martedì 31 dicembre 2013

Elogio della Coscienza.

Il meraviglioso contributo di uno dei teologi più importanti del nostro secolo.
Una dettagliata e convincente analisi sul tema tanto discusso della "coscienza", come nessuno ve ne vuole parlare.

"..il non vedere più le colpe, l’ammutolirsi della voce della coscienza in così numerosi ambiti della vita è una malattia spirituale molto più pericolosa della colpa, che uno è ancora in grado di riconoscere come tale. Chi non è più in grado di riconoscere che uccidere è peccato, è caduto più profondamente di chi può ancora riconoscere la malizia del proprio comportamento, poiché si è allontanato maggiormente dalla verità e dalla conversione.."

del cardinale Joseph Ratzinger

Nell’attuale dibattito sulla natura propria della moralità e sulle modalità della sua conoscenza, la questione della coscienza è divenuta il punto nodale della discussione, soprattutto nell’ambito della teologia morale cattolica. Tale dibattito ruota intorno ai concetti di libertà e di norma, di autonomia e di eteronomia, di autodeterminazione e di determinazione dall’esterno mediante l’autorità. La coscienza vi è presentata come il baluardo della libertà di fronte alle limitazioni dell’esistenza imposte dall’autorità.

In tale contesto vengono così contrapposte due concezioni del cattolicesimo: da un lato sta una comprensione rinnovata della sua essenza, che spiega la fede cristiana a partire dalla libertà e come principio della libertà e, dall’altro lato, un modello superato, "pre-conciliare", che assoggetta l’esistenza cristiana all’autorità, la quale attraverso norme regola la vita fin nei suoi aspetti più intimi e cerca in tal modo di mantenere un potere di controllo sugli uomini.

Così "morale della coscienza" e "morale dell’autorità" sembrano contrapporsi tra di loro come due modelli incompatibili; la libertà dei cristiani sarebbe poi messa in salvo facendo appello al principio classico della tradizione morale, secondo cui la coscienza è la norma suprema, che dev’essere sempre seguita, anche in contrasto con l’autorità.
E se l’autorità — in questo caso: il Magistero ecclesiastico — vuol parlare in materia di morale, può certamente farlo, ma solo proponendo elementi per la formazione di un autonomo giudizio alla coscienza, la quale tuttavia deve sempre mantenere l’ultima parola. Tale carattere di ultima istanza proprio della coscienza viene ricondotto da alcuni autori alla formula secondo cui la coscienza è infallibile.

giovedì 26 dicembre 2013

Causa e fine dell'Incarnazione.




di Isacco Tacconi e Marco Piazza
Quando ci si accinge a parlare del motivo e del fine dell'incarnazione di Gesù Cristo, uno dei riferimenti principali è l’inno cristologico paolino nella sua epistola agli Efesini, nel quale dichiara che in Cristo il Padre “ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo”(Ef 1,4-5). In tale brano l’Apostolo delle genti descrive il manifesto programmatico del disegno divino di salvezza.

martedì 17 dicembre 2013

Il maggior Bene dei bambini.


di Mariolina Ceriotti Migliarese
Lavoro da trent’anni in un servizio di Neuropsichiatria infantile e ho avuto spesso l’occasione di collaborare con gli operatori che si occupano di affidi e adozioni. Posso perciò affermare con tranquillità che quanti seguono a diverso titolo la situazione di minori con famiglie problematiche hanno a cuore in primo luogo il benessere dei bambini, indipendentemente dalle loro opinioni personali. 

Sono certa che, anche in questo caso, la decisione degli operatori sia stata presa dopo aver vagliato i fatti con cura e attenzione. Perché allora, con altrettanta serenità e sicurezza, mi sento di affermare che si tratta di una scelta sbagliata? Perché sono fermamente convinta che venire affidati a una coppia omosessuale, anche stabile, anche affettivamente accogliente, non possa rappresentare il vero bene per un bambino? Non è facile rispondere in poche righe a un quesito così delicato, ma credo sia indispensabile provarci, al di là di ogni polemica, con un pensiero davvero rivolto esclusivamente ai nostri figli e a ciò che li aiuta a crescere. Tutto parte da una domanda cruciale: esiste o no la differenza sessuale? E questa differenza (di natura? di cultura?) se esiste ha un valore, o è semplicemente un elemento marginale nella vita delle persone?

mercoledì 11 dicembre 2013

Un libro illuminante.


L’autrice del libro, La rivoluzione sessuale globale, la sociologa e pubblicista tedesca Gabriele Kuby, è una delle poche voci che con autorità riconosciuta si levano per criticare il relativismo occidentale odierno. A lei si deve, ad esempio, che il ministro federale della famiglia in Germania, Ursula von der Leyen, sia stata obbligata a togliere dalla circolazione il libro di educazione sessuale "Corpo, amore, il gioco del dottore", in cui fra altre aberrazioni si invita ai genitori a giocare sessualmente con i loro bambini.

Il saggio di cui mi occupo riprende alcuni temi di due delle sue opere precedenti: Rivoluzione Gender (2006) e Statalizzazione dell'educazione. Sulla via per diventare uomini nuovi (2007). Adesso però la sua denuncia acquista una portata universale. Da qui il titolo del libro La rivoluzione sessuale globale; una rivoluzione che, come indica il sottotitolo (Distruzione della libertà nel nome della libertà), pretende di cambiare radicalmente le persone e la società facendo leva su una volontà di potenza, di chiara ispirazione nietzschiana. A partire da questa chiave interpretativa, Kuby riesce a raccontare la storia, i metodi e le conseguenze di un’agenda globale potentissima che cerca di modificare le costituzioni dei paesi, le istituzioni educative e le consuetudini dei cittadini con un solo scopo: la costruzione di una società globale in cui le persone siano poche e completamente manipolabili.

mercoledì 27 novembre 2013

ESORTAZIONE APOSTOLICA EVANGELII GAUDIUM



ESORTAZIONE APOSTOLICA
EVANGELII GAUDIUM
DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
AI VESCOVI 
AI PRESBITERI E AI DIACONI
ALLE PERSONE CONSACRATE 
E AI FEDELI LAICI 
SULL' ANNUNCIO DEL VANGELO
NEL MONDO ATTUALE





1. La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia. In questa Esortazione desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni.


I. Gioia che si rinnova e si comunica

2. Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata. Quando la vita interiore si chiude nei propri interessi non vi è più spazio per gli altri, non entrano più i poveri, non si ascolta più la voce di Dio, non si gode più della dolce gioia del suo amore, non palpita l’entusiasmo di fare il bene. Anche i credenti corrono questo rischio, certo e permanente. Molti vi cadono e si trasformano in persone risentite, scontente, senza vita. Questa non è la scelta di una vita degna e piena, questo non è il desiderio di Dio per noi, questa non è la vita nello Spirito che sgorga dal cuore di Cristo risorto.

domenica 24 novembre 2013

La dottrina di Cristo Re nella società.



Alla domanda di Pilato: 
“Allora tu sei re?”, il Divino Redentore rispose: 
“Tu lo dici, io sono Re” (Gv 18, 37).



L’anno liturgico si conclude con la Festa di Cristo Re, che quest’anno cade domenica 24 novembre 2013. In questa occasione la Festa di Cristo Re si carica di ulteriori significati, in quanto segna anche la conclusione dell’Anno della Fede, iniziato per volontà di Benedetto XVI l’11 ottobre 2012 e che si concluderà, appunto, domenica 24 novembre 2013. Sembra importante, allora, chiedersi cosa sia questa Festa.
La dottrina di Cristo Re nel Catechismo

venerdì 22 novembre 2013

Deciso lo stralcio del finanziamento erogato al Collettivo Gay Statale. Ed ora pagate.



L’inqualificabile ridicolizzazione del Pontefice, .... ha indotto il 19 novembre 2013 la Commissione dell’Università degli Studi di Milano incaricata di selezionare e ammettere al finanziamento i progetti di attività culturali presentati dalle associazione studentesche, a decidere, con voto unanime, lo stralcio dal finanziamento erogato al Collettivo Gay Statale per l'anno accademico in corso, della parte destinata a coprire le spese sostenute per la realizzazione della locandina dedicata al “Gay Statale Cineforum-omosessualità & religione”.



Ci sono limiti alla decenza che quando vengono superati impongono una reazione per amore della dignità personale e della verità. Soprattutto quando l’indecenza travalica i limiti del codice penale.

giovedì 21 novembre 2013

L'eutanasia, una vergogna del nostro tempo.

“La Chiesa al servizio della persona anziana malata: la cura delle persone affette da patologie neurodegenerative”: è il titolo della XXVIII Conferenza internazionale del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, che si è aperta oggi nell'Aula Nuova del Sinodo, in Vaticano, e durerà fino a sabato. Vi partecipano oltre 400 persone, fra cui molti specialisti provenienti da tutti i continenti. Questa mattina la Messa presieduta da mons. Zygmunt Zimowski, presidente dello stesso Pontificio Consiglio, che ha anche tenuto il discorso di apertura.


di Debora Donnini

“Le trasformazioni della società, nella seconda parte del secolo scorso, in particolare nei Paesi più ricchi, con l’invecchiamento delle popolazioni, la riduzione del ruolo di supporto sociale assicurato dalla famiglia, e la frequente emarginazione delle persone anziane – afferma mons. Zygmunt Zimowski - hanno fatto sì che la sorte delle persone anziane malate sia paradossalmente peggiorata, aumentando la tentazione di ricorrere all’eutanasia”: 

“Oggi, durante la Santa Messa, abbiamo veramente pregato e gridato al mondo ‘no all’eutanasia’, perché è una vergogna del nostro tempo”.

domenica 17 novembre 2013

Offerta delle sante Indulgenze a suffragio delle Anime Purganti.



FORMULA per offrire le sante Indulgenze a suffragio delle Anime Purganti.




Ad onore e gloria vostra, o clementissimo Signore, e conforme alla mente di quei Som­mi Pontefici che, a beneficio universale dei Cattolici defunti, han concesso lesante In­dulgenze, intendo offerirvele in questo gior­no. Vi raccomando anche l'esaltazione della Santa Chiesa, l'estirpazione delle eresie, la concordia fra i popoli e la conversione dei peccatori. Voi, Padre di misericordia e Dio di ogni consolazione, fate, vi prego, che in virtù dei meriti infiniti della vostra santissima Passione, godendo gli effetti benigni di queste sante Indulgen­ze, possa l'Anima, per la quale umilmente vi offro le mie preghiere e tutte le opere mie, essere dalla vostra pietà sollevata e liberata insieme da quelle atrocissime pene del Purgatorio, acciò, volando con spedito e pronto cammino alla gloria celeste, per­petuamente vi lodi e vi benedica, come desi­dero in eterno.

Durante la giornata procura, anima pia, di suffragare i poveri morti con offrire per essi le tue azioni e, le tue pene, col fare qualche speciale mortificazione, col recitare da quando a quando giaculatorie ed altre preghiere, cui sia annessa qualche Indulgenza.

sabato 16 novembre 2013

Dall'emergenza educativa all'allarme educativo.


Le notizie che giungono dal fronte dell’educazione ci dicono che un grande cambiamento è in atto rispetto a quanto ormai siamo soliti chiamare “emergenza educativa”. Il primo a parlare di emergenza educativa è stato, come si ricorderà, Benedetto XVI. Il 21 gennaio 2008, nella Lettera alla diocesi di Roma sui problemi dell’educazione, egli disse che le difficoltà ad educare da parte della famiglia, della scuola e della società intera derivano dal fatto che non si sa più chi educare e a cosa educare. Derivano da «una mentalità e una forma di cultura che portano a dubitare del valore della persona umana, del significato stesso della verità e del bene, in ultima analisi della bontà della vita. Diventa difficile, allora, trasmettere da una generazione all'altra qualcosa di valido e di certo, regole di comportamento, obiettivi credibili intorno ai quali costruire la propria vita». 

Ora, l’accelerazione dei fenomeni di degenerazione nell’educazione ha superato questa visione. Il fronte dell’emergenza educativa è ormai diventato un altro, al punto che bisogna ormai parlare di nuova emergenza educativa o, meglio, di allarme educativo. 

Il fatto nuovo è stata l’irruzione dell’ideologia del gender nell’educazione, soprattutto nelle scuole.

sabato 26 ottobre 2013

La demolizione completa della famiglia.




Sono sbalordito e indignato e spero di avere ancora il diritto di poterlo ripetere pubblicamente, prima che i nostri soloni parlamentari votino qualche “legge” che tenterà di impedirmelo e di chiudermi la bocca; indignato nel sentire che in alcuni comuni, primi della classe come Bologna, gli amministratori, in sordina, sostituiscono nei registri scolastici delle elementari i vocaboli“padre” e “madre” con “genitore uno” e “genitore due”, ciò per non “discriminare” la“famiglia” omosessuale, mentre tranquillamente affossano quella vera. Mi chiedo se cancelleranno anche dal vocabolario le due parole più sante del mondo, inventandosi “una neolingua di stampo orwelliano” come paventa “Il Foglio quotidiano” (27-IX-2013). Molti amici che incontro per la strada si dicono dapprima increduli per la enormità della cosa, poi esterrefatti di fronte alla improntitudine con cui questi signori, padroni della “cosa pubblica”, in nome della “libertà” e della “uguaglianza”, pensano di stravolgere senza vergognarsene la realtà e l’evidenza stabilite dalla natura!

lunedì 14 ottobre 2013

La pastorale del matrimonio deve fondarsi sulla verità


A proposito di alcune obiezioni contro la dottrina della Chiesa circa la recezione della Comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati.




Nel 1998 il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, introdusse il volume intitolato Sulla pastorale dei divorziati risposati, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana in una collana del dicastero («Documenti e Studi», 17). Per l’attualità e l’ampiezza di prospettive di questo scritto poco conosciuto, ne riproponiamo la terza parte, con l’aggiunta di tre note. Il testo è disponibile sul sito del nostro giornale (www.osservatoreromano.va), oltre che in italiano, anche in francese, inglese, portoghese, spagnolo e tedesco.


La Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede circa la recezione della Comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati del 14 settembre 1994 ha avuto una vivace eco in diverse parti della Chiesa. Accanto a molte reazioni positive si sono udite anche non poche voci critiche. Le obiezioni essenziali contro la dottrina e la prassi della Chiesa sono presentate qui di seguito in forma per altro semplificata.


Alcune obiezioni più significative — soprattutto il riferimento alla prassi ritenuta più flessibile dei Padri della Chiesa, che ispirerebbe la prassi delle Chiese orientali separate da Roma, così come il richiamo ai principi tradizionali dell’epikèia e della aequitas canonica — sono state studiate in modo approfondito dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Gli articoli dei professori Pelland, Marcuzzi e Rodriguez Luño (1) sono stati elaborati nel corso di questo studio. I risultati principali della ricerca, che indicano la direzione di una risposta alle obiezioni avanzate, saranno ugualmente qui brevemente riassunti. 

1. Molti ritengono, adducendo alcuni passi del Nuovo Testamento, che la parola di Gesù sull’indissolubilità del matrimonio permetta un’applicazione flessibile e non possa essere classificata in una categoria rigidamente giuridica. 

domenica 22 settembre 2013

Dio dice: "Io ti perdono perché tu ti converta". Qualche appunto sul perdono e la confessione.


Seguo da anni un bellissimo Blog e vorrei condividere con voi questo  interessante articolo che chiarisce i concetti espressi dal Papa così tante volte strumentalmente manipolati. Buona lettura.



Oggi tutti ricordano che nel giorno di san Matteo, 21 settembre di 60 anni fa, la vita di un ragazzo cambiò, a partire da una sosta al confessionale. Protagonista di quella confessione fu il giovane Jorge Mario Bergoglio e quella confessione fu l'inizio della chiamata di colui che oggi è Papa di Roma.
Proprio oggi leggo anche un articolo sull'"aria nuova" che ora tira nei confessionali; vi si discetta su cosa dev'essere e cosa non dev'essere la confessione. Con toni un po' "pontificali" si inneggia al Papa che finalmente "non giudica" (strizzando l'occhio a far intendere: mica come quelli di prima....), si sottolinea che la confessione è ora misericordia, ascolto di tutti, anche dei non credenti (!)... Certo, direte, sono cose che si scrivono sul giornale per attirare attenzione e farsi leggere... Eppure c'è del vero in tutto questo. Che la gente affolli i confessionali, dove trova un prete ad ascoltare (perché più spesso li trova vuoti....) è verità inoppugnabile. Ma che parecchi di quelli che vengono al confessionale (o spingono altri ad andarci....) cerchino il sacramento della riconciliazione con Dio, questo - dalla mia esperienza - spesso non è vero. E parlo come prete che nel confessionale ci resta seduto svariate ore di fila.

venerdì 20 settembre 2013

La deriva della moderna mentalità nichilista: il ridicolo.

“La grande marcia della distruzione culturale proseguirà. Tutto verrà negato. Tutto diventerà un credo… Accenderemo fuochi per testimoniare che due più due fa quattro. Sguaineremo spade per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Non ci resterà quindi che difendere non solo le incredibili virtù e saggezze della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile: questo immenso, impossibile universo che ci guarda dritto negli occhi. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Saremo tra coloro che hanno visto eppure hanno creduto”.




Quasi cent’anni fa il grande Gilbert K. Chesterton prevedeva che la deriva della moderna mentalità nichilista sarebbe stata – di lì a poco – il ridicolo. Cioè la guerra contro la realtà.

Intendeva dire che ciò che fino ad allora era stata un’affermazione di buon senso e di razionalità – per esempio che tutti nasciamo da un uomo e da una donna – in futuro sarebbe diventata una tesi da bigotti, un dogmatismo da condannare e sanzionare. Sosteneva che ci dovevamo preparare alla grande battaglia in difesa del buon senso.

lunedì 9 settembre 2013

VEGLIA DI PREGHIERA PER LA PACE






PAROLE DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Sagrato della Basilica Vaticana
Sabato, 7 settembre 2013


(Guarda il Video)



«Dio vide che era cosa buona» (Gen 1,12.18.21.25). Il racconto biblico dell’inizio della storia del mondo e dell’umanità ci parla di Dio che guarda alla creazione, quasi la contempla, e ripete: è cosa buona. Questo, carissimi fratelli e sorelle, ci fa entrare nel cuore di Dio e, proprio dall’intimo di Dio, riceviamo il suo messaggio.

Possiamo chiederci: che significato ha questo messaggio? Che cosa dice questo messaggio a me, a te, a tutti noi?

1. Ci dice semplicemente che questo nostro mondo nel cuore e nella mente di Dio è la “casa dell’armonia e della pace” ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi “a casa”, perché è “cosa buona”. Tutto il creato forma un insieme armonioso, buono, ma soprattutto gli umani, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, sono un’unica famiglia, in cui le relazioni sono segnate da una fraternità reale non solo proclamata a parole: l’altro e l’altra sono il fratello e la sorella da amare, e la relazione con Dio che è amore, fedeltà, bontà, si riflette su tutte le relazioni tra gli esseri umani e porta armonia all’intera creazione. Il mondo di Dio è un mondo in cui ognuno si sente responsabile dell’altro, del bene dell’altro. Questa sera, nella riflessione, nel digiuno, nella preghiera, ognuno di noi, tutti pensiamo nel profondo di noi stessi: non è forse questo il mondo che io desidero? Non è forse questo il mondo che tutti portiamo nel cuore? Il mondo che vogliamo non è forse un mondo di armonia e di pace, in noi stessi, nei rapporti con gli altri, nelle famiglie, nelle città, nelle e tra le nazioni? E la vera libertà nella scelta delle strade da percorrere in questo mondo non è forse solo quella orientata al bene di tutti e guidata dall’amore?


2. Ma domandiamoci adesso: è questo il mondo in cui viviamo? Il creato conserva la sua bellezza che ci riempie di stupore, rimane un’opera buona. Ma ci sono anche “la violenza, la divisione, lo scontro, la guerra”. Questo avviene quando l’uomo, vertice della creazione, lascia di guardare l’orizzonte della bellezza e della bontà e si chiude nel proprio egoismo.

venerdì 6 settembre 2013

Intervento parlamentare della deputata Beatriz Escudero: da vedere!



fonte: ProLife News

E’ davvero impressionante il video della deputata Beatriz Escudero che risponde all’interpellanza presentata dal Gruppo Socialista al Governo spagnolo sull’ipotesi di riforma della legislazione sull’aborto del 2010.

“Signori: basta parlare di arretratezza, voi veramente pensate che una società che voglia difendere il diritto di tutti sia una società arretrata? Il diritto alla vita, signori, è il principale dei nostri diritti. Non avremmo diritto alla libertà di espressione, nè diritto alla libertà sessuale, nè diritto di poter decidere del nostro corpo, se non avessimo quel diritto fondamentale, quel valore supremo che è il diritto alla vita. I Diritti possono essere difesi solo a partire dalla verità“.
E ancora aggiunge: “Come potete spiegare alla società spagnola che difendete gli embrioni dei polipi e dei calamari, delle mucche e dei cavalli, perchè sapete che soffrono?”

Vale la pena dedicare otto minuti per vederlo, e pochissimi secondi per condividerlo e farlo girare su internet, suggerendolo agli amici. Perché?

Innanzitutto è un tentativo di riconsiderare quelli che ormai sono tabù intoccabili del ’68. Da allora, la legislazione e la società occidentale hanno preso una china inarrestabile: divorzio, aborto, eutanasia, coppie di fatto, droga. La direzione si può e si deve cambiare, poco a poco, con preparazione e coraggio.

E poi è un esempio di buona comunicazione: contenuti, ironia, testa alta. Apprezzo soprattutto l’incipit, in cui la deputata ribalta la situazione rispetto a come la presentano i giornaloni: non è reazionario chi difende la vita, bensì chi si ostina a rimanere al ’68; non è retrogrado chi vuole costruire una società giusta, umana, bella, bensì chi la vuole distruggere.

Vale veramente la pena vederlo, è molto incisivo.
Buona visione.


Risposta della deputata Beatriz Escudero all'interpellanza presentata dal Gruppo Socialista al Governo sull'ipotesi di riforma della legislazione sull'aborto del 2010. (Per una migliore comprensione del discorso cliccate sull'opzione di attivazione dei sottotitoli da You Tube). 

lunedì 2 settembre 2013

L’altezza della Croce è l’altezza dell’amore di Dio.


Che regalo grande l'omelia che il 01/09/2013 il Papa Emerito Benedetto XVI ha offerto  in occasione dell'incontro con i suoi ex-allievi nella Cappella del Governatorato in Vaticano.

Domenica 1 settembre 2013
Ci troviamo sulla via giusta se proviamo a diventare persone che “scendono” per servire e portare la gratuità di Dio. 

Così in sintesi il Papa emerito Benedetto XVI nella Messa celebrata stamani, alle 9.30, nella cappella del Governatorato in Vaticano, in occasione del tradizionale seminario estivo dei suoi ex-allievi, il cosiddetto Ratzinger Schülerkreis. L’incontro degli studenti come di consueto è organizzato a Castel Gandolfo ma quest’anno Benedetto XVI non vi ha partecipato. Questa 38.ma edizione è stata dedicata a “La questione di Dio sullo sfondo della secolarizzazione” alla luce della produzione filosofica e teologica di Rémi Brague, teorico francese premiato l'anno scorso con il "Premio Ratzinger" per la teologia. Una cinquantina di persone hanno partecipato alla Messa concelebrata con il Papa emerito dai cardinali Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna; gli arcivescovi Georg Gaenswein, prefetto della Casa Pontificia e Barthelemy Adoukonou, segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, e il vescovo ausiliare di Amburgo, mons. Hans-Jochen Jaschke. 

Ognuno nella vita vuole trovare il suo posto buono. Ma quale è veramente il posto giusto? L’omelia di Benedetto XVI nella Messa celebrata in occasione dell’incontro dei suoi ex-allievi è, in fondo, una risposta a questa domanda e parte dal Vangelo di oggi, nel quale Gesù invita a prendere l’ultimo posto. 
Un posto che può sembrare molto buono, può rivelarsi per essere un posto molto brutto”,

sabato 24 agosto 2013

In Germania arriva il «terzo sesso»

La legge varata dal governo tedesco entrerà in vigore il primo novembre.
Sul documento i cittadini potranno indicare “intersessuale” come "genere".

Uomo e donna. Presto, in Germania, concetti superati: la definizione del sesso sarà facoltativa e nell’atto di nascita, ove fosse “indeterminato”, se ne potrà omettere la precisazione e lasciar vuota la casella. Accanto ai classici “m” o “f” potrà eventualmente figurare una “x” per indicare il genere “intersessuale”. 

Lo prevede una legge varata dal governo tedesco a maggio, che entrerà in vigore il primo novembre e che fa della Germania il primo paese europeo a decidere un tale cambio paradigmatico. Finora l’Australia era il solo paese al mondo ad avere introdotto una normativa del genere. 

La legge è passata in sordina e a richiamarvi l’attenzione è stata la Suddeutsche Zeitung (SZ) in un articolovenerdì, ripreso ora dal settimanale Focus, che ne sottolinea la portata storica per la società. È una «rivoluzione giuridica», finora la legge parlava «solo di uomini e donne, e basta»: ora, scrive, «c’è anche un “sesso indeterminato”, la cosa potrebbe creare dei problemi in alcune situazioni».

venerdì 23 agosto 2013

La bellezza dei cattolici "bambini".


Una delle immagini più belle delle Giornate Mondiali della Gioventù è il momento in cui i ragazzi vanno a confessarsi. È' lo specchio di ciò che i giovani desiderano trovare nella Chiesa: la purezza del Cristianesimo. Né più, né meno.

Troppe persone, negli ultimi anni, hanno pensato esattamente il contrario. Sono i cosiddetti “cattolici adulti”, che vogliono creare una rottura con la tradizione cattolica.

Il termine “cattolico adulto” racchiude una profonda superbia. Esprime l'idea di un cattolico migliore e più evoluto degli altri, che sarebbero rimasti bambini. Il cattolico adulto pensa: “Sono io che ho capito tutto. Gli altri sono solo dei bigotti attaccati alle loro stupide devozioni”.



I cattolici adulti credono in una specie di religione “fai da te”. Rifiutano gli insegnamenti del Magistero e propongono una visione della vita influenzata dal relativismo morale. Vivono di contraddizioni, senza rendersene conto. Si battono contro la pena di morte ma sono favorevoli all'aborto. Proclamano la pluralità e la libertà d'espressione, ma etichettano come “integralisti” tutti quelli che vogliono seguire la dottrina della Chiesa.

sabato 10 agosto 2013

Nagai, Takashi Paolo (Isumo, 1908 - Nagasaki, 1951)




Takashi Nagai nacque nel febbraio del 1908 a Isumo (vicino a Nagasaki) in Giappone, in una famiglia di cinque figli di religione scintoista. Dimostrando una spiccata attitudine per gli studi, il padre, esperto di medicina orientale, gli trasmette la passione per questa disciplina e, nel 1928, Takashi si iscrive alla Facoltà di Medicina. Racconta nel suo diario: «fin dagli studi liceali ero diventato prigioniero del materialismo [...]; alla Facoltà di medicina mi fecero sezionare cadaveri: la struttura meravigliosa del corpo, l'organizzazione minuziosa delle sue minime parti, tutto ciò provocava in me ammirazione. L'anima? Un fantasma inventato da impostori per ingannare la gente semplice».

giovedì 25 luglio 2013

Manif pour tous ITALIA

Da "Rinascita Quotidiano di Sinistra Nazionale", riportiamo questo interessante articolo che (cosa inaudita!) condividiamo in pieno!


La Manif pour Tous in Francia ha avuto l'inaspettato merito di risvegliare milioni di coscienze. Con un taglio trasversale portato avanti prima di tutto dalla gente comune, condiviso personalmente da personaggi politici di tutti gli schieramenti, da associazioni di persone omosessuali, e da credenti di tutte le religioni e non credenti, ha sostenuto con fermezza e rispetto che il matrimonio possa essere composto solo da un uomo ed una donna. Un movimento nato nella società civile e apertamente apolitico e aconfessionale. 
La Manif pour Tous Italia si sente in sintonia con queste istanze e con questo metodo.
La proposta di legge in discussione alla Camera dei Deputati che ci ha messo tutti in allarme è quella sul Contrasto all’omofobia e alla transfobia scaricabile dal sito della Camera dei Deputati. Ma poche persone sanno che il 18 giugno 2013 è stato avviato l’iter legislativo al Senato della Repubblica sulla proposta di legge per l’Accesso al matrimonio da parte delle coppie formate da persone dello stesso sesso (chiamata “Matrimonio egualitario”).

martedì 23 luglio 2013

Storia di un santo deforme con un’anima splendida


Il 18 luglio 1013 nasceva Ermanno di Reichenau, il monaco “contratto” che non poteva stare comodo neanche sdraiato. Le cure dei confratelli e la grande fede ne fecero un uomo «veramente vivo»


«Salve, Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a Te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime..». È la preghiera che ancora si canta nelle chiese, alla fine, quando restano i vecchi a trascinare le vocali come a trattenere chi già corre a riaccendere il telefonino. Chi l’ha scritta, quasi mille anni fa, sapeva che cos’è una valle di lacrime. La Salve Regina fu infatti, quasi sicuramente, composta da Ermanno di Reichenau, meglio conosciuto come Ermanno lo storpio. Lo chiamavano anche “il contratto”. I documenti che ne danno notizia parlano di un uomo deforme, con gli arti come attorcigliati a impedirgli non solo di camminare normalmente ma anche di trovare pace disteso o seduto nella sedia costruita apposta per lui. Ermanno, che nella vita non è mai stato comodo se non, probabilmente, quando è sopraggiunta la morte, fu monaco e fine studioso. La preghiera alla Madonna entrata nella storia liturgica della Chiesa è solo uno degli aspetti del suo studio e della sua fede poderosamente intrecciati.

mercoledì 17 luglio 2013

Legge contro l'omofobia: bavaglio al libero pensiero.



Rispettare le opinioni​.

Sono moltissimi (circa 350) gli emendamenti depositati da esponenti, cattolici e non, di tutti i gruppi per neutralizzare le conseguenze più estreme del ddl contro l’omofobia di cui è iniziato da giorni l’esame alla Commissione Giustizia di Montecitorio. Esame che dovrebbe concludersi oggi per andare all’approvazione dell’Aula il 22 prossimo. In discussione, spiegano in coro i promotori degli emendamenti, non c’è assolutamente la contrarietà a inasprire le pene per chi si macchia di violenze a sfondo omofobico o comunque legato ai comportamenti sessuali. Tuttavia si vuole assolutamente evitare che questo provvedimento si trasformi in una sorta di bavaglio al libero pensiero, parificando chi commette violenze o discriminazioni con chi, per motivi religiosi, morali o per convinzioni culturali o personali, indichi nella famiglia tradizionale, formata da un uomo e una donna, la via preferibile da seguire. O chi, per gli stessi motivi, consideri non positiva l’adozione di figli da parte di coppie omosessuali. Un altro punto delicato riguarda la discriminazione per «orientamento sessuale» nei posti di lavoro. Va da sé che gli orientamenti sessuali non devono costituire elemento di discriminazione. 

CANONI SULLA GIUSTIFICAZIONE

Sessione Solenne del Concilio di Trento tenuta nella Cattedrale di San Vigilio nel luglio del 1563.



1. Se qualcuno afferma che l’uomo può essere giustificato davanti a Dio dalle sue opere, compiute con le sole forze umane, o con il solo insegnamento della legge, senza la grazia divina meritata da Gesú Cristo: sia anatema.

2. Se qualcuno afferma che la grazia divina meritata da Gesú Cristo viene data solo perché l’uomo possa piú facilmente vivere giustamente e meritare la vita eterna, come se col libero arbitrio, senza la grazia egli possa realizzare l’una e l’altra cosa, benché faticosamente e con difficoltà: sia anatema.

3. Se qualcuno afferma che l’uomo, senza previa ispirazione ed aiuto dello Spirito santo, può credere, sperare ed amare o pentirsi come si conviene, perché gli venga conferita la grazia della giustificazione: sia anatema.

4. Se qualcuno dice che il libero arbitrio dell’uomo, mosso ed eccitato da Dio, non coopera in nessun modo esprimendo il proprio assenso a Dio, che lo muove e lo prepara ad ottenere la grazia della giustificazione; e che egli non può dissentire, se lo vuole, ma come cosa senz’anima non opera in nessun modo e si comporta del tutto passivamente: sia anatema.

5. Se qualcuno afferma che il libero arbitrio dell’uomo dopo il peccato di Adamo è perduto ed estinto; o che esso è cosa di sola apparenza anzi nome senza contenuto e finalmente inganno introdotto nella Chiesa da Satana: sia anatema.

6. Se qualcuno afferma che non è in potere dell’uomo rendere cattive le sue vie, ma che è Dio che opera il male come il bene, non solo permettendoli, ma anche volendoli in sé e per sé, di modo che possano considerarsi opera sua propria il tradimento di Giuda non meno che la chiamata di Paolo: sia anatema.

7. Se qualcuno dice che tutte le opere fatte prima della giustificazione, in qualunque modo siano compiute, sono veramente peccati che meritano l’odio di Dio, e che quanto piú uno si sforza di disporsi alla grazia tanto piú gravemente pecca: sia anatema.

8. Se qualcuno afferma che il timore dell’inferno, per il quale, dolendoci dei peccati, ci rifugiamo nella misericordia di Dio o ci asteniamo dal male, è peccato e rende peggiori i peccatori: sia anatema.

9. Se qualcuno afferma che l’empio è giustificato dalla sola fede, cosí da intendere che non si richieda nient’altro con cui cooperare al conseguimento della grazia della giustificazione e che in nessun modo è necessario che egli si prepari e si disponga con un atto della sua volontà: sia anatema.

10. Se qualcuno dice che gli uomini sono giustificati senza la giustizia del Cristo mediante la quale egli ha meritato per noi, o che essi sono formalmente giusti proprio per essa: sia anatema.

11. Se qualcuno afferma che gli uomini sono giustificati o per la sola imputazione della giustizia del Cristo, o con la sola remissione dei peccati, senza la grazia e la carità che è diffusa nei loro cuori mediante lo Spirito santo (159) e inerisce ad essi; o anche che la grazia, con cui siamo giustificati, è solo favore di Dio: sia anatema.

12. Se qualcuno afferma che la fede giustificante non è altro che la fiducia nella divina misericordia, che rimette i peccati a motivo del Cristo, o che questa fiducia sola giustifica: sia anatema.



Concilio di Trento - SESSIONE VI (13 gennaio 1547)



giovedì 11 luglio 2013

Fermiamo la Legge contro l'omofobia.

di Gianfranco Amato
11/07/2013
La Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha approvato il testo base del DDL contro l’omofobia e la transfobia, testo che andrà all’esame dell’Aula il prossimo 22 luglio. Il termine per gli emendamenti scade martedì 16 luglio. In previsione di tale importante passaggio parlamentare, i Giuristi per la Vita - insieme a La Nuova Bussola Quotidiana - lanciano un appello per fermare questa iniziativa legislativa, che rischia seriamente di avere gravi ripercussioni sui diritti fondamentali dell’uomo riconosciuti dalla nostra Costituzione, tra cui il diritto alla libertà di pensiero (art.21) e alla libertà religiosa (art.19).

Dal punto di vista pratico, infatti, l’approvazione delle norme contro l’omofobia e la transfobia potrebbe determinare l’incriminazione, ad esempio, di tutti:

1. coloro che sollecitassero i parlamentari della Repubblica a non introdurre nella legislazione il “matrimonio” gay;

2. coloro che proponessero di escludere la facoltà di adottare un bambino a coppie omosessuali, atteso che, secondo l’approccio ideologico appena recepito dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, non ammettere una coppia gay al matrimonio costituirebbe discriminazione motivata dall’identità sessuale;

giovedì 4 luglio 2013

Pier Giorgio Frassati un testimone della fede in Cristo.


La vita di un giovane di 24 anni che ha illuminato e tutt'ora illumina la strada di molti altri giovani distanti nel tempo e nello spazio, ma non dal cuore.




Nasce nel 1901 a Torino da una famiglia ricca borghese. Quando, fanciullo, apprese i primi racconti del Vangelo, Pier Giorgio ne restò colpito, a volte in modo così profondo da diventare protagonista di gesti inattesi in un bimbo tanto piccolo. Dopo l'infanzia venne istruito con la sorella privatamente, e successivamente fu avviato alle scuole statali, ma Pier Giorgio in questi primi studi non mostrava molta attenzione, tanto che un anno fu bocciato. Vista la non brillante carriera scolastica, la famiglia lo affidò al salesiano don Cojazzi che oltre ad insegnargli la letteratura lo accosterà alla spiritualità cristiana.



Pier Giorgio è il primo a destra
"Come il sale dà sapore al cibo e la luce illumina le tenebre, così la santità dà senso pieno alla vita, rendendola riflesso della gloria di Dio. Quanti Santi, anche tra i giovani, annovera la storia della Chiesa! Tra i molti basti ricordare: Agnese di Roma, Teresa di Lisieux, Pier Giorgio Frassati… Scoprite le vostre radici cristiane, imparate la storia della Chiesa, approfondite la conoscenza dell'eredità spirituale che vi è stata trasmessa, seguite i testimoni e i maestri che vi hanno preceduto!".



I Frassati erano una delle famiglie più in vista della città, di estrazione alto-borghese. Il padre Alfredo era proprietario del quotidiano «La Stampa», ma Pier Giorgio, che non voleva i soldi di suo padre, aveva dichiarato pubblicamente che la sua eredità l'avrebbe divisa tutta con i poveri. Per essi aveva intrapreso gli studi molto difficili di ingegneria per diventare ingegnere minerario e così potersi dedicare al servizio di Cristo fra i minatori, tra i più derelitti degli operai. Avrebbe potuto allietare la sua giovinezza con ricevimenti e feste da ballo, ma preferiva essere il "facchino" dei poveri, trascinando per le vie di Torino i carretti carichi di masserizie degli sfrattati... e come membro della Conferenza di S. Vincenzo visitare le famiglie più bisognose per portarvi conforto e aiuto materiale. Vi si recava generalmente al mattino, prima delle lezioni all'Università, oppure nelle uscite serali, carico di pacchi, vincendo con la carità l'umana ripugnanza che si accompagnava al tanfo nauseante di certi tuguri.




Un albero lo si riconosce dai suoi frutti. E i frutti di Pier Giorgio sono davvero straordinari. In tutto il mondo sono circa millecinquecento le Associazioni a lui intitolate. Il suo nome è stato dato a Scuole, Oratori, Cappelle, complessi sportivi, Patronati, Circoli di studenti universitari. Nel solco di Pier Giorgio sono sorte Cooperative, iniziative sociali e culturali, gruppi e Centri giovanili. Chiese e parrocchie a lui dedicate sono in ogni angolo della terra, dall’Italia all’America Latina, dagli Stati Uniti all’Africa.




Dinamico, volitivo, pieno di vita, Pier Giorgio amava i fiori e la poesia, le scalate in montagna. Spesso raggiungeva a piedi il Santuario della Madonna di Oropa, il grande tempio mariano del Piemonte. Arrivato al Santuario, dopo un'ora di marcia e completamente digiuno, era solito assistere alla Santa Messa, poi faceva la Comunione, quindi si raccoglieva in preghiera nel transetto di destra, davanti all'immagine della Vergine Bruna. Nel ritorno verso casa recitava il Rosario lungo la via, ad alta voce, cantando le Litanie. Pier Giorgio amava anche comporre dei rosari con i semi di una pianta di Pollone, che poi regalava agli amici. Era questo un modo per ricordare loro l'impegno della preghiera e la devozione verso la Vergine, che per lui era irrinunciabile.


Il 28 maggio 1922, nella chiesa torinese di San Domenico, ricevette l'abito di terziario domenicano: Pier
Giorgio, da fervente discepolo di San Domenico, recitava ogni giorno il Rosario, che portava sempre nel taschino della giacca, non esitando a tirarlo fuori in qualsiasi momento per pregare, anche in tram o sul treno, persino per strada. 











"Il mio testamento - diceva, mostrando la corona del Rosario - lo porto sempre in tasca". Il 30 giugno 1925 Pier Giorgio accusa degli strani malesseri, emicrania e inappetenza: non è una banale influenza, ma una poliomielite fulminante che lo stronca in soli quattro giorni, il 4 luglio, tra lo sconcerto e il dolore dei suoi familiari e dei tanti amici e conoscenti, a soli 24 anni.
Sulla sua scrivania, accanto ai testi universitari, erano aperti l'Ufficio della Madonna e la vita di Santa
Caterina da Siena. Nasceva alla vita del Cielo di sabato, giorno mariano, così come anche di sabato, il Sabato Santo di ventiquattro anni prima, era venuto al mondo. È stato beatificato da Giovanni Paolo II il 20 maggio 1990.

Pier Giorgio è stato questo, e molto altro ancora. Difficile raccontarlo in poche parole. Da tutte le testimonianze e dai ricordi di chi lo conobbe balza fuori il ritratto di un giovane limpido e forte, acceso dalla gioia, dal cuore generoso e pieno di fede.


Testi tratti dal sito: www.stpauls.it






mercoledì 3 luglio 2013

L'undicesima piazza






di Massimo Introvigne
03-07-2013


È in corso in Italia una delle più importanti iniziative che, su scala mondiale, segnano l’Anno della fede: «Dieci piazze per dieci comandamenti», promossa dal Rinnovamento nello Spirito Santo e cui sia Benedetto XVI sia Papa Francesco hanno voluto partecipare con videomessaggi ai partecipanti. L’idea è di riprendersi le piazze di dieci grandi città italiane, in ciascuna proponendo uno dei dieci comandamenti, i quali – com’è noto – sono stati rivelati da Dio per soccorrere le difficoltà della nostra ragione ferita dal peccato originale, ma corrispondono a verità naturali che di per sé la ragione di ciascuno potrebbe riconoscere. Corrispondono a quella legge naturale che vale per tutti, cristiani e non cristiani, credenti e non credenti. Come spiega Papa Francesco nel suo videomessaggio, prima ancora che sulle tavole di pietra di Mosé i dieci comandamenti sono scritti nel cuore dell’uomo. Di ogni uomo, che creda o che non creda, così che proporli come antidoto alla crisi globale e anche come fonte ispiratrice della politica e delle leggi non è un maldestro tentativo della Chiesa di imporre la sua morale ai non credenti ma un richiamo al patrimonio comune della ragione. Quella ragione che non è né cristiana né musulmana, né atea né buddista, ma vale per tutti e a tutti chiede di essere rispettata.

martedì 2 luglio 2013

Prima Marcia Nazionale per la Famiglia e la Vita.



Sarebbe meraviglioso se gli organizzatori della Marcia per la Vita unissero le forze con chi si occupa della difesa della famiglia e in nome della perfetta complementarietà di "vita" e "famiglia" ci facessero dono della...

"Prima Marcia per la Famiglia e la Vita".

Che ne dite?


Il possibile nuovo logo della Marcia per la Vita e la Famiglia


La difesa della Vita NON può prescindere dalla difesa della Famiglia. Per questo sarebbe auspicabile che si potesse organizzare una manifestazione che le riguardasse entrambe.

In occasione della Marcia per la Vita a Roma, abbiamo marciato in tanti! L'auspicio é quello di essere molti di più e di difendere, insieme, quei valori da cui nasce il presupposto alla Vita!

venerdì 28 giugno 2013

Matrimonio omosessuale: regresso antropologico.



Matrimonio omosessuale.
Bergoglio: "regresso antropologico" .
(Il Cielo e la Terra - 2013)



28 giugno 2013 - ore 06:59

Sposatevi come natura comanda. Parla Ruini
“Le nozze gay sono un prodotto culturale che nega la realtà, non un diritto  ineludibile”

“L’uguaglianza intesa come negazione di ogni differenza è qualcosa che va contro la realtà”, dice al Foglio il cardinale Camillo Ruini commentando la sentenza con cui mercoledì la Corte suprema degli Stati Uniti ha dichiarato incostituzionale parte del Defense of Marriage Act, la legge che definiva il matrimonio come unione esclusiva tra uomo e donna sotto la giurisdizione federale. “Ci illudiamo se pensiamo di poter cancellare la natura con una nostra decisione personale o collettiva”, aggiunge ancora l’ex presidente della Cei.
La decisione della Corte sembra confermare che ci si trovi davanti a una valanga inarrestabile in cui ogni eccezione sull’equiparazione tra matrimonio eterosessuale e omosessuale sarà superata. E’ questo il terreno su cui si articolerà il dibattito sullo sviluppo della civiltà nel XXI secolo?

mercoledì 19 giugno 2013

La Dichiarazione conciliare Dignitatis Humanae e la "Libertà di Religione".



La Dichiarazione conciliare Dignitatis Humanae riguarda il tema della libertà di religione. Di per sé non è il documento più importante del Vaticano II, però è senz’altro quello che maggiormente è stato assunto a simbolo della presunta “svolta” attuata dal Concilio rispetto al passato. Coloro che interpretano il Concilio non in continuità ma come una svolta si rifanno sempre e principalmente alla Dignitatis humanae. Per questo motivo su questa Costituzione si cono concentrate le maggiori polemiche, che molto spesso impediscono, più che favorire, una corretta lettura del documento. Le opposte fazioni vi sovrappongono le proprie tesi preconcette e laDignitatis humanae è spesso stata utilizzata come una bandiera o un terreno di lotta piuttosto che un autorevole documento da leggersi in continuità con la dottrina e la tradizione cattolica. Detta in altri termini: è il documento più “spinoso” del Vaticano II.


Pio IX si era sbagliato?

lunedì 10 giugno 2013

Il Senso e il Valore della rinuncia.





Grazie Santità! 
Le nostre preghiere, il nostro affetto, la nostra devozione rimarranno inalterate.




“Il Signore mi chiama a ‘salire sul monte’, a dedicarmi ancora di più alla preghiera e alla meditazione. Ma questo non significa abbandonare la Chiesa, anzi, se Dio mi chiede questo è proprio perché io possa continuare a servirla con la stessa dedizione e lo stesso amore con cui l’ho fatto fino ad ora, ma in un modo più adatto alla mia età e alle mie forze. Vi ringrazio per l’affetto e la condivisione, specialmente nella preghiera, di questo momento particolare per la mia persona e per la Chiesa. Grazie, nella preghiera siamo sempre vicini!”.
(Benedetto XVI, 24 febbraio 2013)

                                                                              ***

Il “sempre” è anche un “per sempre” - non c’è più un ritornare nel privato. La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo. Non ritorno alla vita privata, a una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso. Non porto più la potestà dell’officio per il governo della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di san Pietro. San Benedetto, il cui nome porto da Papa, mi sarà di grande esempio in questo. Egli ci ha mostrato la via per una vita, che, attiva o passiva, appartiene totalmente all’opera di Dio.
Ringrazio tutti e ciascuno anche per il rispetto e la comprensione con cui avete accolto questa decisione così importante. Io continuerò ad accompagnare il cammino della Chiesa con la preghiera e la riflessione, con quella dedizione al Signore e alla sua Sposa che ho cercato di vivere fino ad ora ogni giorno e che vorrei vivere sempre. Vi chiedo di ricordarmi davanti a Dio, e soprattutto di pregare per i Cardinali, chiamati ad un compito così rilevante, e per il nuovo Successore dell’Apostolo Pietro: il Signore lo accompagni con la luce e la forza del suo Spirito.
Invochiamo la materna intercessione della Vergine Maria Madre di Dio e della Chiesa perché accompagni ciascuno di noi e l’intera comunità ecclesiale; a Lei ci affidiamo, con profonda fiducia.
Cari amici! Dio guida la sua Chiesa, la sorregge sempre anche e soprattutto nei momenti difficili. Non perdiamo mai questa visione di fede, che è l’unica vera visione del cammino della Chiesa e del mondo. Nel nostro cuore, nel cuore di ciascuno di voi, ci sia sempre la gioiosa certezza che il Signore ci è accanto, non ci abbandona, ci è vicino e ci avvolge con il suo amore. Grazie!
(Benedetto XVI 27 febbraio 2013)

sabato 8 giugno 2013

La mentalità laicista vorrebbe relegare i valori cristiani nella riserva dei punti di vista personali.



La mentalità laicista vorrebbe relegare i valori cristiani nella riserva dei punti di vista personali. Ma non ha lo stesso atteggiamento di fronte ad altri modi pensare.

In futuro, sarà sempre più centrale questa distinzione fra “privato” e “pubblico”.

Lo so. Quando si parla di pubblico e privato, si va sempre a finire in discorsi complicati.
Vorrei però mettere a confronto due circostanze diverse e solo apparentemente slegate fra di loro. Una che riguarda l’obiezione di coscienza e l’altra una performance dal titolo “Sodomia d’artista” contro l’omofobia.

L’obiezione, in particolare alla 194, è in questo periodo nuovamente attaccata come un qualcosa di non proprio giusto. In un recente articolo apparso su Micromega il 3 giugno, l’obiezione viene definita un “diritto di prepotenza contro il diritto di tutela della donna alla maternità voluta e responsabile”.
Nello stesso articolo, non si fa mai, nemmeno una volta, menzione al motivo per cui si obietta: l’uccisione di un innocente. Taciuto questo piccolo dettaglio, l’obiettore diventa un rompiscatole, irrazionalmente arroccato su posizioni integraliste, uno che è meglio non incontrare al cambio turno. Soprattutto diventa un atomo asociale e pericoloso, perché sulla base di alcune sue convinzioni private può causare un problema pubblico di salute.

domenica 26 maggio 2013

L’Eucarestia: diritto o dono?



L’Eucarestia: diritto o dono?

Intervista con S.E. mons. Raymond L. Burke

a cura di Thomas J. McKenna

S.E. mons. Raymond L. Burke, finora arcivescovo di Saint Louis, è stato chiamato lo scorso giugno in Vaticano dal Santo Padre per dirigere il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Affrontiamo con lui il fondamentale tema del rispetto della Santa Eucaristia e degli aspetti pastorali del can. 915 del C.I.C. 

Eccellenza, sembra che oggi prevalga una visione lassista nei riguardi della ricezione dell’Eucaristia. Perché? Crede poi che questo influenzi i fedeli nel modo di vivere come cattolici?

Una delle ragioni per cui credo che questo lassismo sia andato sviluppandosi è l’insufficiente enfasi nel­la devozione eucaristica: in modo speciale median­te il culto al Santissimo con le processioni; con le be­nedizioni del Santissimo; con tempi più lunghi per l’adorazione solenne e con la devozione delle Qua­ranta Ore.

Senza devozione al Santissimo Sacramento la gente perde rapidamente la fede eucaristica. Sappia­mo che c’è una percentuale elevata di cattolici che non crede che sotto le specie eucaristiche ci siano il cor­po e il sangue di Cristo. Sappiamo inoltre esserci un’al­larmante percentuale di cattolici che non partecipa­no alla Messa domenicale.

E' tempo di 8XMille.


da documentazione.info, 18/04/13

E’ cominciata la campagna dell’8×1000 alla Chiesa Cattolica, un tema che è spesso oggetto di discussione. Cerchiamo di fare un po’ di ordine sull’argomento offrendo alcuni numeri e dati.

Ogni cittadino, tutti gli anni, è chiamato a scegliere a chi va destinato l’8×1000 del gettito complessivo dell’Irpef: allo Stato, alla Chiesa Cattolica o ad altre istituzioni religiose. Secondo le informazioni fornite dagli uffici della Ragioneria generale dello Stato, il 43,5 per cento dei contribuenti ha effettuato la scelta relativa alla destinazione dell’otto per mille, di questi l’85% ha scelto la Chiesa Cattolica. Stando ai dati del 2008 i contribuenti in italia sono circa 40 milioni. Ciò significa che sono circa15 milioni gli italiani che hanno espresso la loro preferenza di destinare l’8×1000 in maggiornaza alla Chiesa cattolica. Qualsiasi sondaggio non avrebbe cifre così rappresentative.

Sul sito www.8×1000.it la Chiesa Cattolica pubblica periodicamente il rendiconto che distribuisce anche a tutte le redazioni dei media. L’uso dell’8×1000 è descritto nel dettaglio sul sito www.chiediloaloro.it dove si può vedere come vengono utilizzati i proventi sul territorio. I dati sono aggiornati all’aprile del 2012.

Quant’è l’8×1000 alla Chiesa

lunedì 20 maggio 2013

Merci aux Veilleurs!



"Nous sommes les Veilleurs. Nous venons en paix défendre le droit des enfants à grandir dans l'amour complémentaire d'un père et d'une mère."


"Noi siamo coloro che vegliano. Veniamo in pace per difendere il diritto dei bambini di crescere nell'amore complementare di un padre e una madre."



Mons. Paglia: L'unione tra uomo e donna regola il rapporto tra le generazioni: è il solo matrimonio.

Il matrimonio è l’istituzione preposta a regolare il rapporto fra le generazioni , ed è fondata quindi sulla differenza fertile fra i due contraenti, la donna e l’uomo. Cioè sulla relazione generatrice fra due categorie di individui non equivalenti e non intercambiabili: le donne e gli uomini. Dall’unione matrimoniale ha origine una nuova rete parentale, fondata sulla sfera giuridica che nasce dai legami naturali tra ascendenti e discendenti.. 

Mi permetto di entrare nelle riflessioni proposte da Chiara Saraceno in merito al matrimonio («Famiglie arcobaleno tra diritti e doveri») esposte ieri sulla Repubblica. L’intero discorso di Saraceno, anche se non ricorre apertamente a questa formulazione, mi pare si fondi sull’idea che il matrimonio e la filiazione siano dei 'diritti', a cui devono accedere tutti: il matrimonio e la filiazione per gli omosessuali, quindi costituirebbe solamente un allargamento dei diritti a una minoranza sfavorita.

Per fare questo, deve ridurre il matrimonio – o, meglio, come la sociologa dice – il matrimonio oggi, alla «scelta libera di due persone di mettere in atto una vita in comune, basata sulla solidarietà reciproca e sull’affetto». Quello che così si definisce è senza dubbio un legame positivo fra le persone, ma il matrimonio è un’altra cosa. Il matrimonio, infatti, è l’istituzione preposta a regolare il rapporto fra le generazioni , ed è fondata quindi sulla differenza fertile fra i due contraenti, la donna e l’uomo. Cioè sulla relazione generatrice fra due categorie di individui non equivalenti e non intercambiabili: le donne e gli uomini. Dall’unione matrimoniale ha origine una nuova rete parentale, fondata sulla sfera giuridica che nasce dai legami naturali tra ascendenti e discendenti, come ha sottolineato Claude Levi-Strauss a Tokyo nel 1986: «I legami biologici forniscono il modello sul quale sono costruiti i legami di parentela».

È davvero così saggio cancellare tutto questo?

domenica 19 maggio 2013

Il Vangelo della vita nella vita moderna.

Il Vangelo della vita nella vita moderna.
Roma, Universitá Pontificia Regina Apostolorum, 11 Maggio 2013
Relazione del Cardinale Carlo Caffarra.




1. Vorrei iniziare col dire molto semplicemente quale è il nucleo essenziale del Vangelo della vita. Mi servo di un testo di Giovanni Paolo II. "Quale valore deve avere l’uomo davanti agli occhi del creatore, se ha meritato di avere un tanto nobile e grande redentore, se Dio ha dato il suo Figlio, affinché egli, l’uomo, non muoia ma abbia la vita eterna? In realtà, quel profondo stupore riguardo al valore e alla dignità dell’uomo si chiama evangelo, cioè la buona novella. Si chiama anche cristianesimo". [Lett. Enc. Redemptor hominis 10; EE 8, 28-29].
Il Vangelo della vita è la bella notizia che Dio si prende cura di ogni uomo. E questa è la dimensione oggettiva, il suo contenuto espresso fin dalle prime professioni di fede nella formula: "per noi" [pro nobis – υπερ εμώυ]. Accolta dall’uomo, ritenuta mediante la fede assolutamente vera, quella bella notizia produce nella coscienza dell’uomo non solo lode a Dio piena di gratitudine, ma anche un "profondo stupore riguardo al valore e alla dignità dell’uomo". E’ questa la dimensione soggettiva del Vangelo della vita, il suo contenuto propriamente antropologico.

venerdì 17 maggio 2013

"Speciale Marcia per la Vita 2013"

Ecco una carrellata di interviste a cura di Giulia Tanel pubblicate nel sito di Corrispondenza Romana nello "Speciale Marcia per la Vita 2013"
Buona Visione! 


















lunedì 13 maggio 2013

Un successo la terza edizione della Marcia per la Vita.

Difendere la vita è difendere la vita, ma è anche fare un’operazione culturale alternativa alla cultura attuale: ricominciare a parlare di un ordine e non solo di autodeterminazione.
(Mons. G. Crepaldi)

La Marcia per la Vita è iniziata al Colosseo con i saluti dei numerosi rappresentanti di movimenti pro-life giunti da tutto il mondo, tra i quali Jeanne Monahan, presidente della March for Life di Washington, Lila Rose, considerata dall’organizzazione abortista Planned Parenthood come la nemica numero uno, Geoffrey Strickland, di Priest for Life, il dottor Xavier Dor, medico condannato 15 volte in Francia per aver lottato contro l’aborto, Blondine Serieyx, rappresentante della Manif pour tous francese, Antony Burkhard, rappresentante di Droit de naitre, altra associazione francese impegnata nella difesa della vita e Federica Iannace Swift, dell’irlandese Youth Defence .

"La nostra Marcia è quella di un popolo della vita che, difendendo la vita, vuole infondere nuova vita in una società che si decompone e muore“, ha detto Virginia Coda Nunziante, portavoce dell’evento, nel suo discorso di apertura. Ha parlato anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che ha denunciato la “strage degli innocenti” che si consuma con l’aborto. Il primo cittadino ha seguito il corteo fino a Piazza Venezia. Ha percorso invece tutto il tragitto della Marcia, dal Colosseo a Castel Sant’Angelo, Sua Emin. il card. Raymond Leo Burke, il quale, nell’adorazione eucaristica tenutasi alla vigilia, ha definito la manifestazione “espressione di fede cattolica e atto di servizio alla società in cui viviamo e al suo bene comune“.

La Marcia si è svolta in un clima pacifico e festoso, in un tripudio di bandiere, di slogan e di cartelli grandi e piccoli inneggianti alla vita e contro la legislazione abortista vigente in Italia e altri Paesi del mondo. Tantissimi i giovani e le famiglie con bambini, a testimoniare che non di battaglia di retroguardia si tratta, ma di lotta per un avvenire e una società più giusti.
Foltissimo il numero dei religiosi presenti, tra i quali l’Istituto del Verbo Incarnato, i Francescani dell’Immacolata e gli Orionini, questi ultimi guidati dal loro superiore generale don Flavio Peloso.


La manifestazione si è conclusa in piazza san Pietro, dove il Papa, che già aveva salutato la Marcia per la Vita nel suo Regina Coeli, è sceso tra la folla incontrando i partecipanti.




Roma, 12 maggio 2013


fonte: www.marciaperlavita.it