giovedì 28 febbraio 2013

L'ultimo giorno del Santo Padre Benedetto XVI

"Sono un semplice pellegrino che inizia l'ultima tappa del suo pellegrinaggio sulla terra"







"Grazie, cari amici, sono felice di essere con voi, circondato dalla bellezza del Creato e dalla vostra simpatia che mi fa molto bene. Grazie per la vostra amicizia, il vostro affetto!".
"Voi sapete che questo mio giorno è diverso da quelli precedenti: sarò Sommo Pontefice della Chiesa cattolica, fino alle otto di sera, poi non più". "Sono semplicemente un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio su questa terra. Ma vorrei ancora con il mio cuore, con il mio amore, con la mia preghiera, con la mia riflessione, con tutte le mie forze interiori, lavorare per il bene comune e il bene della Chiesa e dell’umanità. E mi sento molto appoggiato dalla vostra simpatia. Andiamo avanti con il Signore per il bene della Chiesa e del mondo. Grazie!".
Quindi, il Santo Padre ha impartito la sua benedizione apostolica ai presenti.



Fonte: Radio Vaticana

mercoledì 27 febbraio 2013

La famiglia sotto attacco delle Lobby


fonte: Prolife News

Maschio o femmina, madre o padre, moglie o marito? «Non si è, ma si diventa». Dall’Europa all’America Latina, fino all’Asia, è in atto da parte di sempre più numerosi Paesi il superamento legislativo della natura umana verso un’identità da costruirsi liberamente. Con risultati inquietanti. Siamo al «congedo dalla natura umana», è infatti il grido d’allarme che lancia il quarto Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa che l’arcivescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi, ha presentato, nella sua veste di presidente dell’”Osservatorio cardinale Van Thuan”, nel capoluogo giuliano. «Il tratto principale che emerge in questo rapporto è la colonizzazione della natura umana – anticipa Crepaldi – ossia le enormi pressioni internazionali affinché i governi cambino la loro tradizionale legislazione sulla procreazione, sulla famiglia e sulla vita».


Il Rapporto esamina le legislazioni intervenute nel 2011. Parte tutto dalla vecchia Europa – sì, quella dell’ideologia coloniale –, «sempre più espressione di una cultura nichilista che intende ormai superare completamente il concetto di natura umana»,

domenica 24 febbraio 2013

Angelus del 24 febbraio 2013

Un bagno di folla, il penultimo sullo sfondo del Vaticano, prima di salire su un angolo del Tabor come gli Apostoli, e a differenza di loro rimanervi per essere, lontano dagli occhi del mondo, ogni giorno vicino al cuore della Chiesa, con le residue energie spese per servirla nella preghiera. Al suo ultimo affacciarsi dalla finestra che lo ha visto benedire per otto anni le folle della domenica, il Papa regala un nuovo squarcio su ciò che sarà per lui tra 72 ore. 

E il Vangelo della seconda domenica di Quaresima – la trasfigurazione di Gesù davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni – gli offre l’immagine per la similitudine più suggestiva. Questo brano "particolarmente bello", dice, è una "parola di Dio che sento in modo particolare rivolta a me, in questo momento della mia vita”:

“Il Signore mi chiama a ‘salire sul monte’, a dedicarmi ancora di più alla preghiera e alla meditazione. Ma questo non significa abbandonare la Chiesa, anzi, se Dio mi chiede questo è proprio perché io possa continuare a servirla con la stessa dedizione e lo stesso amore con cui l’ho fatto fino ad ora, ma in un modo più adatto alla mia età e alle mie forze”.

domenica 17 febbraio 2013

Angelus del Papa 17 Febbraio 2013


Domenica 17 febbraio 2013

150.000 fedeli si uniscono in Piazza San Pietro alla recita dell'Angelus del Santo Padre Benedetto XVI il penultimo appuntamento fino al termine del Suo Mandato Petrino.


                           

Cari fratelli e sorelle!

Mercoledì scorso, con il tradizionale Rito delle Ceneri, siamo entrati nella Quaresima, tempo di conversione e di penitenza in preparazione alla Pasqua. La Chiesa, che è madre e maestra, chiama tutti i suoi membri a rinnovarsi nello spirito, a ri-orientarsi decisamente verso Dio, rinnegando l’orgoglio e l’egoismo per vivere nell’amore. In questo Anno della fede la Quaresima è un tempo favorevole per riscoprire la fede in Dio come criterio-base della nostra vita e della vita della Chiesa. Ciò comporta sempre una lotta, un combattimento spirituale, perché lo spirito del male naturalmente si oppone alla nostra santificazione e cerca di farci deviare dalla via di Dio. Per  questo, nella prima domenica di Quaresima, v iene proclamato ogni anno il Vangelo delle tentazioni di Gesù nel deserto.
Gesù infatti, dopo aver ricevuto l’ “investitura” come Messia – “Unto” di Spirito Santo – al battesimo nel Giordano, fu condotto dallo stesso Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo. Al momento di iniziare il suo ministero pubblico, Gesù dovette smascherare e respingere le false immagini di Messia che il tentatore gli proponeva. Ma queste tentazioni sono anche false immagini di uomo, che in ogni tempo insidiano la coscienza, travestendosi da proposte convenienti ed efficaci, addirittura buone. Gli evangelisti Matteo e Luca presentano tre tentazioni di Gesù, diversificandosi in parte solo per l’ordine. Il loro nucleo centrale consiste sempre nello strumentalizzare Dio per i propri interessi, dando più importanza al successo o ai beni materiali. Il tentatore è subdolo: non spinge direttamente verso il male, ma verso un falso bene, facendo credere che le v ere realtà sono il potere e ciò che soddisfa i bisogni primari. In questo modo, Dio diventa secondario, si riduce a un mezzo, in definitiva diventa irreale, non conta più, svanisce. In ultima analisi, nelle tentazioni è in gioco la fede, perché è in gioco Dio. Nei momenti decisivi della vita, ma, a ben v edere, in ogni momento, siamo di fronte a un bivio: vogliamo seguire l’io o Dio? L’interesse individuale oppure il vero Bene, ciò che realmente è bene?
Come ci insegnano i Padri della Chiesa, le tentazioni fanno parte della “discesa” di Gesù nella nostra condizione umana, nell’abisso del peccato e delle sue conseguenze. Una “discesa” che Gesù ha percorso sino alla fine, sino alla morte di croce e agli inferi dell’estrema lontananza da Dio. In questo modo, Egli è la mano che Dio ha teso all’uomo, alla pecorella smarrita, per riportarla in salvo. Come insegna sant’Agostino, Gesù ha preso da noi le tentazioni, per donare a noi la sua vittoria. Non abbiamo dunque paura di affrontare anche noi il combattimento contro lo spirito del male: l’importante è che lo facciamo con Lui, con Cristo, il Vincitore. E per stare con Lui rivolgiamoci alla Madre, Maria: invochiamola con fiducia filiale nell’ora della prova, e lei ci farà sentire la potente presenza del suo Figlio divino, per respingere le tentazioni con la Parola di Cristo, e così rimettere Dio al centro della nostra vita.




mercoledì 13 febbraio 2013

Benedetto XVI: la Chiesa è di Cristo, non mancherà la guida.









Udienza Generale mercoledi 13 febbraio 2013

Cari fratelli e sorelle,
come sapete - grazie per la vostra simpatia! - ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato il 19 aprile 2005. Ho fatto questo in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede. Mi sostiene e mi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo, il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura. Ringrazio tutti per l'amore e per la preghiera con cui mi avete accompagnato. Grazie!..... Ho sentito quasi fisicamente, in questi giorni per me non facili, la forza della preghiera, che l’amore della Chiesa, la vostra preghiera, mi porta. Continuate a pregare per me, per la Chiesa, per il futuro Papa. Il Signore ci guiderà.

martedì 12 febbraio 2013

Il Papa annuncia le dimissioni in latino.

Nell'apprendere questa grave decisione ci affidiamo all'intercessione della Vergine Maria e all'azione dello Spirito Santo e volgiamo le nostre più sentite preghiere a Dio per il Santo Padre. 
La Chiesa ti ama santità!






Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice. Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio.

TRADUZIONE DEL TESTO IN LINGUA: ITALIANA, FRANCESCE, INGLESE, TEDESCA, PORTOGHESE, SPAGNOLA E POLACCA.

domenica 3 febbraio 2013

Gesu sul pavimento (Jesus is on the floor)



Sulla prassi della comunione sulla mano.


8xMille - Uno strumento di libertà.

Intervista a Matteo Calabresi, responsabile Cei della gestione dell’8 per mille. Cos’è, come viene calcolato, utilizzato, distribuito: «Uno strumento di libertà».


«Come ha fatto la Caritas ad aiutare gli aquilani che dovevano finire di pagare il mutuo per una casa distrutta che non c’era più? Da dove sono stati tirati fuori i 32 milioni di euro che gli hanno permesso di ripartire? Come può la Caritas fornire il suo aiuto fondamentale agli sfollati dell’Emilia? Da dove viene il milione di euro già devoluto dalla Cei ai terremotati? Come si finanzia il restauro della maggior parte del patrimonio artistico italiano? Con un meccanismo di libertà che tutto il mondo ci invidia». Matteo Calabresi è il responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica e a tempi.it spiega perché «senza 8 per mille alla Chiesa, l’Italia si troverebbe con buchi incolmabili per lo Stato, che non ha abbastanza risorse».


L’8 per mille di cui gode la Chiesa…

martedì 29 gennaio 2013

Fare degnamente la Santa Comunione

Quanti cattolici conoscono queste disposizioni necessarie per ricevere la Santa Eucarestia, senza incorrere nel sacrilegio?








Per fare degnamente la Santa Comunione si richiedono tre cose: 


1 - Essere in stato di grazia e cioè senza peccato mortale

2 - Sapere e pensare Chi si va a ricevere
3 - Essere digiuni da almeno un’ora (eccezione fatta per l’acqua e le medicine).
Gli anziani, coloro che sono affetti da qualche infermità e le persone addette alle loro cure, possono ricevere la santissima Eucaristia anche se hanno preso qualcosa entro l'ora antecedente.

Chi è consapevole di essere in peccato mortale può comunicarsi dopo aver fatto un atto di contrizione con il proposito di confessarsi dopo?

lunedì 28 gennaio 2013

I cristiani non possono tacere


(Fonte: Zenit)

".. L’Europa che diffondeva il cristianesimo e, con esso, la tutela della natura umana creata da Dio, ora esporta il superamento della natura umana verso una identità da costruirsi liberamente: maschio o femmina, madre o padre, moglie o marito non si è, si diventa..."




Relazione di mons. Crepaldi al Convegno di presentazione del IV Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa

ROMA, Sunday, 27 January 2013 (Zenit.org).

Riprendiamo la relazione introduttiva al Convegno di presentazione del IV Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa dell'Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuân, pronunciata sabato 26 gennaio 2013 nella Sala della Camera di commercio di Trieste da monsignor Giampaolo Crepaldi, vescovo della diocesi triestina.

***

Ci ritroviamo ancora una volta per la presentazione dell’annuale Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo che l’Osservatorio Cardinale Van Thuân ha curato insieme ad altri cinque Istituti di ricerca internazionali. Rispetto all’edizione dell’anno scorso, presentata a Palazzo Diana il 3 dicembre 2011, si è aggiunta alla squadra l’Area di ricerca in Dottrina sociale della Chiesa della Pontificia Università Lateranense. E’ stato lo stesso Magnifico Rettore della Lateranense, S. E. Mons. Enrico Dal Covolo, a caldeggiare questa collaborazione e la cosa ci ha molto onorato.

Come sapete, il Rapporto non analizza un singolo tema, ma fa una rassegna dei fatti e delle tendenze più significative nell’anno di riferimento

martedì 22 gennaio 2013

Parole di Vita.


“Parole di Vita” è un approfondimento prodotto da Telepace Trento.

Lo speciale contiene sei interviste ad esperti di fama nazionale ed inerenti diverse tematiche: 
l’identità di genere, 
la Legge 194/78 sull’aborto, 
i neonati Giuristi per la Vita,
le pillole abortive commercializzate oggi in Italia, 
le conseguenze psichiche dell’aborto e la teoria dell’evoluzione.

A cura di Giulia Tanel


lunedì 21 gennaio 2013

La Chiesa è gerarchica per volere di Gesù Cristo.

Il terzo compito fondamentale dei sacerdoti è governare secondo il mandato del Signore




Cari fratelli e sorelle,
L’Anno Sacerdotale volge al termine; perciò avevo cominciato nelle ultime catechesi a parlare sui compiti essenziali del sacerdote, cioè: insegnare, santificare e governare. Ho già tenuto due catechesi, una sul ministero della santificazione, i Sacramenti soprattutto, e una su quello dell’insegnamento.

Quindi, mi rimane oggi di parlare sulla missione del sacerdote di governare, di guidare, con l’autorità di Cristo, non con la propria, la porzione del Popolo che Dio gli ha affidato.

Come comprendere nella cultura contemporanea una tale dimensione, che implica il concetto di autorità e ha origine dal mandato stesso del Signore di pascere il suo gregge? Che cos’è realmente, per noi cristiani, l’autorità?

venerdì 18 gennaio 2013

MARCIA PER LA VITA 2013: intervista a Virginia Coda Nunziante



(A cura di Mauro Faverzani) 

Pubblichiamo un’intervista rilasciata da Virginia Coda Nunziante, portavoce della Marcia per la Vita 2013, a Cultura Cattolica e Corrispondenza Romana.


La Marcia per la Vita è ormai diventata un importante appuntamento annuale per il mondo pro-life italiano. Che cosa vi proponete?
La Marcia per la Vita è innanzitutto un momento di incontro pubblico di tutte le associazioni, gruppi, famiglie, singoli individui che costituisce la vasta e variegata realtà pro-life in Italia.

Non si tratta solo di conoscersi e di passare una giornata insieme per affermare il diritto alla vita in un’atmosfera di amicizia e collaborazione. Non è solo una festa per la Vita. Si tratta anche e soprattutto di esprimere la nostra protesta contro l’uccisione degli innocenti, che in Italia è stata legalizzata dalla legge 194 del 22 maggio 1978. Il nostro rifiuto dell’aborto, e della legge che lo legalizza, è totale, senza eccezioni e senza compromessi. Questo è il principale denominatore comune di chi si ritroverà a Roma il prossimo 12 maggio.

Quali sono i vostri rapporti con il mondo cattolico e con la Conferenza Episcopale Italiana?

La Marcia per la Vita non è un’iniziativa “ecclesiale”, ma come tutte le altre marce di questo genere nel mondo (Washington, Parigi, Bruxelles, Madrid etc.) nasce da un’iniziativa spontanea ed autonoma di laici cattolici ai quali il diritto canonico attribuisce ampia autonomia nel campo temporale.

sabato 5 gennaio 2013

Fa il giro del mondo l'immagine che scuote le coscienze.


Fa il giro del mondo l’immagine di una neonata che dall’utero materno stringe il dito del medico. Una foto analoga a quella scattata dieci anni fa a un feto di sole 21 settimane, e che fece riflettere sull’aborto.


Il mondo si commuove per l’immagine di Nevaeh Atkins, neonata che stringe il dito del dottore che la estrae dal corpo della madre. L’immagine, scattata dal padre della piccola nata il 9 ottobre in Arizona, sta facendo il giro del mondo dopo che la madre l’ha postata su Facebook.


Nevaeh Atkins e Samuel Alexander Arms




In effetti la fotografia è inusuale e ne ricorda un’altra, ben più famosa, di una decina di anni fa. Si tratta di un’immagine analoga, e anche quella volta il piccolo, Samuel Alexander Arms, sporse la mano dall’utero materno per afferrare il dito del medico che lo stava aiutando a nascere. Solo che, nel caso di Samuel, si trattava di un feto di appena di 21 settimane, fatto venire alla luce durante un intervento chirurgico per correggere un problema di spina bifida. Durante l’operazione un fotografo, Paul Harris, invitato ad assistere al difficile intervento, immortalò l’istante in cui Samuel si protese verso il dottore, fra il grande stupore di tutti i presenti. Il piccolo fu quindi operato e nacque mesi dopo, il 28 dicembre 2002.

L’immagine di Samuel fece il giro del mondo anche perché usata da molti attivisti pro life per mostrare di che cosa sia capace un feto – cioè un bambino – a sole 21 settimane, periodo in cui in molti Stati è permesso l’aborto.


Fonte: Tempi.it

venerdì 4 gennaio 2013

Aperta la raccolta di firme online “Uno di noi” per il diritto alla vita.





E ora possibile firmare online per sostenere il riconoscimento del diritto alla vita fin dal concepimento.

Dal 22 dicembre è possibile raccogliere online le firme dei cittadini europei per sostenere l’iniziativa “Uno di noi”.
Si tratta della Proposta d’iniziativa dei cittadini europei per la “Protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dell’integrità di ogni essere umano fin dal concepimento nelle aree di competenza UE nelle quali tale protezione risulti rilevante”.
L’Iniziativa europea “Uno di noi” è stata promossa dai movimentiper la vita di 20 Paesi, e chiede al diritto comunitario di proteggere il riconoscimento della dignità umana fin dalconcepimento.
Secondo i promotori dell’iniziativa “l’embrione umano merita il rispetto della sua dignità e integrità” e per garantire la coerenza nei settori di sua competenza dove la vita dell’embrione umano è in gioco, l’UE “deve introdurre un divieto e porre fine al finanziamento di attività presupponenti la distruzione di embrioni umani in particolare in tema di ricerca, aiuto allo sviluppo e sanità pubblica”.
Si tratta di una forma di democrazia diretta introdotta dal Trattato di Lisbona, ed implica la raccolta di almeno un milione di firme in almeno 7 Paesi diversi.

Il sito dove si possono raccogliere le informazioni (https://ec.europa.eu/citizens-initiative/ECI-2012-000005/public/index.do?lang=en) è disponibile nelle lingue: Danese, Tedesco, Estone, Greco, Inglese, Spagnolo, Francese, Italiano, Magiaro (Ungheria), Polacco, Portoghese, Rumeno, Slovacco, Sloveno, Suomi (Finlandia).
Per poter sostenere l’iniziativa occorre essere cittadini dell’Unione Europea (appartenenti ad almeno uno Stato membro) e aver raggiunto l’età alla quale si acquisisce il diritto di voto per le elezioni del Parlamento europeo (18 anni in ogni Paese, salvo l’Austria, dove ne bastano 16).
Tutti i cittadini europei favorevoli al diritto alla vita sono stati invitati a firmare e far firmare il sostegno all’iniziativa.


di Antonio Gaspari


martedì 1 gennaio 2013

Preghiera allo Spirito Santo per questo primo giorno dell'anno



È accordata l'indulgenza plenaria, alle condizioni abituali (confessione sacramentale, comunione e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice), a tutti coloro che canteranno o reciteranno l'Inno del Veni Creator Spiritus questo primo giorno dell'anno per implorare l'assistenza divina lungo tutto l'anno che viene... 


(Latino)
Veni, creátor Spíritus,
mentes tuórum vísita,
imple supérna grátia,
quæ tu creásti péctora.

Qui díceris Paráclitus,
altíssimi donum Dei,
fons vivus, ignis, cáritas,
et spiritális únctio.

Tu septifórmis múnere,
dígitus patérnæ déxteræ,
tu rite promíssum Patris,
sermóne ditans gúttura.

Accénde lumen sensibus,
infúnde amórem córdibus,
infírma nostri córporis
virtúte firmans pérpeti.

Hostem repéllas lóngius
pacémque dones prótinus;
ductóre sic te prǽvio
vitémus omne nóxium.

Per Te sciámus da Patrem
noscámus atque Fílium,
teque utriúsque Spíritum
credámus omni témpore.

Deo Patri sit glória,
et Fílio, qui a mórtuis
surréxit, ac Paráclito,
in sæculórum sǽcula.
Amen.


(Italiano)
Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della suprema grazia
i cuori che hai creato.

[Tu] chiamato Difensore,
dono del Dio altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santa unzione dell'anima.

Tu, che con il dono settiforme,
dito della destra del Padre,
tu, per tradizione promesso dal Padre,
che riempi la bocca di parole,

Accendi luce ai sensi,
infondi amore ai cuori;
la debolezza del nostro corpo
rafforza con la virtù.

Respingi lontano il nemico,
e insieme dona la pace,
così con te guida in anticipo
evitiamo ogni male.

Lasciaci riconoscere in te il Padre
e conosciamo anche il Figlio:
a te, e allo spirito di entrambi
ci affideremo per sempre.

Sia gloria a Dio Padre,
al Figlio, che è risorto dai morti
e allo Spirito Santo
per tutti i secoli dei secoli.
Amen.


(fonte:Chiesa e Post Concilio)


martedì 25 dicembre 2012

Santa Messa di Mezzanotte Solennità del Natale del Signore 2012




SANTA MESSA DI MEZZANOTTE

SOLENNITÀ DEL NATALE DEL SIGNORE
OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Basilica Vaticana
Lunedì, 24 dicembre 2012

Cari fratelli e sorelle!



Sempre di nuovo la bellezza di questo Vangelo tocca il nostro cuore – una bellezza che è splendore della verità. Sempre di nuovo ci commuove il fatto che Dio si fa bambino, affinché noi possiamo amarlo, affinché osiamo amarlo, e, come bambino, si mette fiduciosamente nelle nostre mani. Dio dice quasi: So che il mio splendore ti spaventa, che di fronte alla mia grandezza tu cerchi di affermare te stesso. Ebbene, vengo dunque a te come bambino, perché tu possa accogliermi ed amarmi.

lunedì 24 dicembre 2012

Quali valori sono «non negoziabili»




7 dicembre 2012


​La categoria della "non negoziabilità" è emersa per la prima volta nel Magistero della Chiesa nella Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti "l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica" emanata il 24 novembre del 2002 dalla Congregazione per la dottrina della fede. La Nota era firmata dal cardinale Joseph Ratzinger, nella qualità di Prefetto della Congregazione e venne approvata da Papa Giovanni Paolo II. 
Nel paragrafo 3 della Nota si ribadisce che «non è compito della Chiesa formulare soluzioni concrete – e meno ancora soluzioni uniche – per questioni temporali che Dio ha lasciato al libero e responsabile giudizio di ciascuno». Se però, aggiunge la Nota, il cristiano è tenuto ad «ammettere la legittima molteplicità e diversità delle opzioni temporali», egli è ugualmente chiamato «a dissentire da una concezione del pluralismo in chiave di relativismo morale, nociva per la stessa vita democratica, la quale ha bisogno di fondamenti veri e solidi, vale a dire, di principi etici che per la loro natura e per il loro ruolo di fondamento della vita sociale non sono negoziabili». 
Nel prosieguo della Nota, e in particolare nel paragrafo 4, si procede a una esemplificazione di questi principi, dopo aver ribadito che «la partecipazione diretta dei cittadini alle scelte politiche si rende possibile solo nella misura in cui trova alla sua base una retta concezione della persona». Le esigenze etiche fondamentali e irrinunciabili, nelle quali è in gioco l’essenza dell’ordine morale, che riguarda il bene integrale della persona, sono quelle che emergono nelle leggi civili in materia di aborto e di eutanasia, quelle che concernono la tutela e la promozione della famiglia, fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso, protetta nella sua unità e stabilità e alla quale non possono essere giuridicamente equiparate in alcun modo altre forme di convivenza; quelle che garantiscono la libertà di educazione ai genitori per i propri figli.