venerdì 17 maggio 2013

"Speciale Marcia per la Vita 2013"

Ecco una carrellata di interviste a cura di Giulia Tanel pubblicate nel sito di Corrispondenza Romana nello "Speciale Marcia per la Vita 2013"
Buona Visione! 


















lunedì 13 maggio 2013

Un successo la terza edizione della Marcia per la Vita.

Difendere la vita è difendere la vita, ma è anche fare un’operazione culturale alternativa alla cultura attuale: ricominciare a parlare di un ordine e non solo di autodeterminazione.
(Mons. G. Crepaldi)

La Marcia per la Vita è iniziata al Colosseo con i saluti dei numerosi rappresentanti di movimenti pro-life giunti da tutto il mondo, tra i quali Jeanne Monahan, presidente della March for Life di Washington, Lila Rose, considerata dall’organizzazione abortista Planned Parenthood come la nemica numero uno, Geoffrey Strickland, di Priest for Life, il dottor Xavier Dor, medico condannato 15 volte in Francia per aver lottato contro l’aborto, Blondine Serieyx, rappresentante della Manif pour tous francese, Antony Burkhard, rappresentante di Droit de naitre, altra associazione francese impegnata nella difesa della vita e Federica Iannace Swift, dell’irlandese Youth Defence .

"La nostra Marcia è quella di un popolo della vita che, difendendo la vita, vuole infondere nuova vita in una società che si decompone e muore“, ha detto Virginia Coda Nunziante, portavoce dell’evento, nel suo discorso di apertura. Ha parlato anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che ha denunciato la “strage degli innocenti” che si consuma con l’aborto. Il primo cittadino ha seguito il corteo fino a Piazza Venezia. Ha percorso invece tutto il tragitto della Marcia, dal Colosseo a Castel Sant’Angelo, Sua Emin. il card. Raymond Leo Burke, il quale, nell’adorazione eucaristica tenutasi alla vigilia, ha definito la manifestazione “espressione di fede cattolica e atto di servizio alla società in cui viviamo e al suo bene comune“.

La Marcia si è svolta in un clima pacifico e festoso, in un tripudio di bandiere, di slogan e di cartelli grandi e piccoli inneggianti alla vita e contro la legislazione abortista vigente in Italia e altri Paesi del mondo. Tantissimi i giovani e le famiglie con bambini, a testimoniare che non di battaglia di retroguardia si tratta, ma di lotta per un avvenire e una società più giusti.
Foltissimo il numero dei religiosi presenti, tra i quali l’Istituto del Verbo Incarnato, i Francescani dell’Immacolata e gli Orionini, questi ultimi guidati dal loro superiore generale don Flavio Peloso.


La manifestazione si è conclusa in piazza san Pietro, dove il Papa, che già aveva salutato la Marcia per la Vita nel suo Regina Coeli, è sceso tra la folla incontrando i partecipanti.




Roma, 12 maggio 2013


fonte: www.marciaperlavita.it


lunedì 29 aprile 2013

ROMA 12 MAGGIO 2013 - 3a EDIZIONE DELLA MARCIA PER LA VITA!










DIFFONDIAMO IL VIDEO DELLA III MARCIA NAZIONALE PER LA VITA 2013 !








Perché il matrimonio è indissolubile?


Di Gustave Thibon

L’istituto del matrimonio è il custode della fedeltà interiore, la legge cristiana non opprime ma approfondisce e purifica l'amore. Non è l'uomo ad esser fatto per il matrimonio, ma è bensi il matrimonio che è fatto per l’uomo. Una magistrale esposizione dei fondamenti «esistenziali» del matrimonio cristiano, una risposta alle obiezioni più diffuse al principio dell'indissolubilità.




[Da AA.VV., L'amore e il matrimonio, tr. it., Vita e Pensiero, Milano 1955, pp. 85-113]

Non è nostra intenzione esporre qui in tutti i suoi particolari l’insegnamento della teologia cattolica sulla indissolubilità del matrimonio. Supponendo che esso sia noto ai nostri lettori, ci limiteremo a ricordare i principi fondamentali e porremo in evidenza piuttosto l’aspetto psicologico ed «esistenziale» del problema. Su questo argomento come su molti altri il cattolicesimo, che pure possiede una teologia e una morale complete quanto equilibrate, non ha forse fatto quanto era necessario per giustificare i suoi principi sul terreno dell’esperienza psicologica e per rispondere a coloro che gli rimproverano per l’appunto di non tenere in considerazione l’uomo fatto di corpo e d’anima, né le condizioni concrete della sua esistenza.



Che l’uomo non divida...

Il principio dell’indissolubilità del matrimonio è contenuto per intero nel seguente passo del Vangelo: «I Farisei andarono da lui per tentarlo e gli dissero: “È lecito all’uomo di ripudiare per qualunque motivo la propria moglie?” Egli rispose: “Non avete letto che il creatore, al principio, creò l’uomo maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà alla sua donna e i due saranno una sola carne. Non divida pertanto l’uomo quel che Dio ha congiunto”» (Mt., XIX, 8-6). E S. Paolo, facendo eco all’insegnamento del Signore, così si esprime: «A coloro che sono sposati ordino (non io, ma il Signore) che la moglie non si separi dal marito. E se è separata rimanga senza maritarsi o si riconcilii col marito. E l’uomo non ripudii la moglie» (I Cor., VII, 10-11). Tale esigenza di indissolubilità si fonda su due motivi:

venerdì 26 aprile 2013

Comunione ai divorziati. Chiariamoci le idee.


Nel segno della speranza.


La Chiesa e i divorziati risposati: molti ne parlano ma pochi conoscono la vera dottrina cattolica sull’argomento. Il Timone ristabilisce in questo articolo tutta la verità, senza scorciatoie. Ma anche senza disperazione.

di Mario Palmaro, da Il Timone (05/2010)

La posizione della Chiesa nei confronti dei fedeli divorziati è molto chiara. Ma quanti la conoscono veramente? Basta ascoltare i discorsi della gente per accorgersi che equivoci, fraintendimenti ed errori clamorosi sono assai diffusi: si confondono situazioni oggettivamente molto diverse tra loro, in un tripudio di luoghi comuni e di nozioni raccogliticce orecchiate dalla Tv o spigolate su qualche giornale sfogliato dal parrucchiere. Questa situazione dipende certamente da una diffusa superficialità in materia di fede e di morale, alla quale non sono estranei gli stessi credenti. Ma è anche conseguenza di colpevoli omissioni da parte di coloro che nella Chiesa hanno il compito di insegnare e di “pascere” il gregge affidato da Gesù. Non è raro infatti sentirsi dire che “queste cose ormai si sanno”, e che – per ragioni pastorali, per carità, per rispetto umano – “è meglio non parlare di queste cose nelle prediche o nella catechesi”. Il risultato è che i fedeli in realtà “queste cose non le sanno”, o le sanno in modo approssimativo, ignorando le precise indicazioni del Magistero e soprattutto le ragioni che stanno alla base di questo rigoroso insegnamento.

lunedì 22 aprile 2013

Le Manif pour tous : alcune testimonianze.



di Franciscus Pentagrammuli e Andrea Virga


Nonostante il silenzio pressoché totale della stampa e dei media italiani, qualcosa sta succedendo in Francia: da più di una settimana, milioni di manifestanti pacifici (fra cui sono ragazzi e ragazze, padri e madri di famiglia, ebrei, musulmani, ragazzi di parrocchia, omosessuali non politicizzati, preti) in tutto il paese protestano, in gigantesche manifestazioni a livello nazionale o in più piccole azioni di protesta simbolica locali, ma sempre notevoli per il numero dei partecipanti e, soprattutto, per la loro costanza (non passa un giorno o una notte, senza che vi sia almeno una manifestazione), contro la legge in discussione al parlamento (discussione repentinamente accelerata ed ostacolata nel suo aspetto di opposizione dal partito socialista al governo) sui matrimoni omosessuali.

sabato 20 aprile 2013

Arresti in Francia; manifestavano a favore della Famiglia.

fonte: Tempi

«Hanno cercato di intimidirci, trattandoci male e infrangendo la legge. Questo ci ha stupiti e demoralizzati. La polizia ascolta la politica, invece della giustizia: ci hanno tenuto 17 ore in prigione contro la legge, perché prima di poter contattare un avvocato sono passate 14 ore». David van Hemelryck (nella foto) è un imprenditore di 30 anni di Orléans, laureato al Politecnico, ha due decorazioni ricevute in marina. Ex ufficiale di marina, non era mai stato in prigione. Almeno prima del 14 aprile, quando insieme ad altre 66 persone che manifestavano vicino all’Assemblea nazionale contro la legge sul matrimonio e adozione gay è stato arrestato solo perché «lo Stato francese non sopporta che noi giovani protestiamo pacificamente e ci opponiamo alla sua legge. Chi si oppone deve essere per forza un fascista, ma noi difendevamo la famiglia e lo Stato questo non lo tollera».

Che cosa è successo verso l’una di notte del 14 aprile?

mercoledì 17 aprile 2013

Come usa i soldi la Chiesa Cattolica.




Quello dei soldi della Chiesa è un tema che ritorna a più riprese nel dibattito mediatico. Si sente spesso parlare di patrimoni sconfinati, più o meno realistici, e di gestioni opache del denaro. Meno spesso ci si prende la briga di calcolare il contributo sociale (ed economico)che la maggior parte delle attività legate alla Chiesa mette a disposizione del bene comune. Cerchiamo qui di raccogliere alcuni dati significativi.

BILANCIO STATO DEL VATICANO

Si potrebbe partire dal bilancio della Santa Sede: ogni anno è possibile conoscere il bilancio consuntivo del Vaticano, per esempio nel 2009 le entrate sono state di circa 250 milioni di euro e le uscite di circa 254 milioni di euro. Nel 2011 c’è stato un disavanzo di quasi 15 milioni di euro. Cifre che potrebbero impressionare, ma per avere un punto di riferimento, John Allen, noto vaticanista del NCR cita l’Università di Harvard che con i suoi 20.000 studenti ha un bilancio di 3,7 miliardi di dollari (circa 2,8 miliardi di euro), cioè 11 volte il bilancio Vaticano.


PATRIMONIO DELLO IOR

venerdì 12 aprile 2013

«Sono io l’uomo con la maglietta “contraria ai buoni costumi”. Ecco cosa è successo»


                                                                   
Fonte: Tempi.it

In Francia non era mai accaduto niente del genere, ma lui l’ha presa con ironia e racconta tutto scherzando. Parliamo di Franck Talleu, direttore dell’Insegnamento cattolico a Soissons, Laon e Saint-Quentin, sposato, padre di sei figli adottati, fermato il primo aprile, portato alla questura e multato perché si trovava al parco con i suoi figli indossando una maglia con il logo stilizzato di una madre e un padre che tengono per mano due bambini. «”Tenuta contraria ai buoni costumi”, questa è la prima cosa di cui mi hanno accusato gli agenti» racconta Talleu a tempi.it. «Io mi sono messo a ridere e ho risposto: “Sarà facile contestare quello che avete scritto!”». La maglia portava il simbolo della Manif Pour Tous, organizzazione che ha portato in piazza per due volte un milione di persone per protestare contro la legge su matrimonio e adozione gay del governo socialista di Hollande. La legge è passata oggi in Senato e ora torna alla Camera per l’approvazione definitiva.


Signor Talleu, ma l’hanno davvero arrestata solo perché portava una maglia con sopra disegnata una normale famiglia?

domenica 7 aprile 2013

"L'umanità non troverà la pace finché non si rivolgerà con fiducia alla Mia Misericordia"

"Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto."



7 Aprile 2013 Festa della Divina Misericordia

“Desidero che la festa della Misericordia (la seconda Domenica dopo Pasqua) sia il riparo e il rifugio per tutte le anime. In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto. (Diario pp 699)

"Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Mia Misericordia. Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia incommensurabile Misericordia! L'Anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata, otterrà piena remissione di colpe e castighi. Desidero che questa Festa si celebri solennemente in tutta la Chiesa."


"Quanto più grande è la miseria degli uomini, tanto maggior diritto hanno alla Mia Misericordia, perché desidero salvarli tutti. Scrivi che prima di venire come Giudice, spalancherò tutta la grande porta della Mia Misericordia. Chi non vuol passare da questa porta, dovrà passare per quella della Mia Giustizia.
La sorgente della Mia Misericordia è stata aperta dal colpo di lancia sulla Croce, per tutte le Anime. Non ne ho esclusa nessuna. L'umanità non troverà né tranquillità né pace finché non si rivolgerà alla Mia Misericordia. Dì all'umanità sofferente che si rifugi nel Mio Cuore Misericordioso, ed Io la ricolmerò di pace."

Io do all'umanità un vaso col quale potrà andare ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia: questo vaso è l'immagine con questa iscrizione: "Gesù, io confido in Te!".

Questa immagine deve continuamente ricordare alla povera umanità l'infinita Misericordia di Dio. Chiunque avrà esposta ed onorata, nella sua casa, la Mia Divina Effigie sarà preservato dal castigo.

Come gli antichi Ebrei che avevano segnato le loro case con la croce fatta col sangue dell'agnello pasquale furono risparmiati dall'Angelo Sterminatore, così sarà in quei tristi momenti per coloro che mi avranno onorato esponendo la mia immagine."


La grandezza di questa festa è dimostrata dalle promesse:

"In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene" (Q. I, p. 132) - ha detto Gesù. Una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta quel giorno in modo degno: "la remissione totale delle colpe e castighi". Questa grazia - spiega don I. Rozycki - "è qualcosa di decisamente più grande che la indulgenza plenaria. Quest'ultima consiste infatti solo nel rimettere le pene temporali, meritate per i peccati commessi (...). E' essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché‚ la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo. Invece nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l'ha innalzata al rango di "secondo battesimo". E' chiaro che la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia deve essere non solo degna, ma anche adempiere alle fondamentali esigenze della devozione alla Divina Misericordia" (R., p. 25). La comunione deve essere ricevuta il giorno della festa della Misericordia, invece la confessione - come dice don I. Rozycki - può essere fatta prima (anche qualche giorno). L'importante è non avere alcun peccato.

                         

lunedì 1 aprile 2013

Difesa o salvaguardia dell'ambiente?


Approfitto della nuova ondata di disinformazione per ribadire un concetto fondamentale: quello della salvaguardia dell' ambiente.



Nella giornata di preghiera dedicata al tema, è passata l'immagine di una Chiesa Papa compreso - accodata ai movimenti ecologisti. Ma la visione cattolica è diametralmente opposta all'ambientalismo dominante. Ecco perché....

di Riccardo Cascioli


Ambiente e creato sono due termini equivalenti? Difesa dell'ambiente e salvaguardia l creato sono concetti ana­loghi? Sono domande che nascono natu­rali dopo che la Chiesa italiana ha deciso di istituire per il 1° settembre la Giorna­ta della Salvaguardia del Creato e di de­dicare l'intero mese di settembre alla ri­flessione sul tema. Si tratta di un'iniziati­va importante perché offre l'occasione di approfondire una prospettiva cattolica su un tema che è ormai dominante nell'opi­nione pubblica, ma che tanta confusione genera anche tra i cattolici. 

domenica 31 marzo 2013

« Io sono la risurrezione e la vita »



[1]Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. [2]Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». [3]Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. [4]Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.[5]Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. [6]Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra,[7]e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. [8]Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. [9]Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. [10]I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa.
(Gv 20,1-10)

giovedì 28 marzo 2013

I 5 falsi miti delle crociate.




Fonte: Uccr
Ecco come abbattere i 5 falsi miti sulle Crociate.


Le crociate rappresentano uno degli eventi più fraintesi della storia occidentale. La stessa parola “crociata” ancora oggi viene utilizzata con una connotazione negativa, quando ad esempio si intende sottolineare un conflitto i cui moventi siano più ideologici che ideali; lo stereotipo più collaudato, invece, è quello che descrive avidi nobili europei dediti alla efferata conquista dei musulmani pacifici, con ricadute negative che perdurano ancora oggi grazie anche alla diffusione di tale tesi “a senso unico” nei maggiori testi scolastici occidentali.


La storia delle crociate in realtà richiede una sorta di purificazione che è oltretutto doverosa anche alla luce degli ultimi studi che provengono da ambiti accademici molto accreditati. Consapevoli della complessità della tematica, cercheremo di sintetizzare i fatti storici, riprendendo un articolo molto più approfondito, comparso su “Crisis magazine”, circa i luoghi comuni consolidati, penetrati nell’immaginario collettivo. Un articolo simile è stato pubblicato inUltimissima 17/05/11.


Mito 1): ”le crociate furono guerre di aggressione non provocata”:

sabato 23 marzo 2013

L'Incontro tra due Papi.

 Sabato 23 Marzo 2013
Una data che sarà fissata nella storia.


di Andrea Tornielli

Una persona a me molto vicina e cara, l’altro giorno ha detto: «Non riesco a non pensare a Benedetto XVI e non riesco a non star male pensando al fatto che lui sta vedendo quando affetto e quanto entusiasmo circonda il nuovo Papa…». Per quel che si può conoscere di Ratzinger, non c’è da immaginare che possa risentirsi del fatto che il suo successore, Francesco, incontri la simpatia di fedeli e non fedeli. E appaiono francamente fuori luogo anche i commenti di chi si preoccupa per tale simpatia che Papa Bergoglio suscita anche negli ambienti laici e solitamente più distanti dalla Chiesa. Sembra quasi che non si possa essere veramente cattolici senza provocare malumore, contrasti, polemiche, antipatie. Quello che sta accadendo in questi giorni è soltanto la «luna di miele» con il nuovo Papa, destinata a finire presto? Aspettiamo di vedere che cosa accadrà. Dopo aver riconosciuto alla Chiesa cattolica la grande capacità di rinnovarsi e ripartire con slancio nonostante lo shock della rinuncia di un Papa.

giovedì 21 marzo 2013

Rimettere Cristo al centro. San Francesco vero riformatore della Chiesa

Non si capisce san Francesco se non riconducendosi 
alla sua «teocentricità cristocentrica e rigorosamente Ecclesiale.




«Per san Francesco, Cristo era insieme necessario e sufficiente. Questo dice la spiritualità dell’umile fraticello di Assisi: la sua vita è un appartenere a un altro: Cristo».

Così ne sintetizza la figura il vescovo Francesco Moraglia, che martedì ha celebrato a Gaggiola la ricorrenza del santo d’Assisi.

«La povertà, per Francesco, è conseguenza della volontà di incontrare Cristo in modo pieno, reale, fino in fondo».

Con Francesco, «è come se il Cristianesimo rinascesse». «Non a torto si disse che con l’apparire di Francesco la Chiesa visse un momento di grazia particolarissimo. Ma anche un momento di grandissimo rischio:

sabato 16 marzo 2013

I nemici della Chiesa che mettono Ratzinger "contro" Bergoglio.





Irritazione. La sento montare dentro e penso subito che il diavolo ci mette le zampe e le corna per rovinarmi il momento di assoluta felicità vissuto con tutta la Chiesa. Irritazione perché a soli tre giorni dall’elezione di Francesco è già iniziato il tiro a freccette, il massacro mediatico, la definizione per opposizione, lo scaricamento del precedente per l’esaltazione del successivo.

Il fastidio fisico per l’ipocrisia di certe firme, le capriole dei commentatori e l’enfasi che subiscono i dettagli ha già prodotto un’amarezza pericolosa, la strisciante persuasione che non cambieremo mai, neanche dopo una delle Grazie più belle che potevano capitare. E non parlo solo dei fantasiosi resoconti di ciò che è avvenuto sotto le volte della Sistina, del tentativo di strizzare tutto nell’arido schema delle fazioni, delle altalene di supposizioni e alleanze proposte da cronisti che neanche lo smacco subito dal Paraclito ha fatto desistere, ma della serpeggiante tentazione, che attraversa tutta la chiesa, di guardare al nuovo perdendo la memoria.

«Ecco perché ho scelto di chiamarmi Francesco»

All'incontro con gli oltre seimila giornalisti che hanno seguito il conclave, Papa Francesco abbandona il testo preparato e racconta come e perché ha preso il nome del Poverello d'Assisi.