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domenica 22 giugno 2025

Corpus Domini: Il Trionfo del Dio Vivente e l’Appello alla Conversione del Cuore

 






Nel cuore del calendario liturgico della Chiesa cattolica, la Solennità del Corpus Domini (o Corpus Christi) brilla come un faro che richiama i fedeli all’adorazione del Mistero più alto e tremendo della nostra fede: la Presenza reale di Nostro Signore Gesù Cristo nell’Eucaristia. Non si tratta di una semplice commemorazione simbolica, né di una celebrazione tra le tante: il Corpus Domini è il trionfo del Dio vivente in mezzo agli uomini, il segno tangibile che Dio non ha abbandonato la Sua creatura, ma anzi ha scelto di rimanere realmente presente, con il Suo Corpo, il Suo Sangue, la Sua Anima e la Sua Divinità, nel Sacramento dell’Altare.

Le Origini: Un Miracolo contro il dubbio

La festa del Corpus Domini nacque nel XIII secolo, grazie al fervore e alla fede di Santa Giuliana di Cornillon, monaca agostiniana belga, la quale ebbe visioni in cui Cristo le chiedeva di istituire una festa speciale in onore del Santissimo Sacramento. Ma fu il Miracolo Eucaristico di Bolsena (1263) — in cui un sacerdote dubitante vide sgorgare sangue dall’ostia consacrata — a scuotere la Chiesa e a convincere Papa Urbano IV a istituire ufficialmente la solennità nel 1264 con la bolla Transiturus de hoc mundo.

Da allora, il Corpus Domini è diventato una dichiarazione pubblica della fede cattolica nella Presenza reale, celebrata con processioni solenni e adorazioni eucaristiche, in cui Cristo viene portato per le vie del mondo come un Re che reclama i Suoi sudditi, come un Dio che desidera ardentemente abitare in mezzo al Suo popolo.

Il Significato Teologico: Dio che si dona

La teologia cattolica ha sempre insegnato che nell’Eucaristia si compie il più grande mistero della fede: la transustanziazione. Il pane e il vino, per le parole della consacrazione pronunciate dal sacerdote agendo in persona Christi, cessano di essere ciò che appaiono e diventano realmente il Corpo e il Sangue di Cristo. Non un simbolo, non una metafora, ma una realtà ontologica.

In un’epoca come la nostra, afflitta dal relativismo, dalla superficialità e da una crescente secolarizzazione, questo Mistero risplende come un segno di contraddizione. Mentre il mondo corre dietro a idoli mutevoli e promesse effimere, l’Eucaristia grida silenziosamente la Verità eterna: Dio è con noi, Dio si fa nutrimento, Dio si offre per amore.

Un Appello Urgente per l’Uomo Moderno

Oggi, più che mai, l’uomo ha bisogno di Dio. In un mondo che esalta l’autosufficienza, che rifiuta la legge morale e che si affida alle fragili consolazioni del benessere materiale, l’Eucaristia appare come un rifugio e un’ancora. Essa è il banchetto che nutre l’anima affamata, è la forza per affrontare le prove della vita, è l’arma contro la disperazione e il peccato.

Ma quanta indifferenza verso questo Dono sublime! Quanti cuori, persino tra i battezzati, hanno dimenticato la centralità dell’Eucaristia! Le chiese si svuotano, la Messa domenicale viene trascurata, l’adorazione eucaristica è disertata. E peggio ancora: cresce una corrente di cattolicesimo “permissivo” e accomodante, che si allinea sempre più alla visione protestante, la quale nega la Presenza reale, riducendo l’Eucaristia a un gesto simbolico, a una semplice memoria.

Fede in Declino e la Deriva Protestante

Non possiamo tacere: una parte della Chiesa sembra oggi dimenticare la sua missione divina. Si moltiplicano le liturgie frettolose e desacralizzate, le comunioni distribuite con leggerezza, la perdita del senso del sacro. E mentre si parla di “inclusione” e di “modernizzazione”, si dimentica che la Messa non è uno spettacolo per intrattenere, ma il Sacrificio incruento di Cristo sul Calvario, reso presente sull’altare.

Il rischio è chiaro: la fede nella Presenza reale sta svanendo, e con essa si dissolve il cuore stesso del cattolicesimo. Una fede senza Eucaristia è una fede senz’anima. Un cattolicesimo che si piega alle mode del tempo non è più sale della terra, ma polvere calpestata.

L’Invito: Lasciarsi plasmare dall’Amore Eucaristico

Cari fratelli e sorelle, in questo Corpus Domini siamo chiamati a risvegliarci dal torpore, a inginocchiarci davanti al Tabernacolo, a riconoscere con umiltà e gratitudine il Dono immenso che ci è stato fatto. L’Eucaristia non è un premio per i giusti, ma la medicina per i malati, la speranza per i disperati, la gioia per gli afflitti.

Non possiamo restare spettatori distratti o fedeli tiepidi. Occorre ritrovare il silenzio dell’adorazione, la confessione sincera, la comunione fervorosa, la Messa vissuta con cuore contrito e spirito umile. Solo così il Dio vivente potrà rinnovare le nostre vite, le nostre famiglie, la nostra società.

Il Pane degli Angeli per l’uomo smarrito

Il Corpus Domini è un invito alla conversione, alla riscoperta del Dio che si è fatto pane per noi. È l’antidoto contro l’indifferenza, il rimedio al vuoto dell’anima moderna. Torniamo, dunque, con cuore contrito al Banchetto del Signore. Lasciamoci amare, nutrire, trasformare da Lui. E, come la tradizione della processione insegna, portiamolo nel mondo, affinché ogni ginocchio si pieghi e ogni cuore Lo riconosca: Veramente Tu sei presente, Signore Gesù, nel Santissimo Sacramento dell’Altare!

Adoremus in aeternum Sanctissimum Sacramentum.


lunedì 5 dicembre 2016

La veggente per cui la Polonia ha incoronato Cristo come Re.


5 dicembre 2016

 Al fine di segnare la conclusione dell’Anno della Misericordia il 20 novembre, 2016, in occasione della solennità di Cristo Re, un evento piuttosto notevole ha avuto luogo in Polonia il 19 novembre, quando il governo polacco, insieme con la gerarchia della Chiesa ha riconosciuto ufficialmente Cristo come il re di Polonia. L’atto della ricezione di Cristo come Re e Signore è stato poi ripetuto il giorno successivo in tutte le parrocchie in Polonia il 20 novembre. 

Questa iniziativa, che è stata effettuata dalla Conferenza episcopale polacca, sembra essere stato inteso come un gesto in gran parte profetico legato alla devozione della Divina Misericordia, e l’impeto iniziale per questa azione simbolica può essere saldamente attribuito a certe rivelazioni private date alla Serva di Dio [quindi si tratta di una veggente riconosciuta dalla Chiesa] Rozalia Zelkova nel 20esimo secolo, poco prima della seconda guerra mondiale. Rozalia Zelkova aveva avuto una visione in cui Cristo chiedeva di essere proclamato re dalla nazione polacca per risparmiare il paese dalla guerra imminente: ‘Se la Polonia vuole salvare se stessa, deve annunciare Gesù come suo Re attraverso l’atto di intronizzazione. Deve essere effettuata da tutta la nazione, e in particolare da parte delle autorità statali e la chiesa, che dovrebbero condurre la cerimonia, a nome della nazione.‘ 

Polonia. Atto di accoglimento di Gesù Cristo come Re e Sovrano.







Fonte: Zenith

Davanti a migliaia di fedeli da tutta la Polonia, ai vescovi polacchi, alle autorità dello Stato con il presidente, Andrzej Duda, si sono tenute lo scorso 19 novembre a Cracovia-Lagiewniki, presso il Santuario della Divina Misericordia, le celebrazioni dell’Atto di accoglimento di Gesù Cristo come Re e Sovrano, a conclusione del Giubileo straordinario della Misericordia. Oggi, domenica 20 novembre, lo stesso Atto sarà celebrato presso tutte le parrocchie della Polonia.

La Santa Messa è stata presieduta dal cardinale arcivescovo di Cracovia, Stanislaw Dziwisz: l’omelia l’ha tenuta il vescovo Andrzej Czaja di Opole, presidente del Comitato dei Movimenti di Intronizzazzione. “Non è nostro il compito di scegliere Cristo come Re, ma riconoscere la sua signoria e arrendersi alla Sua legge, affidare a Lui la nostra patria e la nazione, noi stessi e le nostre famiglie”, ha detto il vescovo Andrzej Czaja.

“Tale Atto di Accoglimento in occasione del Giubileo della Misericordia e nel 1050° anniversario del Battesimo della Polonia non può rimanere soltanto nelle cronache e negli annali”, ha aggiunto il presule, “dobbiamo svolgere un lavoro di trasformazione e regolare la nostra vita secondo la Volontà di Dio, come ci ha insegnato Gesù e il suo Vangelo”.

Mons. Czaja ha ricordato le parole di Giovanni Paolo II all’inizio del suo pontificato, ‘Spalancate le porte a Cristo per la sua potenza salvifica. Non abbiate paura’, utili – ha detto – “per confessare la fede che Gesù è il nostro Re, Signore e Salvatore”.

“Il Governo di Dio si deve realizzare oggi nel cuore degli uomini. Esiste una necessità di armonia e amore tra di noi. Abbiamo bisogno dello Spirito di Dio, lo Spirito di verità e di unità, e anche degli altri frutti dello Spirito: la bontà, la dolcezza, il controllo, la fedeltà e la pazienza”, ha sottolineato il vescovo Czaja.

“In Polonia – ha proseguito – si vede la necessità di maggior rispetto per la legge di Dio. Oggi tutti dobbiamo invocare Dio e lo Spirito Santo per aprirci a Gesù, arrendersi alla sua legge e ai suoi disegni. Apriamo le porte a Gesù, alla potenza del suo amore misericordioso”.

Alla fine della Santa Eucaristia davanti al Santissimo Sacramento si è svolto quindi l’Atto di Accoglimento di Gesù Cristo come Re e Sovrano. L’atto è stato recitato dal presidente della Conferenza Episcopale Polacca, l’arcivescovo Stanislaw Gądecki.

Già l’11 ottobre in una lettera pastorale i vescovi polacchi spiegavano che “non è necessario intronizzare Cristo nel senso di elevazione al trono e dandogli il potere di essere proclamatore. Dopo tutto, egli è il Re dei re e Signore dei signori, per sempre.”

L’Atto di Accettazione di Cristo come Re e Signore in Polonia realizza l’insegnamento di Papa Pio XI, che nella sua enciclica Quas Primas sottolineava la necessità nei nostri tempi “che Cristo regni”.




venerdì 29 gennaio 2016

Dialogo tra Gesù Misericordioso e le anime.



DIALOGO FRA GESU' MISERICORDIOSO E L'ANIMA PECCATRICE


- Gesù: “ Anima peccatrice, non aver paura del tuo Salvatore. Io per primo Mi avvicino a te, poiché so che tu da sola non sei capace di innalzarti fino a Me. Non fuggire, figliola, dal Padre tuo. Cerca di parlare a tu per tu col tuo Dio misericordioso, che desidera dirti parole di perdono e colmarti delle Sue grazie. Oh, quanto Mi è cara la tua anima! Ti tengo scritta sulle Mie mani. Sei rimasta incisa nella ferita profonda del Mio Cuore ”. 

- L'anima: “ Signore, sento la Tua voce che m'invita ad abbandonare la cattiva strada, ma non ho né la forza né il coraggio ”. 

- Gesù: « Sono Io la tua forza. Io ti darò la forza per la lotta». 

- L'anima : “ Signore, conosco la Tua santità, ed ho paura di Te ”. 

- Gesù: « Perché hai paura, figlia Mia, del Dio della Misericordia? La Mia Santità non M'impedisce di essere misericordioso con te. Guarda, o anima, che per te ho istituito un trono di Misericordia sulla terra, e questo trono è il tabernacolo e da questo trono di Misericordia desidero scendere nel tuo cuore. Guarda, non Mi sono circondato né da un seguito né da guardie, puoi venire da Me in ogni momento, in ogni ora del giorno voglio parlare con te e desidero elargirti le Mie grazie». 

- L'anima: “ Signore, ho paura che non mi possa perdonare un così gran numero di peccati, la mia miseria mi riempie di terrore ”. 

lunedì 11 gennaio 2016

LA MISTICA CITTA' DI DIO



"In questo racconto mistico, il più antico, il primo in assoluto nella storia della Chiesa, la venerabile suor Maria d'Agreda, anima prescelta ricca di meravigliosa spiritualità, ci fa conoscere la vita "segreta" della Madonna! Si tratta di un'opera imperdibile per chi ama Maria. Qui molte vicende evangeliche si illuminano e si comprendono molto più in profondità. Le verità di fede si consolidano. Le profezie trovano il loro naturale compimento in Maria, vangeli e apocalisse splendono di luce e le parole si rivelano nella loro totalità. Inoltre, l'ottavo volume contiene il sublime testamento spirituale della vergine Maria, la Regina delle regine, la tutta pura, la Donna con le dodici stelle che sconfigge il maligno..."


                




«Nella Chiesa primitiva non manifestai tali misteri perché, essendo troppo alti, i fedeli si sarebbero soffermati troppo a scrutarli e ad ammirarli, mentre era necessario che si stabilissero rapidamente la legge della grazia e il Vangelo. E benché fosse tutto compatibile, tuttavia l'ignoranza umana avrebbe potuto incorrere in alcuni sospetti e dubbi troppo dannosi in un tempo in cui la fede derivata dall'incarnazione e dalla redenzione e i precetti della legge evangelica erano ancora agli inizi. Per questo lo stesso Verbo incarnato nell'ultima cena disse ai suoi discepoli: Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. In loro parlò a tutto il mondo, che, finché non si fosse ben radicata la legge della grazia e la fede del Figlio, non sarebbe neanche stato pronto a ricevere i misteri e la fede della Madre. Inoltre al presente ne ha maggior necessità ed essa mi obbliga anche più della sua disposizione. Oh! Se mi obbligassero con l'onorare, credere e contemplare le meraviglie che la Madre della pietà racchiude in sé! E se tutti sollecitassero di cuore la sua intercessione, ben avrebbe il mondo qualche rimedio!... Tuttavia non voglio trattenermi dal porre loro davanti questa Mistica Città di rifugio; tu descrivila e fanne il ritratto, per quanto può la tua inadeguatezza. Ma non voglio che questa descrizione ed esposizione della sua vita consista in opinioni né in contemplazioni quanto piuttosto in verità certa. Quelli che hanno orecchi per intendere intendano, quelli che hanno sete vengano alle sorgenti d'acqua viva e lascino le cisterne screpolate e quelli che vogliono la luce la seguano sino alla fine» 

Questo disse il Signore Dio onnipotente.
(Suor Maria d' Agreda)




1° libro ......

giovedì 24 dicembre 2015

Non c'è altro Natale.



“Questo per voi il segno: un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia” (Lc 2,12). 
Questo rimane il segno, anche per noi, uomini 
e donne del Duemila. 
Non c’è altro Natale.
Papa Benedetto XVI






Immagine tratta da Quadrotti

domenica 20 dicembre 2015

Meditazione attenta della storia della donna nella storia della salvezza.


Fonte:  Tempi

Pubblichiamo il testo dell’intervento che il cardinale Carlo Caf arra ha tenuto a Villa S. Giacomo, Bologna S. Lazzaro, il 6 dicembre 2015: “Schizzo di un’antropologia al femminile: per una società a misura della persona umana”. 

La mia riflessione si articolerà attorno a tre temi. Cercherò in primo luogo di individuare alcuni punti orientativi di riferimento per elaborare un’antropologia al femminile, per poi in un secondo momento richiamare quelli che mi sembrano i principali aspetti problematici, ed infine indicherò alcune questioni che mi sembrano più meritevoli di approfondimento. 

1. PUNTI DI RIFERIMENTO Il senso del primo momento della mia riflessione è di individuare dei punti cardinali di orientamento e dei criteri di giudizio all’interno di una questione molto complessa. Essi possono essere individuati attraverso una meditazione attenta della storia della donna nella storia della salvezza: è da questa storia che emerge la verità della donna: la verità originaria (1,1); la verità deturpata (1,2); la verità trasfigurata (1,3). 

1,1. [La verità originaria]. Forse nel corso della storia umana mai la donna ha dovuto affrontare tante sfide, mai è stata così radicalmente provocata a porsi il problema della sua identità. In una tale condizione la prima esigenza è di interrogarci sulla verità della persona umana ­donna. Solo la consapevolezza della propria identità offre alla persona criteri veri di giudizio e di discernimento nelle varie situazioni. Noi possiamo sapere la verità originaria della donna leggendo e meditando con grande attenzione la pagina che descrive la sua creazione: Genesi 2,16­25. Nell’atto creativo si manifesta il progetto del Creatore, e la verità della creatura è il pensiero di Dio nei suoi confronti; ciò che Dio ha pensato di essa. La pagina biblica è particolarmente significativa perché dice esplicitamente quale è stato il motivo che ha spinto Dio a creare la donna: «non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile» (v.18). In queste parole è racchiuso tutto il mistero della persona umana­ donna. L’esistenza della donna è richiesta perché l’umanità della persona raggiunga la pienezza del suo essere [«non è bene che …»], in quanto solo la donna rende possibile quella comunione delle persone che le fa uscire dalla solitudine.

mercoledì 4 novembre 2015

La Madonna di Guadalupe, Madre di tutti gli uomini.



Nel dicembre del 1531, sul Tepeyac, un colle poco fuori da Città del Messico, la «Perfetta Sempre Vergine Santa Maria, la madre del verissimo e unico Dio» è apparsa a Juan Diego, un indio da poco convertitosi al cristianesimo. Prova tangibile di questo evento soprannaturale è l’immagine acheropita della Madonna stessa, rimasta impressa sul mantello (comunemente chiamato Tilma o Ayate) di Juan Diego, tutt’oggi conservato presso la moderna Basilica di Guadalupe.

Nel ‘500 il Messico era parte integrante dell’impero atzeco, che raggiunse l’apice dello sviluppo nel XV-XVI secolo. Tuttavia, nel 1519 giunsero in Messico i conquistatori spagnoli guidati di Cortes e con essi i missionari, i quali cominciarono con gradualità a sovvertire la visione del mondo degli indios, trasmettendo loro la cultura europea e la religione.

domenica 7 dicembre 2008

L'Opera del Sacro Cuore.


Le parole di questo brano vorrei pubblicarle a caratteri d'Oro!!


11 Giugno 1923


Gesù al Vescovo della diocesi di Poitiers.
tramite la Serva di Dio Suor Maria Jozéfa Menéndez (Congregazione del Sacro Cuore di Gesù)

Io sono l’Amore! Il Mio Cuore non può contenere la fiamma che Lo divora!
Amo tanto le anime da dare per esse la Vita!
Per amor loro, ho voluto rimanere prigioniero nel Tabernacolo. Da venti secoli dimoro là, notte e giorno, nascosto sotto le apparenze del Pane Eucaristico, sopportando per Amore l’oblio, la solitudine, i disprezzi, le bestemmie, gli oltraggi, i sacrilegi!
Per Amore delle anime, ho istituito il sacramento della Penitenza, per donare loro il perdono, non una volta o due, ma ogni volta che avranno bisogno di recuperare la grazia. Là le attendo con amore, là desidero che vengano a lavarsi delle loro colpe, non con l’acqua, ma con il Mio Sangue.
Nel corso dei secoli, ho rivelato in diverse maniere il Mio Amore per gli uomini, ho mostrato quanto Mi consuma il desiderio della loro salvezza. Ho fatto loro conoscere il Mio Cuore! Questa devozione è stata come una luce irradiante sul mondo e, oggi, è il mezzo di cui si serve la maggior parte di coloro che lavorano alla propagazione del Mio Regno, per commuovere i cuori.
Ora, però, voglio qualche cosa di più. Non chiedo solamente di corrispondere all’Amore che Mi consuma, ma ciò che più desidero è che le anime credano alla Mia Misericordia, che aspettino tutto dalla Mia Bontà, che non dubitino MAI del Mio Perdono!
Sono Dio, ma Dio di Amore!
Sono Padre, ma un Padre che ama con tenerezza e non con severità!

Il Mio Cuore è infinitamente Santo, ma anche infinitamente sapiente e conoscendo la miseria e la fragilità umana, si china verso i poveri peccatori con una misericordia INFINITA.
Amo le anime dopo il primo peccato, se vengono a chiederMi umilmente perdono, le amo ancora dopo che hanno pianto il secondo peccato e, se cadessero, non dico un miliardo di volte, ma milioni di miliardi, Io le amo, le perdono sempre e lavo, nello stesso Mio Sangue, l’ultimo come il primo peccato.
Non mi stanco mai delle anime e il Mio Cuore aspetta continuamente che esse vengano a rifugiarsi in Lui, tanto più se sono miserabili!

Un padre non si prende forse più cura del figlio malato che di quello sano? Le sue premure e le sue delicatezze non sono forse più grandi per lui? Così il Mio Cuore effonde sui peccatori con maggiore longanimità la Sua compassione e la Sua tenerezza, più ancora che sui giusti.

Ecco ciò che desidero far sapere alle anime:

insegnerò ai peccatori che la misericordia del Mio Cuore è inesauribile;
alle anime fredde e indifferenti che il Mio Cuore è un fuoco che vuole infiammarle, che le ama;
alle anime pie e buone che il Mio Cuore è la via per progredire verso la perfezione e giungere con sicurezza al termine beato.
Infine, alle anime a me consacrate, ai sacerdoti, ai religiosi, alle anime elette e predilette, Io chiedo, ancora una volta, che Mi diano la loro fiducia e non dubitino della mia misericordia! E’ tanto facile aspettarsi tutto dal Mio Cuore!

Voglio perdonare! Voglio regnare! Voglio perdonare alle anime e alle nazioni! Voglio regnare sulle anime, sulle nazioni, sul mondo intero! Voglio diffondere la mia pace fino alle estremità della terra, ma, soprattutto, su questo suolo benedetto, culla della devozione al mio Cuore.
Io sono la sapienza e la felicità.
Sono l’amore e la Misericordia.
Sono la Pace e Regnerò!

Per cancellare l’ingratitudine del mondo, effonderò un torrente di misericordia. Per riparare le sue offese, sceglierò le vittime che otterranno perdono. Sì, ci sono nel mondo molte anime generose che Mi daranno tutto quello che posseggono, perché Io possa servirMi di loro, secondo i Miei desideri e la Mia Volontà.

Pe regnare, comincerò elargendo misericordia, poiché il Mio regno è di pace e di amore: ecco lo scopo che voglio raggiungere, ecco la Mia Opera d’Amore!

Il Mio invito lo rivolgo a tutti: alle anime consacrate e a quelle del mondo, ai giusti e ai peccatori, ai dotti e agli ignoranti, a chi comanda e a chi obbedisce. A tutti Io dico:
Se volete la felicità, Io Sono la Felicità.
Se cercate la ricchezza, Io Sono la Ricchezza senza fine.
Se bramate la Pace, Io Sono la Pace, Io Sono la Misericordia e l’Amore!
Voglio essere il vostro Re.
***
(tratto dal Libro: Invito all 'Amore edizioni Shalom)

sabato 28 giugno 2008

Al Sacratissimo Cuore di Gesù



O Cuore Sacratissimo di Gesù, effondi le tue benedizioni sulla santa Chiesa, nostra madre, e sul nostro santo padre il Papa, sulla nostra Patria e su tutti i suoi figli.
Santifica i sacerdoti e conforta i missionari; infervora gli ordini religiosi e aumenta le vocazioni sacerdotali e religiose.
Fortifica i giusti e converti i peccatori; consola gli afflitti e dona serenità e lavoro ai poveri e ai disoccupati.
Proteggi i bambini e allieta gli anziani; difendi gli emarginati e dona la pace e la prosperità alle famiglie.
Solleva gli infermi e assisti i moribondi.Libera le anime del Purgatorio e stendi su tutti i cuori il dolce impero del Tuo Amore.
Amen