domenica 29 novembre 2009

Trailer del Film sulle Apparizioni di Fatima: Il Tredicesimo Giorno




Trailer del film The 13th day realizzato nel 2009 da Ian e Dominic Higgins, con Jane Lesley, Michael D'Cruze, Kelley Costigan, Tarek Merlin...



per maggiori informazioni visita il sito:
Il Tredicesimo Giorno

I Domenica di Avvento - 2009




INTRÓITUS
Ps. 24, 1-3 - Ad te levávi ánimam meam: Deus meus, in te confído, non erubéscam: neque irrídeant me inimíci mei: étenim univérsi, qui te exspéctant, non confundéntur. Ps. 24, 4 - Vias tuas, Dómine, demónstra mihi: et sémitas tuas édoce me. Glória Patri… Ps. 24, 1-3 - Ad te levávi ánimam meam:…

A te offro, Di la mai vita : Dio mio, in te confido. Che io non resti confuso, non esultino per me i miei nemici; chiunque in te spera non resta confuso. Mostrami, Signore le tue vie, insegnami le tue strade. Gloria al Padre.

Tratto dal Missale Romanum a.D. 1962 promulgatum
e traduzione italiana delle letture secondo
la traduzione proposta dalle CEI




EVANGÉLIUM Sequéntia S. Evangélii secundum Lucam, 21, 25-33

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Erunt signa in sole et luna, et stellis, et in terris pressúra géntium præ confusióne sónitus maris, et flúctuum: arescéntibus homínibus præ timóre et exspectatióne, quæ supervénient univérso orbi: nam virtútes coelórum movebúntur. Et tunc vidébunt Fílium hóminis veniéntem in nube cum potestáte magna, et maiestáte. His áutem fíeri incipiéntibus, respícite, et leváte cápita vestra: quóniam appropínquat redémptio vestra. Et dixit illis similitúdinem: Vidéte ficúlneam, et omnes árbores: cum prodúcunt iam ex se fructum, scitis quóniam prope est æstas. Ita et vos cum vidéritis hæc fíeri, scitóte quóniam prope est regnum Dei. Amen dico vobis, quia non præteríbit generátio hæc, donec ómnia fiant. Coélum et terra transíbunt: verba áutem mea non transíbunt.

M. - Laus tibi Christe.


In quel tempo: Gesù disse ai suoi Discepoli vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande. Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina". E disse loro una parabola: "Guardate il fico e tutte le piante; quando già germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai l'estate è vicina. Così pure, quando voi vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità vi dico: non passerà questa generazione finché tutto ciò sia avvenuto. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

M. - Laus tibi Christe.

sabato 28 novembre 2009

S. Messa Pontificale in forma straordinaria tradizionale



S. Messa Pontificale celebrata nella forma straordinaria tradizionale dal
Prefetto della Congregazione per il Culto.
Pontificale del Cardinale Canizares Llovera
presso la Basilica Lateranense in Roma il 21 aprile 2009.
Servizio liturgico e corale dei Francescani dell'Immacolata.

http://curiaffi.immaculatum.net/tvimmacolata/

domenica 22 novembre 2009

FESTA DI CRISTO RE DELL'UNIVERSO


♥ ATTO DI CONSACRAZIONE DEL GENERE UMANO A CRISTO RE ♥



« O Gesù dolcissimo, o Redentore del genere umano, riguarda a noi umilmente prostrati innanzi a te. Noi siamo tuoi, e tuoi vogliamo essere; e per vivere a te più strettamente congiunti, ecco che ognuno di noi, oggi spontaneamente si consacra al tuo sacratissimo Cuore.

« Molti, purtroppo, non ti conobbero mai; molti, disprezzando i tuoi comanda­menti, ti ripudiarono. O benignissimo Ge­sù, abbi misericordia e degli uni e degli altri e tutti quanti attira al tuo sacratissi­mo Cuore.

« O Signore, sii il Re non solo dei fe­deli, che non si allontanarono mai da te, ma anche di quei figli prodighi che ti abbandonarono; fa' che questi, quanto pri­ma, ritornino alla casa paterna, per non morire di miseria e di fame. Sii il Re di coloro, che vivono nell'inganno e nell'er­rore, o per discordia da te separati: ri­chiamali al porto della verità, all'unità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile sotto un solo pastore.

« Largisci, o Signore, incolumità e liber­tà sicura alla tua Chiesa, concedi a tutti i popoli la tranquillità dell'ordine: fa' che da un capo all'altro della terra risuoni quest'unica voce: Sia lode a quel Cuore divino, da cui venne la nostra salute; a lui si canti gloria e onore nei secoli dei secoli. Amen ».

(Indulgenza plenaria, se si recita pub­blicamente nella solennità di Cristo Re; parziale, invece, se si recita privatamente).

sabato 21 novembre 2009

La propaganda della Carfagna


Ministro Carfagna e l' "omofobia": 2 MILIONI di euro per la propaganda contro un reato che non c'è...

C’è una domanda preventiva a qualsiasi discussione o valutazione sul tema dell’ideologia di genere e dell’omofobia: è una cosa positiva che ci siano gay, lesbiche, bi e transessuali? ossia è una ricchezza, una possibilità in più che arricchisce l’umanità? Oppure no, rappresenta un disordine, un problema per loro anzitutto, ma anche per la società nella misura in cui questa condizione richiede visibilità, equiparazione con le persone eterosessuali, possibilità di diventare una famiglia a tutti gli effetti? Qualcuno dirà semplicemente che è un fatto, del quale prendere atto. Certamente, ma per fare che cosa? Per affermare che le differenze non sono importanti, come sostiene la campagna del ministro Carfagna, che non esistono identità e ruoli naturali, come sostengono le associazioni glbt (gay, lesbiche, bi e transessuali) in perfetta sintonia con il Dipartimento delle pari opportunità, oppure per sostenere il matrimonio e la famiglia naturali, aiutando coloro che subiscono un disturbo e vorrebbero trovare l’equilibrio che non hanno, come dovrebbe fare la Chiesa cattolica? Perché la domanda, semplicemente, è se esiste una natura e un progetto che si esprime anche attraverso la sessualità, oppure se tutto è nelle mani del desiderio del singolo. Il resto, ossia le aggressioni contro gli omosessuali e i transessuali, le ingiurie o il disprezzo per questa condizione di diversità, c’entrano veramente poco. Sono atti criminali da perseguire penalmente perché offensivi dei diritti di una persona, da tutelare come tutte le altre, indipendentemente dal fatto di essere omo o transessuale. E il modo più umano di riconoscere la dignità di queste persone sarebbe proprio quello di tutelarne l’umanità come avviene con chiunque, indipendentemente dall’orientamento sessuale.Invece l’obiettivo della legge contro l’omofobia è un altro. Si tratta di ripetere quello che avviene nella grande maggioranza dei Paesi europei, dove gay, lesbiche, omo e transessuali beneficiano di una legge speciale che li tutela non come persone ma appunto come una categoria a parte. Lo scopo è evidente: si tratta di “sdoganare” queste categorie, di attribuire loro dei diritti come tali, non come persone eguali alle altre. E’ uno dei principali presupposti perché glbt possano ottenere il diritto di “fare una famiglia”, di adottare bambini; soprattutto, si tratta di un passaggio culturale di straordinaria portata, che colpisce un punto centrale della cultura e della civiltà occidentali.In Italia, una legge contro l’omofobia è stata dichiarata incostituzionale dalla Camera dei deputati. Forse non tutti i protagonisti di questa vicenda politico-parlamentare si sono resi conto della portata del gesto, che ha visto un Parlamento in controtendenza annunciare «la verità sull’uomo». Ma se ne sono accorte le associazioni glbt che hanno cercato di correre ai ripari, trovando la sponda del Dipartimento delle pari opportunità, sfruttando anche il tema dell’inaccettabile diversità dell’Italia rispetto all’Europa, ossia ai dettami della Unione Europea. Così è nata la campagna propagandistica da due milioni di euro del ministro Carfagna, esplicitamente orientata a ripresentare in Parlamento una nuova legge contro l’omofobia che contenga lo stesso principio di quella dichiarata anticostituzionale, entro sei mesi; inoltre, il progetto prevede un filmato, volantini e manifesti che verranno distribuiti e affissi in tutte le città e nelle scuole.Chi ha visto la conferenza stampa di presentazione del progetto del ministro Carfagna ha ricavato motivi di profondo stupore. Intanto per l’enfasi con cui il ministro ha voluto coinvolgere la Presidenza del consiglio e il governo tutto nell’iniziativa e poi per l’entusiasmo con cui ha ringraziato le associazioni lgbt, tutte presenti con i loro dirigenti, che sono quindi intervenuti per ringraziare il ministro e annunciare il proseguimento della lotta nella società e nel Parlamento. Sembrava di assistere alla festa di conclusione di un progetto concordato. Chi ha avuto una diretta esperienza di questo mondo perché conosce un parente o un genitore o un amico che vi sono stati coinvolti a diverso titolo, sa quanto dolore nasca da queste esperienze. Si ripete il dramma del divorzio, dell’aborto, della droga: presentati come conquiste di libertà, in realtà producono sofferenza e lacerazioni. Ed è quasi soltanto la Chiesa, fra l’altro, a piegarsi sulle vittime per aiutarle a recuperare la pace e la dignità. Altro non piccolo paradosso, questo, che puntualmente si ripete nel caso dell’omosessualità, dove di tutto si parla, almeno in Italia, tranne che del diritto di cercare un accompagnamento psicologico verso l’eterosessualità da parte di chi lo desidera. Così, proprio nei giorni in cui il Parlamento approva una finanziaria senza alcuna facilitazione per le famiglie, soprattutto quelle con figli, il ministero delle pari opportunità spende due milioni dei soldi degli italiani per una campagna ideologica sostenuta dalle associazioni glbt.
Marco Invernizzi

17 novembre 2009
per approfondire leggi anche:

domenica 15 novembre 2009




"Non è il potere che redime, ma l'Amore!
Il Dio, che è divenuto Agnello,
ci dice che il mondo vien salvato dal Crocefisso
e non dai crocifissori.
Il mondo è redento dalla Pazienza di Dio
e distrutto dall'impazienza degli uomini."
(Benedetto XVI)

giovedì 12 novembre 2009

Costituzione apostolica ''Anglicanorum coetibus''.




Il Papa apre la porta ai gruppi di anglicani che hanno chiesto di tornare alla Chiesa cattolica ammettendo anche qualche deroga per sacerdoti e vescovi sposati, precisando pero' con decisione che cio' ''non significa in alcun modo un cambiamento nella disciplina della Chiesa per quanto riguarda il celibato sacerdotale''. Il chiarimento e' giunto con la pubblicazione della Costituzione apostolica ''Anglicanorum coetibus''.

Annunciata 20 giorni fa, porta la data del 4 novembre e la firma di Benedetto XVI, accompagnata da una serie di note e spiegazioni in cui si ribadisce, fra l'altro, l'importanza del documento, che ''apre una nuova strada per la promozione dell'unita' dei cristiani'' e non compromettera' in alcun modo il dialogo ecumenico con la Comunione anglicana. Quello del celibato ne costituisce in realta' un dettaglio, anche se particolarmente delicato, tanto da richiedere ancora qualche passaggio, tra cui la fissazione di ''criteri oggettivi'' in base ai quali il pontefice potra' consentire ''caso per caso'' a sacerdoti sposati gia' anglicani di diventare preti cattolici, ma solo all'interno degli Ordinariati speciali creati ad hoc con la nuova Costituzione. E' certo, comunque, che i sacerdoti sposati non potranno diventare vescovi, e che non potranno rientrare in piena comunione con Roma i sacerdoti ex cattolici passati alla chiesa anglicana dopo aver contratto matrimonio. Sono esclusi, poi, tutti gli ''irregolari'', conviventi o divorziati. Ma, soprattutto, il Papa ha ribadito che per nessun sacerdote cattolico saranno ammesse deroghe al celibato che resta, come dice il Concilio Vaticano II, ''segno e allo stesso tempo stimolo della carita' pastorale'' che ''annuncia in modo radioso il regno di Dio''. Del resto, la Costituzione - ha spiegato il portavoce della Santa Sede padre Lombardi - ''non e' un'iniziativa che abbia avuto origine dalla Santa Sede'', ma ''una risposta generosa da parte del Santo Padre alla legittima aspirazione'' di alcuni gruppi che ne hanno fatto richiesta, per i quali, tuttavia, la Chiesa cattolica non e' disposta a mutare nulla al suo proprio interno, ne' norme ne' riti. Da qui la decisione di istituire gli Ordinariati personali, apposite strutture che consentiranno agli ex anglicani di conservare il proprio patrimonio culturale e liturgico senza entrare in rotta di collisione con la chiesa di Roma. Il ''santo desiderio'' avanzato da interi gruppi di anglicani di tornare alla chiesa cattolica, soprattutto quelli piu' tradizionalisti ostili alle ordinazioni di donne e gay, potra' cosi' essere realizzato, riparando la ''ferita'' che ogni disunione rappresenta per la chiesa cattolica. Gli Ordinariati, comunque, pur nella loro autonomia, dovranno rispondere a precise regole, armonizzare la propria attivita' con le Conferenze episcopali del territorio e rispondere alla Congregazione per la Dottrina della Fede e agli altri dicasteri romani. La nomina degli Ordinari spettera' al Papa. La Chiesa non muta, dunque, la sua sostanza, pur senza negare il benvenuto a chi vi si voglia unire. Una decisione, quella sugli anglicani, in cui ''non possiamo non vedere riflessa - ha sottolineato oggi il presidente della Cei, card.Angelo Bagnasco - l'impronta dell'attuale pontefice, indomito e dolce, coraggioso e illuminato''.

Fonte: Korazin.org

lunedì 9 novembre 2009

Visita virtuale alla Basilica Lateranense


Basilica Papale San Giovanni in Laterano


San Giovanni in Laterano è la Cattedrale di Roma, la madre di tutte le chiese a Roma e nel mondo. Fondata da Costantino, durante il regno di Silvestro (314-335) fu distrutta e ricostruita molte volte. La basilica attuale risale al XVII sec.
Ancora oggi il complesso di San Giovanni in Laterano è considerato la Chiesa
"Caput et mater omnium ecclesiarum Urbis et Orbis"

cliccare qui:
per ammirarne i magnifici interni....








Le sette offerte al Preziosissimo Sangue di Gesù



Io ti offro, o Padre eterno, i meriti del Prezio­so Sangue del tuo Figlio prediletto, il mio divino Redentore, per la gloria e il riconoscimento del­la santa Chiesa mia Madre, per la conversione e la prosperità del suo capo visibile, il sovrano Pontefice, per i cardinali, i vescovi, i pastori del­le anime, e per tutti i ministri.

Sii sempre benedetto e ringraziato, Gesù, per averci salvato a prezzo del tuo Sangue.

Gloria al Padre.

SECONDA OFFERTA
Io ti offro, o Padre eterno, i meriti del Prezio­so Sangue del tuo Figlio prediletto, il mio divino Redentore, per la pace e la concordia dei nostri governanti e per la felicità del popolo cristiano.

Sii sempre benedetto e ringraziato, Gesù, per averci salvato a prezzo del tuo Sangue.

Gloria al Padre.

TERZA OFFERTA
Io ti offro, o Padre eterno, i meriti del Prezio­so Sangue del tuo Figlio prediletto, il mio divino Redentore, per l'estirpazione di tutte le eresie, per la conversione dei peccatori.
Sii sempre benedetto e ringraziato, Gesù, per averci salvato a prezzo del tuo Sangue.

Gloria al Padre.

QUARTA OFFERTA
Io ti offro, o Padre eterno, i meriti del Prezio­so Sangue del tuo Figlio prediletto, il mio divino Redentore, per i miei genitori, i miei amici e i miei nemici, per gli indigenti, gli infermi e tutti quelli che soffrono, e anche per tutti coloro che hanno bisogno delle mie preghiere.
Sii sempre benedetto e ringraziato, Gesù, per averci salvato a prezzo del tuo Sangue.

Gloria al Padre.

QUINTA OFFERTA
Io ti offro, o Padre eterno, i meriti del Prezio­so Sangue del tuo Figlio prediletto, il mio divino Redentore, per tutti coloro che passeranno oggi all'altra vita, affinché tu li liberi dalle pene dell’inferno per ammetterli alla gioia totale del Paradiso.
Sii sempre benedetto e ringraziato, Gesù, per averci salvato a prezzo del tuo Sangue.

Gloria al Padre.

SESTA OFFERTA
Io ti offro, o Padre eterno, i meriti del Prezio­so Sangue del tuo Figlio prediletto, il mio divino Redentore, per tutti quelli che sono così devoti verso questo grande tesoro, per coloro che sono con me nell'adorazione che gli rendo, e infine per coloro che cercano di promulgare questa santa devozione.
Sii sempre benedetto e ringraziato, Gesù, per averci salvato a prezzo del tuo Sangue.

Gloria al Padre.

SETTIMA OFFERTA
Io ti offro, o Padre eterno, i meriti del Prezio­so Sangue del tuo Figlio prediletto, il mio divino Redentore, per tutti i bisogni spirituali e tempo­rali, e per il sollievo delle anime del Purgatorio, specialmente di quelle che sono state più devo­te verso il prezzo della nostra redenzione e ver­so il dolore di Maria, la nostra Santa Madre.
Sii sempre benedetto e ringraziato, Gesù, per averci salvato a prezzo del tuo Sangue.

Gloria al Padre.

Padre eterno, ti offro il Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo, in espiazione dei miei peccati e per i bisogni della santa Chiesa. Amen.

venerdì 6 novembre 2009

La sentenza insensata!


Quei muri appesi ai Crocefissi…


Gesù è stato giudicato – duemila anni fa – dalle varie magistrature del suo tempo. E sappiamo cosa decise la “giustizia” di allora.

Oggi la Corte europea di Strasburgo ha emesso una sentenza secondo cui lasciare esposta nelle scuole la raffigurazione di quell’Innocente massacrato dalla “giustizia umana” viola la libertà religiosa.

E’ stato notato che semmai il crocifisso ricorda a tutti che cosa è la giustizia umana e cosa è il potere ed è quindi un grande simbolo di laicità (sì, proprio laicità) e di libertà (viene da chiedersi se gli antichi giudici di Gesù sarebbero contenti o scontenti che una sentenza di oggi cancelli l’immagine di quel loro “errore giudiziario” o meglio di quella loro orrenda ingiustizia).

Ma discutiamo pacatamente le ragioni della sentenza di oggi: il crocifisso nelle aule, dicono i giudici, costituisce “una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”.

Per quanto riguarda la prima ragione obietto che quel diritto dei genitori è piuttosto leso da legislazioni stataliste che non riconoscono la libertà di educazione e che magari usano la scuola pubblica per indottrinamenti ideologici.

La seconda ragione è ancor più assurda. Il crocifisso sul muro non impone niente a nessuno, ma è il simbolo della nostra storia. Una sentenza simile va bocciata anzitutto per mancanza di senso storico, cioè di consapevolezza culturale, questione dirimente visto che si parla di scuole. Pare ignara di cosa sia la storia e la cultura del nostro popolo.

Per coerenza i giudici dovrebbero far cancellare anche le feste scolastiche di Natale (due settimane) e di Pasqua (una settimana), perché violerebbero la libertà religiosa.

Stando a questa sentenza, l’esistenza stessa della nostra tradizione bimillenaria e la fede del nostro popolo (che al 90 per cento sceglie volontariamente l’ora di religione cattolica) sono di per sé un “attentato” alla libertà altrui.

I giudici di Strasburgo dovrebbero esigere la cancellazione dai programmi scolastici di gran parte della storia dell’arte e dell’architettura, di fondamenti della letteratura come Dante (su cui peraltro si basa la lingua italiana: cancellata anche questa?) o Manzoni, di gran parte del programma di storia, di interi repertori di musica classica e di tanta parte del programma di filosofia.

Infatti tutta la nostra cultura è così intrisa di cristianesimo che doverla studiare a scuola dovrebbe essere considerato – stando a quei giudici – un attentato alla libertà religiosa. In lingua ebraica le lettere della parola “italia” significano “isola della rugiada divina”: vogliamo cancellare anche il nome della nostra patria per non offendere gli atei? E l’Inno nazionale che richiama a Dio?

Perfino lo stradario delle nostre città (Piazza del Duomo, via San Giacomo, piazza San Francesco) va stravolto? Addirittura l’aspetto (che tanto amiamo) delle vigne e delle colline umbre e toscane – come spiegava Franco Rodano – è dovuto alla storia cristiana e ad un certo senso cattolico del lavoro della terra: vogliamo cancellare anche quelle?

Ma non solo. Come suggerisce Alfredo Mantovano, “se un crocifisso in un’aula di scuola è causa di turbamento e di discriminazione, ancora di più il Duomo che ‘incombe’ su Milano o la Santa Casa di Loreto, che tutti vedono dall’autostrada Bologna-Taranto: la Corte europea dei diritti dell’uomo disporrà l’abbattimento di entrambi?”

Signori giudici, si deve disporre un vasto piano di demolizioni, di cui peraltro dovrebbero far parte pure gli ospedali e le università (a cominciare da quella di Oxford) perlopiù nati proprio dal seno della Chiesa?

Infine (spazzata via la Magna Charta, san Tommaso e la grande Scuola di Salamanca) si dovrebbero demolire pure la democrazia e gli stessi diritti dell’uomo (a cominciare dalla Corte di Strasburgo) letteralmente partoriti e legittimati (con il diritto internazionale) dal pensiero teologico cattolico e dalla storia cristiana?

La stessa Costituzione italiana – fondata sulle nozioni di “persona umana” e di “corpi intermedi” (le comunità che stanno fra individui e Stato) – è intrisa di pensiero cattolico. Cancelliamo anche quella come un attentato alla libertà di chi non è cattolico?

E l’Europa? L’esistenza stessa dell’Europa si deve alla storia cristiana, se non altro perché senza il Papa e i re cristiani prima sui Pirenei, poi a Lepanto e a Vienna, l’Europa sarebbe stata spazzata via diventando un califfato islamico.

Direte che esagero a legare al crocifisso tutto questo. Ma c’è una controprova storica. Infatti sono stati i due mostri del Novecento – nazismo e comunismo – a tentare anzitutto di spazzare via i crocifissi dalle aule scolastiche e dalla storia europea.

Odiavano l’innocente Figlio di Dio massacrato sulla croce, furono sanguinari persecutori della Chiesa e del popolo ebraico (i due popoli di Gesù) che martirizzarono in ogni modo e furono nemici assoluti (e devastatori) della democrazia e dei diritti dell’uomo (oltreché della cultura cristiana dell’Europa e della civiltà).

Il nazismo appena salito al potere scatenò la cosiddetta “guerra dei crocefissi” con la quale tentò di far togliere dalle mura delle scuole germaniche l’immagine di Gesù crocifisso.

Non sopportavano quell’ebreo, il figlio di Maria, e volevano soppiantare la croce del Figlio di Dio, con quella uncinata, il simbolo esoterico dei loro dèi del sangue e della forza. Lo stesso fece il comunismo che tentò di sradicare Cristo dalla storia stessa.

Se le moderne istituzioni democratiche europee si fondano sulla sconfitta dei totalitarismi del Novecento, non spetterebbe anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo considerare che la tragedia del Novecento è stata provocata da ideologie che odiavano il crocifisso (e tentarono di sradicarlo) e che i loro milioni di vittime si ritrovano significate proprio dal Crocifisso?

Non a caso è stata una scrittrice ebrea, Natalia Ginzburg, a prendere le difese del crocifisso quando – negli anni Ottanta – vi fu un altro tentativo di cancellarlo dalle aule: “Non togliete quel crocifisso” fu il titolo del suo articolo.

Scriveva:

“il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E’ l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? (…) Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non è forse morto nel martirio, come è accaduto a milioni di ebrei nei lager? Il crocifisso è il segno del dolore umano”.

La Ginzburg proseguiva:

“Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo… prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà fra gli uomini… A me sembra un bene che i ragazzi, i bambini, lo sappiano fin dai banchi della scuola”.

Con tutto il rispetto auspichiamo che pure i giudici lo apprendano. “Il crocifisso fa parte della storia del mondo”, scrive la Ginzburg.

Infine il crocifisso è il più grande esorcismo contro il Male. Infatti non è il crocifisso ad aver bisogno di stare sui nostri muri, ma il contrario. Come dice un verso di una canzone di Gianna Nannini: “Questi muri appesi ai crocifissi…”. Letteralmente crolla tutto senza di lui, tutti noi siamo in pericolo.

Per questo potranno cancellarlo dai muri e alla fine – come accade in Arabia Saudita – potranno proibirci anche di portarne il simbolo al collo, ma nessuno può impedirci di portarlo nel cuore. E questa è la scelta intima di ognuno. La più importante.



Antonio Socci

Da Libero, 4 novembre 2009

domenica 1 novembre 2009

Beato Alberto Marvelli (1918 - 1946)

(al centro Alberto Marvelli)

Ogni qualvolta mi accosto alla S. Comunione, ogni qualvolta Gesù nella sua Divinità ed Umanità entra in me, a contatto con la mia anima, è un accendersi di santi propositi, è come un fuoco che arde, il quale entri nel mio cuore, una fiamma che brucia e consuma, ma che mi rende così felice.
Felicità intensa, solamente resa un po' triste al pensiero di non essere degno di tanto amore.
Talvolta però non voglio pensarvi, ed allora mi abbandono tutto ad un colloquio intimo con Gesù; la mia umanità scompare, potrei dire, lì vicino a Lui; tutti i dubbi, tutte le certezze sono sparite, gli ostacoli appianati, i sacrifici resi gioiosi , le difficoltà gradite.
Ogni nostro pensiero è reso più vivo, più ardente dall'Amore e dell'Ardore che esce dalla S. Particola, Gesù, e si trasforma in noi.

Oh , se tutti gli uomini imparassero alla scuola dell'Eucarestia!

Poter ricevere Gesù tutti i giorni e non approfittarne!

Povera umanità che crede di poter fare senza Gesù.
(dal Diario - 1938)