Non si può dire a un bambino che nasce maschio, che non sarà uomo, che non sarà donna, ma che sarà quello che vuole essere...
Fonte: Radio Vaticana
domenica 1 marzo 2015
Affido e adozione: storie d'amore,
Gioia e Annalisa, l'amore non segue il "libretto di istruzioni"
Fonte: Il Sussidiario
È bello quando la notizia dell'articolo è una storia felice, quella in cui tutti vincono e lo fanno dall'inizio alla fine.
Questa volta il mio scrivere sarà il vassoio su cui servirò una bella storia. Sì, perché quando la vita è bella non è
solo una notizia, ma diventa una storia che va raccontata. Accade a Cagliari dove Gioia era un trentaduenne single
che pensava di dover restituire qualcosa alla vita avendone ricevuto molto senza un merito particolare.
sabato 21 febbraio 2015
I COMPITI EDUCATIVI DELLA SCUOLA
La Commissione diocesana per l’educazione cattolica, la scuola e l’università interviene con un documento sull’invasione dell’ideologia del gender nelle scuole e richiama, in positivo, i doveri educativi della scuola.
DIOCESI DI TRIESTE
COMMISSIONE DIOCESANA “Vittorio Bachelet”
PER L’EDUCAZIONE CATTOLICA,
LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ
IDENTITÀ SESSUALE, VITA E FAMIGLIA:
I COMPITI EDUCATIVI DELLA SCUOLA
Una situazione che preoccupa
Il mondo educativo in generale e quello della scuola in particolare sono investiti dalla cosiddetta ideologia del “gender”, secondo la quale l’identità sessuale non è un dato naturale, ma culturale e come tale esso deve poter essere scelto. Maschio e femmina sarebbero quindi degli stereotipi di genere da superarsi perché impediscono la libertà dell’individuo e, di conseguenza, l’educazione dovrebbe ugualmente istruire su tutti gli orientamenti sessuali fin dalla più tenera età scolare.
Riconoscere in un contesto educativo la realtà dell’essere maschi e femmine significherebbe discriminare l’omosessualità o gli altri orientamenti sessuali.
Nelle scuole pubbliche sono sempre più frequenti interventi educativi, soprattutto nel campo dell’educazione alla sessualità, che diffondono questa ideologia. Spesso ciò avviene con la sinergia della scuola, della locale Asl e del comune. Altrettanto spesso i progetti sono gestiti da associazioni per i diritti LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali). L’idea esibita è di combattere il bullismo omofobico, ma l’obiettivo vero è di educare secondo l’ideologia dell’indifferenza sessuale.
venerdì 13 febbraio 2015
«Ideologia di genere» Un attacco all’uomo e alla famiglia? Quale futuro?
Un incontro tenuto dal bravissimo Prof. Massimo Gandolfini circa la minaccia di una tra le più subdole ideologie che oggi si sta diffondendo a livello "mondiale" senza essere circoscritta in un preciso luogo geografico.Visto attraverso le lenti della "ragione" tale tentativo viene smascherato ed indicato quale veramente è: la distruzione dell'individuo e della società.
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martedì 10 febbraio 2015
Suor Bonetti: Dov'è tua sorella?
"La tratta delle nuove schiave interpella la Vita Religiosa nel Terzo Millennio; Quali risposte?"
Testimonianza di sr. Eugenia Bonetti, Missionaria della Consolata, per la conferenza di SEDOS, Roma, 17 ottobre 2003
Premessa
Ringrazio gli organizzatori di questo incontro SEDOS per l’opportunità di condividere in questa sede, con altre testimoni, l’esperienza vissuta di tante religiose che in questi ultimi 10-15 anni hanno saputo cogliere l’emergenza della "Donna immigrata, importata, sfruttata e schiavizzata sulle nostre strade per il" mercato del sesso" e ridare a questa stessa donna, per giustizia e non per carità la sua "dignità, identità e libertà".
La mia esposizione non vuole essere una conferenza teorica sul fenomeno della "tratta di esseri umani", bensì vuole far emergere il problema nella sua realtà di sfruttamento e alienazione, frutto di una personale esperienza, vissuta giorno per giorno a contatto con tante donne stigmatizzate, che lottano per recuperare il senso della vita e dei loro valori femminili, negati o deturpati. Desidero inoltre far emergere il prezioso servizio di 200 religiose impegnate in un centinaio di strutture, specialmente nel campo dell’accoglienza e della reintegrazione sociale delle vittime.
La Cassazione dice "no" al matrimonio omosessuale.
Dunque la Famiglia è solo una!
(ASI) Niente matrimonio e pubblicazioni di nozze per le coppie omosessuali. La Cassazione dice "no" al matrimonio omosessuale.
Secondo la Suprema Corte la Carta dei diritti fondamentali dell'Ue e la Costituzione non impongono di estendere il matrimonio, ma sanciscono la possibilità di una "protezione" già "azionabile". “La Cassazione fa l’esatta radiografia della situazione attuale del quadro legislativo in materia di coppie omosessuali e dei loro diritti personali e patrimoniali – dichiara il notaio Roberto Dante Cogliandro, Presidente dell’ Ainc - per cui da anni il notariato si batte per un riconoscimento legislativo . Sicuramente non si può parlare di matrimonio nel termine costituzionale, cattolico cristiano inteso, riconoscendo il primato della diversità di genere, ma si sollecita un intervento legislativo atto a riconoscere alcuni diritti delle coppie omosessuali.
La Cassazione ha ribadito che l’Europa e la Costituzione non impongono al legislatore di estendere il vincolo del matrimonio alle persone dello stesso sesso che, invece, hanno il diritto ad uno “statuto protettivo”, già ‘azionabile’, con diritti e doveri delle coppie di fatto. Nella sentenza della Cassazione si legge:
“La legittimità costituzionale e convenzionale della scelta del legislatore ordinario, in ordine alle forme ed ai modelli all’interno dei quali predisporre per le unioni tra persone dello stesso sesso uno statuto di diritti e doveri coerente con il rango costituzionale di tali relazioni, conduce ad escludere che l’assenza di una legge per le nozze omosessuali produca la violazione del canone antidiscriminatorio”.
E’ opinione della cassazione - che ha respinto il ricorso di una coppia gay che voleva sposarsi in Campidoglio e pubblicare le nozze – “la legittimità costituzionale e convenzionale della scelta del legislatore ordinario, in ordine alle forme ed ai modelli all’interno dei quali predisporre per le unioni tra persone dello stesso sesso uno statuto di diritti e doveri coerente con il rango costituzionale di tali relazioni, conduce ad escludere che l’assenza di una legge produca la “violazione del canone antidiscriminatorio”.
Per la Cassazione quindi quel che occorre e su questo i supremi giudici sollecitano è “la necessità di un tempestivo intervento del legislatore e dare riconoscimento - in base all’articolo due della Costituzione che tutela i diritti umani dei singoli e della loro vita sociale e affettiva – a un nucleo comune di diritti e doveri di assistenza e solidarietà propri delle relazioni affettive di coppia e affermare la riconducibilità di tali relazioni nell’alveo delle formazioni sociali dirette allo sviluppo, in forma primaria, della personalità umana”.
lunedì 9 febbraio 2015
L'omofobia è un'invenzione per lavarci il cervello.
Alle soglie del terzo millennio, un nuovo tipo di sport sembra conquistare sempre più seguaci: la caccia all’omofobo. Si può praticare facilmente, senza grandi sforzi, anche grazie all’aiuto dei mezzi di comunicazione.
di Carlo Climati
L’omofobo è il nuovo mostro da catturare e da guadare con disprezzo. E’ sufficiente individuarlo per metterlo alla gogna e sbatterlo rapidamente sulle prime pagine dei giornali.
Ma chi è l’omofobo? Qual è la sua grande colpa? Sicuramente quella di non lasciarsi travolgere dalle mode passeggere, che vorrebbero cancellare le parole “mamma” e “papà” dal nostro vocabolario.
L’omofobo è colpevole di non inginocchiarsi di fronte allo strisciante indottrinamento che si sta diffondendo nelle scuole, per promuovere tra i bambini l’ideologia gender. Una colonizzazione che punta a costruire un mondo al contrario, dove il “genitore uno” e il “genitore due” possono comprare il proprio figlio come merce in vetrina, sfruttando la povertà della gente.
Per mettere in pratica questa colonizzazione è stata creata una parola nuova: omofobia. Ma esiste davvero l’omofobia?
mercoledì 4 febbraio 2015
Le indigestioni di Vito Mancuso
Fonte: UCCR
Facevamo notare recentemente come alcuni vaticanisti abbiamo abilmente manipolato la conferenza stampa di Francesco nel viaggio di ritorno dalle Filippine. Tuttavia, era un po’ di tempo che non accadeva, che non venivano profetizzati cambiamenti epocali della dottrina, in particolare sulla presunta archiviazione dei temi etici.
Se oggi sono i giornalisti della destra conservatrice a perseguitare mediaticamente la Chiesa, con Benedetto XVI c’erano i cattolici democratici de “Il Fatto Quotidiano”, come Marco Politi (per lo meno con accuse più sofisticate). Quelli de “Il Fatto” hanno però mantenuto il vizietto della manipolazione: Elisabetta Ambrosi, ad esempio, si è domandata tempo fa: «Ma cosa hanno a vedere tutti costoro» cioè i difensori della vita, «che sulla difesa astratta dell’embrione hanno persino costruito carriere – con la Chiesa, anzi la chiesa dei poveri con la p minuscola, come scriverebbe Francesco?».
mercoledì 21 gennaio 2015
I figli sono una benedizione e un dono, non una medaglia
Fonte: Chihaorecchiintenda
Devo dire che sono nauseanti le discussioni tra cristiani che dibattono e si dividono in fazioni su questioni che peraltro non sono così complicate come si vogliono far diventare.
Nel merito della questione, ovvero ciò che ha detto il Papa riguardo al numero dei figli dei cristiani e alla paternità responsabile, non c’è bisogno di interpretare nulla, soprattutto non c’è bisogno di dividersi.
A me pare che ciascuno interpreti le parole del Papa per poter dimostrare che la propria tesi è quella corretta rispetto alle altre.
Ebbene, in realtà non ci dovremmo preoccupare di queste cose ma di fare la volontà del Signore. Che è diversa per ognuno. Ognuno infatti ha la propria vocazione generale (religiosa o matrimoniale) e la propria vocazione particolare. Ognuno ha la propria chiamata e la propria storia nella quale Dio agisce se lo si ascolta e lo si lascia agire. Ognuno ha la propria strada per la propria santificazione.
E’ chiaro che bisogna essere aperti alla vita ma è altrettanto vero che tale apertura deve essere accompagnata da un discernimento alla luce del proprio cammino di fede, che ripeto è un cammino personale non soggetto ad alcuna regola fissa e prestabilita.
Non ci sono dogmi sul numero di figli esatto o perfetto.
Soprattutto i figli non sono un merito o una medaglia da esporre, non sono una targa che ci identifica automaticamente come cristiani. I figli sono un dono, una benedizione, un impegno, una responsabilità.
martedì 20 gennaio 2015
Little Boy: dal 27 febbraio nei cinema.
Se credi smuovi anche le montagne...
Il 27 febbraio uscirà negli Stati Uniti Little Boy, un film diretto da Alejandro Monteverde, il regista di Bella, e prodotto da Open Roadse Metanoia Films, alla quale partecipa anche Eduardo Verástegui. Hanno preso parte alla produzione anche Roma Downey e Mark Burnett, i produttori della serie La Bibbia e del film Figlio di Dio.
Il film, con sceneggiatura di Monteverde e Pepe Portillo, racconta la storia di un bambino di sette anni, Pepper Flynt Busbee (interpretato da Jakob Salvati), che ha un rapporto molto speciale con suo padre (interpretato da Michael Rapaport, di Prison Break oFriends): è il suo eroe, la persona a cui vorrebbe assomigliare, e insieme inventano e vivono avventure meravigliose che li portano a situazioni estreme, dalle quali escono sempre con una fiducia assoluta nella loro capacità di risolverle. “Credi che posso/puoi riuscirci?”, chiede sempre il padre al bambino (sotto si può vedere il trailer). “Sì credo che puoi/posso riuscirci!”, risponde.
Quando gli Stati Uniti entrano nella II Guerra Mondiale, però, il padre di Pepper viene richiamato e deve lasciare la casa. Per il bambino è un trauma, fino a che scopre che, con la fede che gli ha insegnato il padre (e nella quale “non può esserci neanche un pizzico di dubbio”, gli dice il suo parroco nel trailer), può muovere montagne, come promette Gesù Cristo nel Vangelo. Da quel momento cercherà di utilizzare il suo potere perché la guerra finisca e la famiglia possa riunirsi di nuovo a casa.
In Little Boy interviene come attore (anche come produttore e uno degli ideatori) Eduardo Verástegui, che interpreta padre Crispín: è “un personaggio di sostegno”, spiega l'attore, ma è “molto importante e ci inseriamo il tratto messicano, è quello che apporta questo sacerdote”.
Completano il cast attori abituali di Hollywood come Emily Watson (due volte nominata agli Oscar), Kevin James (protagonista del divertente ballo di Hitch con Will Smith, un cattolico senza complessi a Hollywood), Tom Wilkinson (anch'egli due volte candidato all'Oscar), Cary Tagawa (“classico” nei ruoli del giapponese) o il giovane David Henrie (noto per la serie televisivia I maghi di Waverly e compagno di alcune battaglie pro-vita di Verástegui).
“Serve molto coraggio per crescere”, si sente dire il piccolo nell'ultima scena del trailer: “Tuo padre sarebbe molto più che orgoglioso di te”.
[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]
Fonte: Aleteia
domenica 18 gennaio 2015
Papa Francesco: Il Relativismo vuole ridefinire la definizione del Matrimonio.
La famiglia è anche minacciata - ha detto ancora Bergoglio - dai crescenti tentativi da parte di alcuni per ridefinire la stessa istituzione del matrimonio mediante il relativismo, la cultura dell`effimero, una mancanza di apertura alla vita. Il mondo ha bisogno di famiglie buone e forti per superare queste minacce!
PAPA A FAMIGLIE: ANDATE OLTRE, AIUTATE IL PROSSIMO
Papa Francesco ha invitato le famiglie filippine, incontrate nel palazzo dello sport "Mall of Asia Arena" di Manila, ad andare "oltre i confini" delle loro case e prendersi cura "dei fratelli e delle sorelle più bisognosi" in una società dove, ha sottolineato, "mentre fin troppe persone vivono in estrema povertà, altri vengono catturati dal materialismo e da stili di vita che annullano la vita familiare e le più fondamentali esigenze della morale cristiana". "Dio - ha detto Bergoglio pronunciando il suo discorso in inglese, come tutti i discorsi di questo viaggio asiatico - ci chiama a riconoscere i pericoli che minacciano le nostre famiglie e a proteggerle dal male. I pesi che gravano sulla vita della famiglia oggi sono molti. Qui nelle Filippine, innumerevoli famiglie soffrono ancora le conseguenze dei disastri naturali. La situazione economica ha provocato la frammentazione delle famiglie con l`emigrazione e la ricerca di un impiego, inoltre problemi finanziari assillano molti focolari domestici. Mentre fin troppe persone vivono in estrema povertà - ha proseguito il Papa - altri vengono catturati dal materialismo e da stili di vita che annullano la vita familiare e le più fondamentali esigenze della morale cristiana.
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