giovedì 31 dicembre 2015

Te Deum




Noi ti lodiamo, Dio *

ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell'universo.

I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell'assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

domenica 27 dicembre 2015

Preghiera per la famiglia.






Signore, in questo tempo così avverso alla famiglia da Te pensata, voluta ed amata,

Manda il Tuo Santo Spirito per difenderla dagli attacchi del mondo che vorrebbe distruggerla.

Rendici tuoi collaboratori in questa lotta che vede l'odio di satana avventarsi contro la bellezza e il valore di una istituzione così importante per l'intera società. 

Fai che ci rendiamo conto e sempre meglio, dei rischi e dei subdoli tentativi di vederla sopraffatta dai disvalori e stravolgimenti della realtà portati come alternativa alla famiglia formata da un uomo e da una donna.

Fai che non cadiamo nel disinteresse e che non ci abbandoniamo al tedio di una vita che ci vorrebbe vedere abbandonati alla corrente, perché questo é il tempo di lottare.

Lottare perché non abbandoniamo la nostra Fede e perché possiamo renderla fattiva nelle nostre scelte quotidiane. 

Manda il Tuo Santo Spirito in questa terra assetata di Te.

Rendici Tuoi testimoni di fronte alle sfide di un mondo che ci odia perché vogliamo seguire Te.


Ti amiamo Signore. Ed amiamo la famiglia che Tu ci hai donato. La stessa nella quale Tu hai voluto nascere e crescere, dove hai provato la gioia dell'amore vicendevole e reciproco, dove hai voluto imparare le cose della vita e restare per assaporare il calore di una "casa".

Grazie Signore per la Sacra Famiglia. Che sia Essa la nostra protettrice in questa lotta contro le tenebre del male.



giovedì 24 dicembre 2015

Non c'è altro Natale.



“Questo per voi il segno: un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia” (Lc 2,12). 
Questo rimane il segno, anche per noi, uomini 
e donne del Duemila. 
Non c’è altro Natale.
Papa Benedetto XVI






Immagine tratta da Quadrotti

Polonia e Ungheria bloccano un progetto al Consiglio dei Ministri UE contro la famiglia.

Il voto contrario dei due Paesi al Consiglio dei Ministri Ue ha bloccato un progetto volto a standardizzare il rapporto matrimoniale o le unioni civili tra gli Stati membri


di Federico Cenci
Affondano nel profondo della storia le radici dell’amicizia tra Ungheria e Polonia. Fin dal medioevo le due nazioni della Mitteleuropa si sono ritrovate gomito a gomito non solo per ragioni geografiche, ma anche per difendere insieme la propria sopravvivenza o un comune patrimonio di valori.

I popoli ungherese e polacco hanno condiviso la stessa barricata a più riprese in periodi di tempo anche dilatati. Insieme si opposero alle scorribande turche, alle brame imperialiste dei prussiani, più di recente all’incedere dei sovietici.

Questa singolare affinità che sfocia in alleanza tra due Paesi europei fu sintetizzata così, nella metà del XIX secolo, nel periodo delle rivoluzioni che infiammarono il Vecchio Continente, dal rivoluzionario polacco Stanislaw Worcell: “L'Ungheria e la Polonia sono due querce antiche, con due tronchi distinti, ma le loro radici si distendono ampiamente e si intrecciano sotto la superficie, collegandosi invisibilmente. Per questo l'esistenza e vigore di uno è la condizione della vita dell'altro”.

Queste “due querce antiche”, nei mesi scorsi, hanno creato un argine al flusso di migranti dal Medio Oriente, dissociandosi entrambe dalla linea condivisa a Bruxelles dagli altri Paesi dell’Unione europea. Decisione, quella di Ungheria e Polonia, che è stata considerata politicamente scorretta, a tal punto da far scomodare tirannici esempi storici in cui inquadrare il loro atteggiamento.

Dio o Niente. Parla il Cardinale Sarah.

Il 24 Novembre 2015 nella chiesa di Santa Maria in Vallicella di Roma gli amici San Filippo Neri e dell'Oratorio hanno invitato il Card. Robert Sarah a presentare il suo libro "Dio o niente". 

A moderare l'incontro la Prof. Suor Alexandra Diriart.


domenica 20 dicembre 2015

Meditazione attenta della storia della donna nella storia della salvezza.


Fonte:  Tempi

Pubblichiamo il testo dell’intervento che il cardinale Carlo Caf arra ha tenuto a Villa S. Giacomo, Bologna S. Lazzaro, il 6 dicembre 2015: “Schizzo di un’antropologia al femminile: per una società a misura della persona umana”. 

La mia riflessione si articolerà attorno a tre temi. Cercherò in primo luogo di individuare alcuni punti orientativi di riferimento per elaborare un’antropologia al femminile, per poi in un secondo momento richiamare quelli che mi sembrano i principali aspetti problematici, ed infine indicherò alcune questioni che mi sembrano più meritevoli di approfondimento. 

1. PUNTI DI RIFERIMENTO Il senso del primo momento della mia riflessione è di individuare dei punti cardinali di orientamento e dei criteri di giudizio all’interno di una questione molto complessa. Essi possono essere individuati attraverso una meditazione attenta della storia della donna nella storia della salvezza: è da questa storia che emerge la verità della donna: la verità originaria (1,1); la verità deturpata (1,2); la verità trasfigurata (1,3). 

1,1. [La verità originaria]. Forse nel corso della storia umana mai la donna ha dovuto affrontare tante sfide, mai è stata così radicalmente provocata a porsi il problema della sua identità. In una tale condizione la prima esigenza è di interrogarci sulla verità della persona umana ­donna. Solo la consapevolezza della propria identità offre alla persona criteri veri di giudizio e di discernimento nelle varie situazioni. Noi possiamo sapere la verità originaria della donna leggendo e meditando con grande attenzione la pagina che descrive la sua creazione: Genesi 2,16­25. Nell’atto creativo si manifesta il progetto del Creatore, e la verità della creatura è il pensiero di Dio nei suoi confronti; ciò che Dio ha pensato di essa. La pagina biblica è particolarmente significativa perché dice esplicitamente quale è stato il motivo che ha spinto Dio a creare la donna: «non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile» (v.18). In queste parole è racchiuso tutto il mistero della persona umana­ donna. L’esistenza della donna è richiesta perché l’umanità della persona raggiunga la pienezza del suo essere [«non è bene che …»], in quanto solo la donna rende possibile quella comunione delle persone che le fa uscire dalla solitudine.

Quegli errori sul Concilio (e sulla Chiesa nel mondo). A 10 anni dalla lezione di papa Benedetto





di Nicola Bux
19-12-2015



 Fonte: La Nuova Bussola
Il 22 dicembre 2005, Benedetto XVI rivolgeva uno storico discorso alla Curia Romana, nel quale offriva le “chiavi” della storia e della fede, per la corretta interpretazione del Concilio ecumenico Vaticano II. Cosa ha prodotto? Una parte della Chiesa cattolica lo ha condiviso, mentre l'altra ha continuato a percepire quell'avvenimento come una rottura con la Chiesa precedente. Il solco si è approfondito, quasi uno scisma di fatto. 
Per questa parte della Chiesa, viene da dire che in principio era il Verbo, ora è il Concilio, con la C maiuscola e senza specificazioni, mitizzato come un super-dogma, in rottura con la sacra Tradizione e in apertura al mondo. Il contenuto dei documenti è ridotto a slogan: profezia, segni dei tempi, dialogo, comunione, senza aggiungere “gerarchica”, spirito del Concilio contro la lettera. Nel suo discorso, Benedetto XVI si chiedeva: qual è stato il risultato del Concilio? È stato recepito nel modo giusto? E in ciò, cosa è stato buono e cosa sbagliato? Cosa resta da fare? Quindi, citava san Basilio a sostegno della percezione che si sia falsata per eccesso o per difetto la retta dottrina della fede. Perché è avvenuto questo? Il Concilio non è stato interpretato in modo univoco e si è sdoppiato in modo contrastante, causando per un verso confusione – quella più visibile – e per l'altro una promettente rinascita spirituale. 

martedì 24 novembre 2015

«L’integralismo laico è il miglior alleato degli integralisti islamici»

Fonte: Tempi.it


Pierre­Hervé Grosjean è un sacerdote di 37 anni, responsabile per i temi politici, bioetici e di etica economica della diocesi di Versailles. Molto presente nel dibattito pubblico francese con il suo Padreblog, ha scritto una tribuna su Le Figaro per criticare la debolezza del paese davanti all’assalto dei terroristi islamici e le recenti proposte laiciste dei sindaci francesi che in un vademecum sono tornati a proporre di eliminare dalla scena pubblica ogni traccia di religione, presepi compresi. A tempi.it spiega perché «l’integralismo laico è il miglior alleato degli integralisti islamici». 

Padre Grosjean, perché ha criticato così duramente il Vademecum dell’Associazione dei sindaci francesi? 

L’integralismo laico nega la dimensione spirituale della persona umana e vuole far sparire la dimensione religiosa dalla società. Vuole soffocare le religioni. Ma una nazione che dimentica le sue radici e la sua eredità spirituale è fragile davanti alla forza delle convinzioni degli integralisti islamici. 

sabato 21 novembre 2015

San Salvatore da Horta. Il Santo dai troppi miracoli.



"Esattamente 450 anni fa, in una mattina del mese di novembre del 1565, sbarcava a Cagliari proveniente da Barcellona, preceduto e accompagnato dalla sua immensa fama, un frate che occupa un posto assolutamente unico e straordinario nella storia della Chiesa: Salvador Grionesos, noto come San Salvatore da Horta, dei Frati Minori.

L’unicità della sua figura è data dal fatto che è stato il più grande taumaturgo nella storia della Chiesa, operatore di un numero impressionante di guarigioni e miracoli: si ebbe notizia, secondo i biografi, di almeno un milione di casi.

venerdì 20 novembre 2015

Purezza e castità.

La Chiesa si ostina a proporla, molti giovani non la capiscono, ma è ancora possibile spiegare le ragioni ed i vantaggi della castità prematrimoniale (anche a chi non crede)?


di Mario Palmaro
Un giovane e una giovane si conoscono, si frequentano, si vogliono bene. Scoprono di desiderare una vita insieme e, magari, stabiliscono che un giorno diventeranno solennemente e pubblicamente marito e moglie. Un periodo di tempo - più o meno lungo - li separa dal momento in cui, salvo ripensamenti, si uniranno in matrimonio. Come vivere questa particolarissima stagione della vita che è il fidanzamento? Secondo la mentalità corrente, nulla di più normale che quei giovani si comportino come se fossero già sposati.
Nell'insegnamento della Chiesa, invece, soltanto il matrimonio rende lecito il rapporto sessuale tra l'uomo e la donna. Si tratta di un conflitto acutissimo tra il senso comune dei contemporanei e il Magistero petrino; il divieto dei cosiddetti "rapporti prematrimoniali" rischia di risuonare sempre meno ascoltato e compreso, al punto da suscitare perfino nei pastori la tentazione alto scoraggiamento. Non è raro ascoltare il "lamento" di qualche parroco: "Dissuadere i fidanzati dai rapporti prematrimoniali? Figuriamoci, inutile perfino parlarne, non ci capiscono".

lunedì 16 novembre 2015

Svalutazione del ruolo paterno.



Un’intera psicologia fondata sulle figure del padre e della madre è andata in soffitta. Figure un tempo ritenute obbedienti a ruoli che si riteneva affondati nella profondità della psiche, della biologia e della preistoria si sono rivelate mere funzioni facilmente sostituibili.


L’eccezione è la regola e la regola è l’eccezione, in psicologia. O almeno nella psicologia moderna. Difficile stabilire un canone, difficile tracciare una linea che dica cosa sia normale e cosa meno. Anzi, tracciare questa linea è ormai sospetto, e soprattutto insostenibile, mai retto da prove conclusive. Ad esempio, un’intera psicologia fondata sulle figure del padre e della madre è andata in soffitta. Figure un tempo ritenute metafisiche, obbedienti a ruoli che si riteneva affondati nella profondità della psiche, della biologia e della preistoria si sono rivelate mere funzioni facilmente sostituibili.

Per la vecchia psicologia tradizionale la madre e il padre svolgevano ruoli ben definiti ed entrambi indispensabili nel canovaccio della tragicommedia familiare. Il canovaccio era flessibile e l’esito non necessariamente positivo, ma le parti non prevedevano variazioni. Vi erano tre attori: padre, madre e bimbo. O bimba; le bambine meritano la gentilezza del politicamente corretto, sia detto senza ironia.

E naturalmente la prima figura che è stata abbattuta è stata quella del padre, il cappellaio matto che già da tempo era stato additato come il vilain del racconto, il cattivo della storia. Nel 1999 Silverstein e Auerbach pubblicarono un articolo diventato famoso sulla prestigiosa American Psychologist, articolo intitolato ‘Deconstructing the Essential Father’. Decostruire il padre indispensabile.

Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa.




Dov'è Abele tuo fratello?


"Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa. Qui rivive quel disegno di Dio che interpella l’umanità sin dai suoi primordi: «Dov’è Abele, tuo fratello? […] La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!» (Gen 4, 9). L’uomo ha potuto scatenare un ciclo di morte e di terrore, ma non riesce ad interromperlo… Nella Sacra Scrittura appare frequentemente che Dio sia alla ricerca di giusti per salvare la città degli uomini e lo stesso fa qui, in Fatima, quando la Madonna domanda: «Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi, in atto di riparazione per i peccati con cui Egli è offeso, e di supplica per la conversione dei peccatori?» (Memorie di Suor Lucia, I, 162)".
(Benedetto XVI 13 Maggio 2010)

mercoledì 4 novembre 2015

Italia Cristiana contro la dittatura del Gender.




“Per quanto riguarda il mio continente di origine, vorrei denunciare con forza la volontà d’imporre falsi valori usando argomenti politici e finanziari. In certi paesi africani, sono stati creati ministeri per la teoria del genere in cambio di sostegno economico! Qualche governo africano, fortunatamente minoritario, ha già ceduto alle pressioni volte a favorire l’accesso universale ai diritti sessuali e riproduttivi. Costatiamo con grande sofferenza che la salute riproduttiva è diventata “norma” politica mondiale, la quale contiene quanto l’Occidente ha di più perverso da offrire al resto del mondo in cerca di sviluppo integrale. Com’è possibile che Capi di Stato occidentali possano esercitare una tale pressione sui loro omologhi di paesi spesso fragili? L’ideologia del genere è diventata la condizione perversa per la cooperazione e lo sviluppo.”

(Dio o niente - Card. R. Sarah)


La Madonna di Guadalupe, Madre di tutti gli uomini.



Nel dicembre del 1531, sul Tepeyac, un colle poco fuori da Città del Messico, la «Perfetta Sempre Vergine Santa Maria, la madre del verissimo e unico Dio» è apparsa a Juan Diego, un indio da poco convertitosi al cristianesimo. Prova tangibile di questo evento soprannaturale è l’immagine acheropita della Madonna stessa, rimasta impressa sul mantello (comunemente chiamato Tilma o Ayate) di Juan Diego, tutt’oggi conservato presso la moderna Basilica di Guadalupe.

Nel ‘500 il Messico era parte integrante dell’impero atzeco, che raggiunse l’apice dello sviluppo nel XV-XVI secolo. Tuttavia, nel 1519 giunsero in Messico i conquistatori spagnoli guidati di Cortes e con essi i missionari, i quali cominciarono con gradualità a sovvertire la visione del mondo degli indios, trasmettendo loro la cultura europea e la religione.

domenica 25 ottobre 2015

Testo della Relazione Finale del Sinodo dei Vescovi al Santo Padre Francesco.




Pubblichiamo di seguito il testo della Relazione finale del Sinodo dei Vescovi al Santo Padre Francesco, al termine della XIV Assemblea generale ordinaria (4-25 ottobre 2015) sul tema:

“La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”.




INDICE

INTRODUZIONE

I PARTE
LA CHIESA IN ASCOLTO DELLA FAMIGLIA

Capitolo I
La famiglia e il contesto antropologico-culturale

Il contesto socio-culturale
Il contesto religioso
Il cambiamento antropologico
Le contraddizioni culturali
Conflitti e tensioni
Fragilità e forza della famiglia

Capitolo II
La famiglia e il contesto socio-economico

La famiglia insostituibile risorsa della società
Politiche in favore della famiglia
Solitudine e precarietà
Economia ed equità
Povertà ed esclusione
Ecologia e famiglia

Capitolo III
Famiglia, inclusione e società

La terza età
La vedovanza
L’ultima stagione della vita e il lutto in famiglia
Persone con bisogni speciali
Le persone non sposate
Migranti, profughi, perseguitati
Alcune sfide peculiari
I bambini
La donna
L’uomo
I giovani

Capitolo IV
Famiglia, affettività e vita

La rilevanza della vita affettiva
La formazione al dono di sé
Fragilità e immaturità
Tecnica e procreazione umana
La sfida per la pastorale

II PARTE
LA FAMIGLIA NEL PIANO DI DIO

Capitolo I
La famiglia nella storia della salvezza

La pedagogia divina
L’icona della Trinità nella famiglia
La famiglia nella Sacra Scrittura
Gesù e la famiglia

Capitolo II
La famiglia nel Magistero della Chiesa

L’insegnamento del Concilio Vaticano II
Paolo VI
Giovanni Paolo II
Benedetto XVI
Francesco

Capitolo III
La famiglia nella dottrina cristiana

Matrimonio nell’ordine della creazione e pienezza sacramentale
Indissolubilità e fecondità dell’unione sponsale
I beni della famiglia
Verità e bellezza della famiglia

Capitolo IV
Verso la pienezza ecclesiale della famiglia

L’intimo legame tra Chiesa e famiglia
La grazia della conversione e del compimento
La misericordia nel cuore della rivelazione

III PARTE
LA MISSIONE DELLA FAMIGLIA

Capitolo I
La formazione della famiglia

La preparazione al matrimonio
La celebrazione nuziale
I primi anni della vita familiare
La formazione dei presbiteri e di altri operatori pastorali

Capitolo II
Famiglia, generatività, educazione

La trasmissione della vita
La responsabilità generativa
Il valore della vita in tutte le sue fasi
Adozione e affido
L’educazione dei figli

Capitolo III
Famiglia e accompagnamento pastorale

Situazioni complesse
Accompagnamento in diverse situazioni
Discernimento e integrazione

Capitolo IV
Famiglia ed evangelizzazione

La spiritualità familiare
La famiglia soggetto della pastorale
Il rapporto con le culture e con le istituzioni
L’apertura alla missione

Santa Maria Goretti negli USA










Il primo video con le interviste e le emozioni dei fedeli statunitensi, che per la prima volta hanno potuto ammirare e pregare davanti alle Sacre spoglie di Marietta.

Il sinodo e i limiti dei confessori sui divorziati risposati.




Innanzitutto va detto che il numero 86 della relazione finale approvata ieri al Sinodo dei Vescovi , che quasi la totalità dei media sta presentando come la possibilità data al confessore di concedere, dopo un discernimento, la possibilità di accesso alla comunione eucaristica , non parla di comunione , ma di “ una più piena partecipazione alla vita della Chiesa” ( il che non significa accesso ai sacramenti) . Non è stata dunque accolta la proposta del circolo di lingua tedesca che parlava esplicitamente di accesso ai sacramenti ; ancora , sempre nel numero 86 si indicano chiaramente i limiti che i confessori non potranno varcare, pena l’agire arbitrariamente fuori dall’insegnamento della Chiesa e più precisamente si indica a tale proposito il numero 34 della Familiaris Consortio : “ Dato che nella stessa legge non v’è gradualità( cf F.C, 34 ) questo discernimento non potrà mai prescindere dalle esigenze di verità e di carità del Vangelo proposte dalla Chiesa”. Andiamoci a rileggere dunque il numero 34 della Familiaris Consortio richiamato esplicitamente dal testo sinodale :


martedì 20 ottobre 2015

Un forte appello al Papa e ai vescovi al Sinodo 2015





«La missione della Chiesa è quella di salvare le anime. Il male, in questo mondo, proviene dal peccato, non dalla disparità di reddito, né dal cambiamento climatico».


La dottoressa Anca-Maria Cernea, Medico presso il Center for Diagnosis and Treatment-Victor Babes and President of the Association of Catholic Doctors of Bucharest (Romania), ha presentato al sinodo, il 17 ottobre 2015, il seguente appello a papa Francesco e ai padri sinodali:


Santità, Padri sinodali, fratelli e sorelle,

io rappresento l’Associazione dei Medici Cattolici di Bucarest.

Appartengo alla Chiesa greco-cattolica rumena.

Mio padre era un leader politico cristiano che è stato imprigionato dai comunisti per 17 anni. I miei genitori erano fidanzati, stavano per sposarsi, ma il loro matrimonio ha avuto luogo 17 anni dopo.

Mia madre ha aspettato tutti quegli anni mio padre, anche se non sapeva neppure se fosse ancora vivo. Sono stati eroicamente fedeli a Dio e al loro impegno.

Il loro esempio dimostra che con la Grazia di Dio si possono superare terribili difficoltà sociali e la povertà materiale.

Noi, come medici cattolici, in difesa della vita e della famiglia, possiamo vedere che, prima di tutto, si tratta proprio di una battaglia spirituale.

La povertà materiale e il consumismo non sono le cause principali della crisi della famiglia.

La causa principale della rivoluzione sessuale e culturale è ideologica.

Nostra Signora di Fatima ha detto che la Russia avrebbe diffuso i suoi errori in tutto il mondo.

Questo è avvenuto prima con la violenza: il marxismo classico ha ucciso decine di milioni di persone.

Adesso avviene soprattutto dal marxismo culturale. C’è continuità dalla rivoluzione sessuale di Lenin, attraverso Gramsci e la Scuola di Francoforte, alla odierna difesa ideologica dei “diritti” dei gay.

Il marxismo classico pretendeva di ridisegnare la società per mezzo della violenta appropriazione dei beni.

Le deformazioni della fede








da Joseph Ratzinger, Collaboratori della verità, San Paolo 1994


«… sono tratti costitutivi della fede la disponibilità a soffrire ma anche il coraggio di lottare. Ciò non manca certo a quegli uomini che dicono: la fede dovrebbe essere protesta e resistenza contro il potere di questo mondo. Ma quando si va a vedere più da vicino ci si rende conto che in realtà tali gruppi vogliono per lo più avere un altoparlante per le loro grida e per i loro slogan di partito.

Accade tutt’altra cosa, invece, quando la Chiesa si oppone ai veri poteri e peccati di quest’epoca, quando essa denuncia la distruzione del matrimonio, la distruzione della famiglia, l’uccisione dei bambini non ancora nati, le deformazioni della fede: allora le si contrappone subito un Gesù che sarebbe stato solo misericordioso, sarebbe stato sempre comprensivo e non avrebbe mai fatto male a nessuno. E viene formulata la massima: non si può essere cristiani a spese dell’essere uomini; e per essere uomini si intende poi ciò che pare e piace a ciascuno. Esser cristiani è un optional gradito, ma non deve costare nulla... Cristo è salito sulla croce: un Gesù disponibile a tollerare tutto non sarebbe stato crocifisso».

Fonte: Il Timone

lunedì 28 settembre 2015

Chiara Amirante



Bellissima intervista a cura di TV2000 a Chiara Amirante una giovane donna che con coraggio e fiducia ha dato inizio ad un'opera di missione ed evangelizzazione tra i poveri con Fiducia, Abbandono e Gioia .
 Buona Visione!


Stralcio del discorso di Papa Francesco nel volo di ritorno da Philadelphia.



A proposito del Sinodo, vogliamo sapere se nel suo cuore di pastore vuole veramente una soluzione per i divorziati risposati e se il suo «motu proprio» sulla facilitazione dei processi di nullità matrimoniali ha chiuso questo dibattito. E come risponde a quelli che temono che questa riforma porti a un «divorzio cattolico»?

«Nella riforma dei processi di nullità matrimoniale ho chiuso la porta alla via amministrativa attraverso la quale poteva entrare il divorzio. Chi pensa al divorzio cattolico, sbaglia, perché quest’ultimo documento ha chiuso la porta al divorzio, che sarebbe potuto venire per via amministrativa. Ci sarà invece sempre la via giudiziaria. Questo è stato chiesto dalla maggioranza di padri del Sinodo dell’anno scorso: snellire i processi. Ci sono processi che duravano dieci anni, e una sentenza, e un’altra… La doppia sentenza conforme era stata introdotta da Papa Lambertini, Benedetto XIV, perché in centro Europa c’erano stati alcuni abusi e lui aveva voluto fermarli. Ma non è essenziale nel processo, la giurisprudenza cambia. Il motu proprio facilita i processi nei loro tempi, ma non introduce divorzio, perché il matrimonio quando è sacramento, è indissolubile e questo la Chiesa non lo può cambiare, è dottrina, è un sacramento indissolubile. Il procedimento giudiziario serve per provare che quello che sembrava sacramento non era sacramento, per mancanza di maturità, per malattia mentale… etc. Ci sono tanti motivi, per esempio perché la persona non era libera. Adesso non è tanto comune, ma in certi settori della società sì, per esempio a Buenos Aires, che si faccia il matrimonio con la fidanzata incinta. Io ai sacerdoti consigliavo con forza, quasi proibivo, di celebrare il matrimonio in queste condizioni. Li chiamiamo matrimoni «di fretta» per salvare le apparenze. Alcuni di questi vanno bene, ma non c’è la libertà. Altri vanno male, si separano, dicono: siamo stati costretti a sposarci per coprire questa situazione. Per quanto riguarda il problema delle seconde nozze, i divorziati in seconda unione: leggete l’Instrumentm laboris, il documento che si presenta alla discussione del Sinodo. A me sembra un po’ semplicistico dire che per queste persone la soluzione sia la possibilità di fare la comunione. Non è l’unica soluzione, l’Instrumentum propone tante cose. E non ci sono solo i divorziati risposati, c’è anche il problema delle nuove unioni. Ci sono i giovani che non vogliono sposarsi, un altro problema. La maturità affettiva, un altro problema: la fede, ci credo che questo sia per sempre? Per diventare prete c’è una preparazione di otto anni, per sposarsi per tutta la vita si fanno quattro incontri di corso prematrimoniale… Pensare come fare la preparazione è una cosa difficile. Ma il divorzio cattolico non esiste, la nullità viene riconosciuta se il matrimonio non c’è stato. Ma se c’è stato, è indissolubile».


Fonte: PapaBoys
Foto: Avvenire.it

La ricognizione dei resti mortali di San Francesco d'Assisi





Esclusiva Tv2000: le immagini della ricognizione dei resti mortali di San Francesco d'Assisi




Tv2000 ha trasmesso in esclusiva le immagini della ricognizione dei resti mortali di San Francesco d’Assisi avvenuta lo scorso 25 marzo. La tomba venne aperta nel massimo riserbo lontano da riflettori e curiosi. L’emittente della Cei oggi mostra nel video esclusivo i resti, ridotti allo stato di scheletro, del santo. Nelle immagini anche la lastra di travertino del sepolcro contenente il sarcofago in bronzo che dal 1820, per volontà di Pio VII, ne custodisce le spoglie, e la cassa in plexiglass, nella quale, durante la ricognizione del 1978 l’ossigeno è stato sostituito dall’azoto, per rendere neutro l’ambiente di conservazione. Al momento solenne, nella cripta della Basilica inferiore di Assisi, hanno assistito 150 frati francescani intonando il canto Laudato Sii in omaggio al proprio ‘padre’. Un evento raro accaduto solo quattro volte in otto secoli.

Fonte: Aleteia

lunedì 17 agosto 2015

Degrado giovanile e responsabiltà genitoriale.

... Sono lì perché non ci sono più genitori che si sentano investiti di un ruolo di responsabilità. Genitori che accettino il compito ingrato di educare i figli, di sopportare, senza deflettere, le loro ribellioni, le malinconie, le minacce. Che non considerino i figli come un oggetto simpatico e piacevole che hanno acquistato, che li deve gratificare con l’amore e l’allegria, ma che non richiede un minimo di fatica e sacrificio.



Articolo tratto dall’Osservatore romano 

I ragazzi che in queste calde notti di estate muoiono o si sentono male, quelli che affollano gli ospedali dei centri balneari in coma etilico — senza contare quanti stanno male in silenzio, senza farlo sapere agli altri, forse perché troppo deboli anche per farsi assistere — fanno davvero molta pena. Anche perché sono solo molto parzialmente responsabili di quello che fanno. Soprattutto quando, come nel caso della ragazzina morta Messina, hanno un’età giovanissima.

Piuttosto bisogna considerarli come caduti sul campo della crisi che sta attraversando la famiglia: sono lì perché non ci sono più genitori che si sentano investiti di un ruolo di responsabilità. Genitori che accettino il compito ingrato di educare i figli, di sopportare, senza deflettere, le loro ribellioni, le malinconie, le minacce. Che non considerino i figli come un oggetto simpatico e piacevole che hanno acquistato, che li deve gratificare con l’amore e l’allegria, ma che non richiede un minimo di fatica e sacrificio.

Maternità surrogata, nasce malato Nessuno vuole più il bambino.



Nasce nella Repubblica Ceca da un utero in affitto. Ma soffre di gravi malattie ereditarie, e per questo nessuno lo vuole: né i “genitori” che l’hanno “commissionato”, né la madre che l’ha partorito. Così, per un bimbo di un anno si sono aperte le porte dell’orfanotrofio. 



E la legge che dice? Anch’essa nulla, perché nel Paese non ci sono testi normativi riguardo al contratto di gestazione per altri. Anzi, a voler ben vedere una norma – generale, dunque inutile a regolamentare l’accaduto – c’è: quella che tutela gli affari commerciali. 

In tale categoria rientra l’utero in affitto, transazione in piena regola nella quale una parte (gli aspiranti “genitori”) si obbliga a pagare un prezzo, mentre l’altra (la gestante) a farsi impiantare l’embrione fecondato in vitro e a portare avanti la gravidanza. Bisogna, però, considerare che, a volta, la controparte dei genitori non è una persona fisica bensì una clinica: vero e proprio “bambinificio” le cui prestazioni contrattuali vanno dall’“assemblaggio” del materiale genetico alla produzione dell’embrione, dal suo impianto nel ventre di un’altra donna al disbrigo di tutte le pratiche burocratiche. Fino alla consegna del prodotto finale (il bimbo) ai richiedenti-paganti.

venerdì 7 agosto 2015

Indottrinamento gender vietato in Basilicata



La Basilicata è la prima regione italiana a vietare l’indottrinamento gender nelle scuole




di CdP Ricciotti.

Potenza, 28 luglio 2015. La Basilicata è la prima regione italiana ad approvare una mozione contro l’insegnamento del gender nelle scuole. In passato la Regione Lombardia aveva voluto una mozione a sostegno della famiglia naturale, suscitando l’ira dell’Arcigay: “abominevole, intrisa di odio”.

A dare la notizia in anteprima è il portale Notizie ProVita dell’omonima Associazione no profit che si occupa di promuovere i valori della vita, dal concepimento fino alla morte naturale, e della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna.

Riferisce Notizie ProVita: “Avevamo scritto qualche giorno fa che in Regione Basilicata era stata presentata una mozione che esprime la contrarietà delle Istituzioni regionali a che nelle scuole si attuino progetti educativi ispirati all’ideologia gender”.

Ancora: “La signora On. Paola Concia ..... era probabilmente presente anche alla votazione: non crediamo ne sia rimasta contenta. Infatti il Consiglio Regionale ha approvato la mozione con una maggioranza trasversale di persone evidentemente ragionevoli e di buon senso.”


Il Consigliere regionale Aurelio Pace ha dato la notizia su Facebook: “Passata a maggioranza la mia mozione su “Ruolo della famiglia e teoria del gender”. 8 voti favorevoli (Pace (GM), Rosa (FDI), Napoli (FI), Mollica (UDC), Bradascio (PP), Spada (PD), Galante (RI), Castelgrande (PD), 6 contrari (Santarsiero (PD), Cifarelli -PD), Lacorazza (PD), Polese (PD), Perrino (M5S), Romaniello (GM), 1 astenuto (Giuzio -PD). Una grande vittoria. Noi ci crediamo”.

“Una mozione trasversale, redatta anche grazie alla consulenza esterna di ProVita, con cui la Regione Basilicata dimostra che anche nelle Istituzioni il buon senso può prevalere sulle preclusioni ideologiche e sulla follia gender”, commenta ProVita.

La mozione intende impegnare il Governo Regionale affinché nelle scuole di ogni ordine e grado in Basilicata:

sabato 1 agosto 2015

L’Eucaristia è il sacramento della fedeltà.



SANTA DOMENICA A TUTTE LE FAMIGLIE!

L’Eucaristia è il sacramento della fedeltà. Nel rito del matrimonio, che i due sposi compiono quali ministri, la domanda che viene rivolta loro non è: «Sei tu innamorato o innamorata di…», bensì: «Vuoi tu la o il qui presente ecc..! » Il matrimonio cattolico esprime la volontà di unirsi e di stringere, grazie alla Presenza di Cristo, un’alleanza perenne che il Sacramento dell’Eucaristia certifica e rinsalda.

Lo testimonia un miracolo Eucaristico fra i meno noti, ma di grande interesse. Siamo a Santarem, in Portogallo, tra il 1246 e il 1247. La storia è una tra le molte. Una giovane sposa è tormentata dall’infedeltà del marito. Nell’estremo tentativo di riconquistare l’amore di lui, si rivolge a una fattucchiera. Sembrerebbe un gesto d’altri tempi mentre invece è, ahimè, triste realtà quotidiana anche nel supertecnologico anno 2014. La maga assicura la riuscita della pozione a patto che questa donna si procuri un’ostia consacrata. Il filtro d’amore allora sarebbe stato efficacissimo.

LAICI CHE «ARMEGGIANO» NEL TABERNACOLO: UN ALTRO DIFFUSO ABUSO. SOLO IL SACERDOTE LO PUÒ FARE



Pensiamo in primo luogo all'essenza dell'Eucaristia. Nostro Signore Gesù Cristo ci ha lasciato il tesoro dell'Eucaristia nell'Ultima Cena, il Giovedì Santo. La Chiesa custodisce con somma cura questo tesoro, ma la Chiesa non è un'astrazione, un'idea; la Chiesa siamo tutti noi battezzati. E noi vescovi e sacerdoti siamo qui per santificare, reggere, insegnare e curare con zelo il tesoro dell'Eucaristia; sono queste le nostre principali responsabilità. I fedeli sono quindi chiamati alla corresponsabilità nella vita ecclesiale e a svolgere un servizio, anche liturgico.

Svolgere un officio nella liturgia non è però necessario perché un fedele possa partecipare in modo attivo e fruttuoso alla Messa. Dobbiamo rispettare la dignità dei laici, evitando ogni “clericalizzazione”. Nessuno deve pensare che le persone che svolgono offici liturgici siano cristiani migliori.

venerdì 31 luglio 2015

In 405.000 rivolgono una filiale supplica al Papa



Fonte: Riscossa Cristiana


405.000 persone, fra i quali 98 presuli – cardinali, arcivescovi e vescovi – hanno finora sottoscritto la“Supplica Filiale” a Sua Santità il Papa Francesco chiedendogli «una parola chiarificatrice», come «unica via per superare la crescente confusione fra i fedeli» in materia di matrimonio e di unioni omosessuali.

Per i firmatari un supremo intervento è necessario per arginare lo strisciante progredire della rivoluzione culturale, promossa da forze anticristiane che da decadi cercano d’indebolire le convinzioni morali fondate sul Vangelo e sulla Legge Naturale.

Davanti alla macchina propagandistica dei costumi neopagani, secondo i firmatari, la Chiesa mantiene sempre accesa la fiaccola di una solida dottrina e di una coerente disciplina, entrambe basate sull’insegnamento di Nostro Signore… Tuttavia, affermano i firmatari, in occasione del Sinodo straordinario sulla Famiglia dell’ottobre 2014, la luce di questa fiaccola anziché rinvigorirsi è parsa vacillare a causa di alcune confuse e dissonanti opinioni, emerse ad intra e ad extra dell’aula sinodale.

domenica 12 luglio 2015

Pier Giorgio Frassati nel ricordo dei pontefici.


                          


Fonte: Vaticaninsider.it


Il beato torinese, a novant' anni dalla morte e a venticinque dalla beatificazione, nel ricordo dei Pontefici

LUCA ROLANDITORINO

Non solo il capoluogo piemontese celebra la festa del Beato Pier Giorgio Frassati, tante sono le iniziative in ogni angolo del mondo. Certamente a Torino, dove Pier Giorgio ha vissuto la sua intensa e profonda, anche se breve, esistenza e dove nel pomeriggio di sabato al Santuario della Consolata, tanto caro a Frassati, mons. Cesare Nosiglia ha presieduto la messa nel giorno della Festa del Beato, ricordando la sua testimonianza e un motto sempre attuale  ripetuto ai fedeli, giovani e adulti: quel bisogna “vivere non vivacchiare".


Dunque parte oggi un anno frassatiano, con iniziative, momenti di riflessione e preghiera, progetti di carità e cultura in programma grazie al lavoro della Pastorale giovanile e universitaria della Diocesi e delle associazioni legate al mondo frassatiano: Azione Cattolica, Fuci, San Vincenzo, Giovane Montagna e molte altre.  Ancora nell’area torinese al santuario Grotta N. S. di Lourdes in via della Resistenza 30 a Forno di Coazze, messa alle 17 e, a seguire, il concerto «L'amore più grande» del Grande Coro Hope con le canzoni che hanno accompagnato papa Francesco nella visita a Torino. Domenica 5 luglio, alle 15, presso il rifugio Frassati m 2.542 sull'Alta Via n°1, nel Comune di Saint-Remy-en-Bosses, Messa di suffragio. Saranno presenti Don Nowrot con 60 giovani polacchi, i Tipi Loschi di Parigi, Giovani del Belgio e in cammino con Pier Giorgio, per Azione Cattolica, Meic e Fuci a Conca del Prà in ricordo della passione per la montagna del beato.

martedì 16 giugno 2015

Italia Cristiana il 20 Giugno a Roma



20 Giugno 2015 - Piazza San Giovanni - Roma:
 Italia Cristiana ci sarà.




Ci saremo per difendere i nostri figli e tutti i bambini dall’ideologia gender-omosessualista che un pensiero malato e totalitario vuole imporci, ci saremo per dire NO al ddl Cirinnà perché la famiglia è solamente quella naturale costituita dal matrimonio tra un uomo e una donna, ci saremo perché ogni bambino ha il diritto ad avere un padre e una madre.
Siamo contrari a qualsiasi riconoscimento giuridico delle unioni di fatto e/o omosessuali e vigileremo contro qualsiasi tentativo, anche minimo, di compromesso.
Facciamo nostro il pensiero di Dom Prosper Guéranger: «Beato chi, in mezzo alla confusione dei princìpi contraddittori, libero da ogni ricerca di popolarità, discepolo fin nelle minime cose di questa Chiesa a cui appartiene l'avvenire del tempo e quello della eternità, avrà saputo attraversare una così terribile crisi senza aver sacrificato sulla via la sia pur minima parte di verità».
ITALIA CRISTIANA
Ufficio Stampa

venerdì 5 giugno 2015

Opus Dei - Il Mistero del Matrimonio

"Una volta nato, il vincolo tra gli sposi non dipende più dalla loro volontà, ma dalla natura – in definitiva, da Dio Creatore – che li ha uniti. La loro libertà non si riferisce più alla possibilità di essere o non essere sposi, ma a quella di adoperarsi o no a vivere conforme alla verità di ciò che sono."


La realtà umana del matrimonio

Il matrimonio è una realtà naturale che risponde al modo di essere persona, uomo e donna. In tal senso la Chiesa insegna che “Dio stesso è l'autore del matrimonio (GS 48, 1). La vocazione al matrimonio è iscritta nella natura stessa dell'uomo e della donna, quali sono usciti dalla mano del Creatore"[1].

In sostanza, non si tratta di una creazione culturale, perché soltanto il matrimonio riflette pienamente la dignità dell'unione tra uomo e donna. Le sue caratteristiche non sono state stabilite da nessuna religione, società, legislazione o autorità umana; né sono state scelte per configurare diversi modelli matrimoniali e familiari secondo le preferenze del momento.

Nei disegni di Dio, il matrimonio segue la natura umana, le sue proprietà ne sono il riflesso.

La relazione specificamente matrimoniale

sabato 30 maggio 2015

San Giovanna d'Arco



“Senza il comando di Dio io non saprei fare nulla… Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto per comando di Dio. 
Io non faccio niente di testa mia ” (S.Giovanna d'Arco)




Foto: Italia Cristiana

venerdì 22 maggio 2015

La naturale complementarità tra madri e padri.


La complementarietà apporta capacità distinte che forniscono dei contributi fondamentali e insostituibili per uno sviluppo sano ed equilibrato nel bambino.



Fonte: Life is Life
“Se il matrimonio tra persone dello stesso sesso diverrà costituzionale, il messaggio che la legge invierà è che il genere dei genitori diventa privo di valore, dal momento che qualsiasi coppia di adulti andrà bene come genitori”. Jenet Erickson

Nel matrimonio e nella genitorialità, madri e padri (come una coppia) sono necessari per creare e crescere un bambino, ma anche per la salute del rapporto coniugale. Ridefinire il matrimonio per includere il matrimonio omosessuale rischia di spogliare il matrimonio dei suoi due scopi fondamentali: l’unità e la procreazione.

giovedì 21 maggio 2015

Bagnasco: "Gender e Divorzio breve, minacce alla famiglia."



                                    



di Luana Pollini

Famiglia, scuola, teoria del gender, unioni civili, immigrazione, cristiani perseguitati. Come un fiume in piena mons. Angelo Bagnasco, nel discorso di apertura dell’assemblea Cei, ha affrontato i temi di stretta attualità con cui la Chiesa è chiamata a confrontarsi. A partire dalla riforma dell’istruzione su cui la politica e i sindacati non smettono di dibattere. “Con il Papa diciamo no ad una scuola dell’indottrinamento, della colonizzazione ideologica – ha spiegato il presidente dei vescovi italiani – Diciamo sì alla scuola libera, libera non perché sganciata dal sistema scolastico nazionale, ma perché scelta dai genitori, primi e insostituibili educatori dei loro figli. Sarebbe il tempo di attuare quanto previsto dalla legge 62/2000 a proposito del ‘sistema italiano della pubblica istruzione’, nel quale sia la scuola statale sia le scuole paritarie vengono riconosciute a pieno titolo pubblico servizio”. In questa prospettiva, secondo Bagnasco, “si giustifica il ‘bonus’ per i genitori da utilizzare nell’istituto prescelto”.


domenica 26 aprile 2015

Associazione Papa Giovanni XXIII - L'indifferenza, il male più grande.

Vi invito alla visione di questi video che mostrano i volti della prostituzione e come ognuno di noi possa diventare aiuto e sostegno alle sue vittime....


giovedì 16 aprile 2015

Cardinale Sarah: ruolo materno e paterno della Chiesa.



                                   




di Marco Tosatti 

Il prefetto della Congregazione per il Culto Divino, il cardinale Robert Sarah, ha concesso una lunga intervista alla rivista bimestrale francese “L’Homme Nouveau”, in cui tocca numerosi temi: la fede, la liturgia, e l’Africa cattolica, con le sue forze e le sue debolezze. Il Porporato della Guinea ha sottolineato che la Chiesa deve avere un ruolo materno e paterno, di educatrice, ricordando l’enciclica «Mater et Magistra». 

Si ha l’impressione che oggi non ci siano più frontiere definite fra chi è fuori e dentro la Chiesa, ha detto l’intervistatore. Il Cardinale ha risposto: «Credo che permettere a un prete o a un vescovo di dire delle cose che scuotano o rovinino il deposito della fede, senza chiedergliene ragione, è un grave errore. Al minimo bisogna chiamarlo e chiedere di spiegare le ragioni delle sue affermazioni, senza esitare nel chiedergli di riformularle in maniera conforme alla dottrina e all’insegnamento secolare della Chiesa». Permettere alle persone di dire o scrivere quello che vogliono sulla dottrina e la morale «attualmente disorienta i cristiani e crea una grande confusione su ciò che Cristo e la Chiesa hanno sempre insegnato». 

sabato 11 aprile 2015

Creazioni d'Arte di Giorgio Sedda presenta: "Sardegna: tra cielo e terra" Mostra Fotografica


Dopo il successo dell’ultima mostra, nell’ottica della promozione di artisti di talento nelle diverse espressioni visive, Creazioni d’Arte prosegue la stagione espositiva coinvolgendo due fotografi emergenti.





A Sassari, Sabato 11 e Domenica 12 Aprile 2015 si terrà l’inaugurazione della Mostra Fotografica “Sardegna: tra cielo e terra” dei fotografi Giuseppe Gessa e Fabrizio Lutzoni.



La fotografia e il titolo della mostra sono il filo conduttore delle pitture in grande formato di Giorgio Sedda che, nella stessa occasione, saranno fruibili in una sala dedicata della sede espositiva.


Per vedere dove siamo cliccate qui

L’appuntamento è a partire dalle 18.30. Ingresso libero.

Per info e contact scrivete a: creazionidartesardegna@gmail.com
Vi aspettiamo numerosi!

Marcia per la Famiglia 2015

Avellino - Corso Vittorio Emanuele (davanti la Villa Comunale)
Sabato 18 aprile
dalle ore 15.00 alle ore 16.30





LA FAMIGLIA È FONDATA SUL MATRIMONIO TRA UN UOMO E UNA DONNA: DIFENDIAMOLA

Difendiamola dagli attacchi dell’ideologia omosessualista
Difendiamola da una tassazione eccessiva che la soffoca
Difendiamola da proposte di legge che la vogliono screditare e indebolire

“La struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.
Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità”
(Benedetto XVI)

venerdì 27 marzo 2015

Comunione sulla mano e crisi della liturgia.


IL CARD. BURKE: PERCHÉ LA COMUNIONE SULLA MANO PARLA DELLA CRISI DELLA LITURGIA E DELLA CHIESA




Fonte: Il Timone

di Raymond L. Burke
La santa Eucaristia è il mistero per eccellenza della fede. Mediante l'azione della Santa Messa, Cristo, assiso in gloria alla destra del Padre, discende sugli altari delle chiese e delle cappelle di tutto il mondo per rendere nuovamente presente il suo sacrificio sul Calvario, sacrifico unico con il quale l'uomo è salvato dal peccato e perviene alla vita in Cristo grazie all'effusione dello Spirito Santo. È mediante la santa Eucaristia che la vita quotidiana di un cattolico riceve simultaneamente ispirazione e forza. 

Mi ricordo bene, nella mia infanzia, la diligenza di cui davano prova i miei genitori, così come i sacerdoti e le suore della scuola cattolica, per preparare i bambini a ricevere per la prima volta la santa Comunione. Mi sovvengono anche i frequenti richiami alla riverenza e all'amore che dovevamo dimostrare ricevendo la santa Comunione e facendo il ringraziamento subito dopo la ricezione del sacramento. All'epoca della mia prima comunione, il 13 maggio 1956, la santa Ostia si riceveva alla balaustra, sulla lingua e in ginocchio,

mercoledì 11 marzo 2015

” Omofobia ” è desiderio di vedere gli orfanotrofi pieni?




In precedenti riflessioni abbiamo cercato di mostrare l’infondatezza di alcuni tra i tanti luoghi comuni su cui si basa l’ideologia Lgbt, a cominciare dal pregiudizio che la difesa del matrimonio e della famiglia siadiscriminante per qualcuno, per poi smontare l’idea secondo la quale la scienza dimostrerebbe che uomini e donne sono uguali, che padre e madre non sono necessari per un normale sviluppo del bambino, proseguendo per l’analisi della differenza tra ciò che è legale e ciò che è morale, per poi ricordare che non esiste alcun diritto, per nessuno, ad avere bambini, decostruendo il luogo comune secondo il quale “i bambini non hanno diritto ad avere un padre ed una madre ma qualcuno che li ami e li allevi nel migliore dei modi” e per ribadire invece che i bambini hanno diritto ad un padre e una madre, ad una famiglia vera. Abbiamo poi contestato il falso argomento secondo il quale l’omosessualità è un fatto naturale, mostrando in seguito l’inconsistenza logica dell’equazione “difendere i diritti dei bambini = omofobia “.

Questa volta prendiamo in esame un nuovo luogo comune che viene giocato ad effetto, come i precedenti, facendo leva sull’emotività dell’interlocutore: a chi non dispiace vedere un bambino in un orfanotrofio?

martedì 10 marzo 2015

Le Chiese d'Africa dicono no alla revisione della dottrina



di Lorenzo Bertocchi
09-03-2015

«L’idea di mettere il Magistero in una graziosa scatola separandolo dalla pratica pastorale – la quale può evolvere a seconda delle circostanze, delle mode e delle passioni – è una forma di eresia, di patologica schizofrenia. Io affermo solennemente che la Chiesa d’Africa si opporrà a ogni forma di ribellione contro il Magistero di Cristo e della Chiesa». Queste parole del cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, hanno già fatto il giro del mondo. Sono tratte dal libro-intervista Dieu ou rien, frutto del lavoro del giornalista francese Nicola Diat e pubblicato dalle edizioni Fayard.

Il ruolo dei padri africani all'assemblea straordinaria dell'ottobre scorso è ormai noto, sono statisopratutto loro a sollevarsi contro certe voglie di apertura “pastorale” di alcune conferenze episcopali (in particolare nord europee). «Il Sinodo non è stato convocato per discutere di contraccezione, aborto e matrimonio tra persone omosessuali. É stato convocato per discutere di famiglia»,

domenica 8 marzo 2015

Convegno a Roma sui rischi della teoria del gender.


07/03/2015
No alla promozione nelle scuole della teoria del gender, che nega la distinzione tra uomo e donna in base al sesso biologico. Se ne parla oggi e domani a Roma nel convegno dal titolo “Sapere per educare: affettività, sessualità, bellezza”. L’incontro, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, vuole esortare docenti, educatori e genitori a prendere coscienza degli attacchi, attraverso tali teorie, alla famiglia naturale e cristiana e al benessere di bambini e ragazzi.

Giancarlo La Vella ne ha parlato con Giusy D’Amico, sposa, madre, insegnante, e presidente dell’associazione “Non si tocca la famiglia”:

R. - Stiamo entrando in un tempo di grande confusione sull’identità sessuale. Stiamo proponendo ai nostri figli, ai nostri alunni, qualcosa che è molto lontana da quella che è la bellezza delle differenze sessuali maschio-femmina, uomo-donna. Questa ricaduta sta avendo effetti gravi nell’istruzione scolastica. In qualche modo, abbiamo dato in appalto l’educazione dei nostri figli ed è qualcosa su cui dobbiamo riflettere e che dobbiamo riprenderci con una certa urgenza, prima che ci sfugga completamente di mano un controllo che, per diritti costituzionali, spetta in fase prioritaria alla famiglia e ai genitori.

D. - Perché è urgente aprire oggi con franchezza un dibattito su questi temi?

R. - Perché sta entrando nelle nostre istituzioni scolastiche una proposta educativa che, in fondo, propone una visione asessuata dell’uomo. Non intendiamo discriminare nessuno, né aprire riflessioni su argomenti che oggi non interessano. Oggi ci interessa rivalutare la bellezza della differenza sessuale, la bellezza della famiglia naturale. Questo progetto di decostruzione dei ruoli non ci piace. Ci sembra lontano da quella che è, invece, l’educazione per i figli, che hanno diritto a una madre e a un padre, a sapere da chi sono stati generati, perché non vi è identità senza origine. Pensiamo che questo sia un tempo nel quale non si può più stare in una sorta di calderone, dove tutto è uguale a tutto, ma vogliamo che i nostri figli abbiano possibilità di riscoprire un’affettività, che, riteniamo, sia legata a questa bellezza delle differenza.

D. - Al contrario secondo lei, è la normalità oggi che viene discriminata?

R. - Assolutamente sì, c’è una sorta di eterofobia che sta cavalcando un po’ l’onda di quelle che sono le mode. Non ci dimentichiamo che dietro tutta la realtà di queste proposte educative, così discusse, ci sono delle lobby economico-politiche fortissime. Ci sono interessi legati a convenzioni internazionali, a tutto ciò che poi riguarda il tema delle teorie di genere, su tutto quello che è il campo delle adozioni, dei matrimoni omosessuali, delle cliniche per il cambiamento di sesso, per tutta la “gestazione di sostegno”, che oggi sembra non si possa chiamare “utero in affitto”… Noi non vogliamo sottostare a queste mode: vogliamo creare attraverso questa tavola rotonda una riflessione in merito, vogliamo creare delle coscienze ferme. I bambini che vivono in questo contesto crescono confusi, non hanno chiarezza sulla loro identità sessuale. Non si può dire a un bambino che nasce maschio, che non sarà uomo, che non sarà donna, ma che sarà quello che vuole essere...

domenica 1 marzo 2015

Affido e adozione: storie d'amore,




                 Gioia e Annalisa, l'amore non segue il "libretto di istruzioni"




È bello quando la notizia dell'articolo è una storia felice, quella in cui tutti vincono e lo fanno dall'inizio alla fine. Questa volta il mio scrivere sarà il vassoio su cui servirò una bella storia. Sì, perché quando la vita è bella non è solo una notizia, ma diventa una storia che va raccontata. Accade a Cagliari dove Gioia era un trentaduenne single che pensava di dover restituire qualcosa alla vita avendone ricevuto molto senza un merito particolare.

sabato 21 febbraio 2015

I COMPITI EDUCATIVI DELLA SCUOLA



La Commissione diocesana per l’educazione cattolica, la scuola e l’università interviene con un documento sull’invasione dell’ideologia del gender nelle scuole e richiama, in positivo, i doveri educativi della scuola.


DIOCESI DI TRIESTE

COMMISSIONE DIOCESANA “Vittorio Bachelet”

PER L’EDUCAZIONE CATTOLICA,

LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ

IDENTITÀ SESSUALE, VITA E FAMIGLIA:

I COMPITI EDUCATIVI DELLA SCUOLA





Una situazione che preoccupa


Il mondo educativo in generale e quello della scuola in particolare sono investiti dalla cosiddetta ideologia del “gender”, secondo la quale l’identità sessuale non è un dato naturale, ma culturale e come tale esso deve poter essere scelto. Maschio e femmina sarebbero quindi degli stereotipi di genere da superarsi perché impediscono la libertà dell’individuo e, di conseguenza, l’educazione dovrebbe ugualmente istruire su tutti gli orientamenti sessuali fin dalla più tenera età scolare.

Riconoscere in un contesto educativo la realtà dell’essere maschi e femmine significherebbe discriminare l’omosessualità o gli altri orientamenti sessuali.

Nelle scuole pubbliche sono sempre più frequenti interventi educativi, soprattutto nel campo dell’educazione alla sessualità, che diffondono questa ideologia. Spesso ciò avviene con la sinergia della scuola, della locale Asl e del comune. Altrettanto spesso i progetti sono gestiti da associazioni per i diritti LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali). L’idea esibita è di combattere il bullismo omofobico, ma l’obiettivo vero è di educare secondo l’ideologia dell’indifferenza sessuale.