giovedì 17 marzo 2016

Ambientalismo, nuova religione mondiale




di Andrea Zambrano
17-03-2016

Caustico, ma rigoroso. L'economista Ettore Gotti Tedeschi ha appena dato alle stampe “Un mestiere del diavolo” (scritto con Paolo Gambi per l’editore Giubilei Regnani). Già parlare del diavolo in questa confusa contemporaneità è cosa assai impopolare. Peggio ancora se al principe delle tenebre si attribuisce una prerogativa sostanzialmente umana: quella della pensione. Eh sì, perché secondo l’ex presidente dello Ior, che da molti anni ormai si interroga con curiosità e competenza sulla crisi morale e di fede dell'umanità, ormai a Satana non resta un gran lavoro perché il grosso del suo sforzo, quello di perdere le anime, lo ha già fatto. Gotti Tedeschi lo chiama il grande pensionato e in questo libro intervista non esita a individuare i campi in cui la mano potente dell’angelo ribelle è intervenuta per distruggere e confondere le acque con ricadute sociali devastanti. La Bussola lo ha intervistato.

Professore, il tema centrale del libro è il demonio e l’influsso che questi ha avuto sulla nostra società. Allora esiste “ancora”?

Non solo esiste “ancora”, ma il suo influsso è talmente potente da riuscire a confondere la sua esistenza, facendo “razionalmente” pensare che non esiste né lui, né il peccato. Pertanto la confessione è inutile. E’ così che cresce il “riscaldamento globale”, quello vero…

Chi sono stati i suoi alleati?

venerdì 12 febbraio 2016

La famiglia vista da un economista - Ettore Gotti Tedeschi


Condivido questo video tratto dal convegno promosso dall'associazione Papa Giovanni XXIII nel quale, il famoso economista, evidenzia i punti salienti attraverso i quali la famiglia oggi è - di fatto- combattuta in tutto l'occidente.

venerdì 29 gennaio 2016

MARCIA PER LA VITA: ROMA 8 MAGGIO 2016



ROMA, DOMENICA 8 MAGGIO 2016

PARTECIPA ANCHE TU!



Fonte: Marcia per la Vita

Gli attacchi alla vita umana innocente sono sempre più numerosi e nuovi strumenti di morte minacciano la sopravvivenza stessa del genere umano: Ru486, Ellaone, pillola del giorno dopo ecc.

Da oltre trent’anni una legge dello Stato (la 194/1978) regolamenta l’uccisione deliberata dell’innocente nel grembo materno e i morti si contano a milioni.

La ​Marcia per la Vita è il segno dell’esistenza di un popolo che non si arrende e vuole far prevalere i diritti di chi non ha voce sulla logica dell’utilitarismo e dell’individualismo esasperato, sulla legge del più forte.

Con la Marcia per la Vita intendiamo:
affermare la sacralità della vita umana e perciò la sua assoluta intangibilità dal concepimento alla morte naturale, senza alcuna eccezione, alcuna condizione, alcun compromesso;
combattere contro qualsiasi atto volto a sopprimere la vita umana innocente o ledere la sua dignità incondizionata e inalienabile.

Per questo:
chiamiamo a raccolta tutti gli uomini di buona volontà per difendere il diritto alla vita come primo dei principi non negoziabili, iscritti nel cuore e nella ragione di ogni essere umano e -per i cattolici – derivanti anche dalla comune fede in Dio Creatore;
esortiamo ogni difensore della vita a reagire, sul piano politico e culturale, contro ogni normativa contraria alla legge naturale, e contro ogni manipolazione mediatica e culturale che la sostenga. E qualora ci si trovi nella impossibilità politica di abolire tali leggi per mancanza di un consenso popolare sufficiente, ci si impegna a denunciarne pubblicamente l’intrinseca iniquità, che le rende non vincolanti per le coscienze dei singoli.
La sesta edizione della marcia sarà a Roma, centro della cristianità e del potere politico. Le strade della capitale sono state attraversate, anche recentemente, da numerosi cortei indecorosi e blasfemi; il nostro corteo vuole invece affermare il valore universale del diritto alla vita e il primato del bene comune sul male e sull’egoismo.

L’iniziativa sarà una “marcia” e non una processione religiosa e come tale aperta anche ai pro life non credenti e a tutti i gruppi che potranno partecipare con i loro simboli ad esclusione di quelli politici.

Abbiamo però bisogno dell’aiuto di tutti!
Con la preghiera, che smuove le montagne (1 Cor. 13,2) e vince ogni difficoltà
Con la costituzione, in ogni città italiana, di centri locali che ci aiutino sul piano organizzativo (fotocopiando e diffondendo materiale, organizzando pullman per venire a Roma, preparando striscioni, bandiere, cartelli…)
Con il sostegno economico che può moltiplicare le nostre possibilità. Si può versare un contributo sul conto corrente postale allegato oppure tramite bonifico bancario a:






Comitato per la Marcia Nazionale per la Vita :
Banca Etruria,
Iban: IT26 M053 9003 2170 0000 0092 314
Bic: ARBAIT33134

Chiunque volesse aiutare e per qualsiasi informazione scrivere a: info@marciaperlavita.it, oppure telefonare a : 06-3233370 / 06-3220291

Dialogo tra Gesù Misericordioso e le anime.



DIALOGO FRA GESU' MISERICORDIOSO E L'ANIMA PECCATRICE


- Gesù: Anima peccatrice, non aver paura del tuo Salvatore. Io per primo Mi avvicino a te, poiché so che tu da sola non sei capace di innalzarti fino a Me. Non fuggire, figliola, dal Padre tuo. Cerca di parlare a tu per tu col tuo Dio misericordioso, che desidera dirti parole di perdono e colmarti delle Sue grazie. Oh, quanto Mi è cara la tua anima! Ti tengo scritta sulle Mie mani. Sei rimasta incisa nella ferita profonda del Mio Cuore ”. 

- L'anima: “ Signore, sento la Tua voce che m'invita ad abbandonare la cattiva strada, ma non ho né la forza né il coraggio ”. 

- Gesù: « Sono Io la tua forza. Io ti darò la forza per la lotta». 

- L'anima : “ Signore, conosco la Tua santità, ed ho paura di Te ”. 

- Gesù: « Perché hai paura, figlia Mia, del Dio della Misericordia? La Mia Santità non M'impedisce di essere misericordioso con te. Guarda, o anima, che per te ho istituito un trono di Misericordia sulla terra, e questo trono è il tabernacolo e da questo trono di Misericordia desidero scendere nel tuo cuore. Guarda, non Mi sono circondato né da un seguito né da guardie, puoi venire da Me in ogni momento, in ogni ora del giorno voglio parlare con te e desidero elargirti le Mie grazie». 

- L'anima: “ Signore, ho paura che non mi possa perdonare un così gran numero di peccati, la mia miseria mi riempie di terrore ”. 

Figli di coppie omogenitoriali. Numeri sbandierati e statistiche a confronto.






Fonte: Avvenire

Le persone, certo, non sono numeri. Ma le cifre aiutano a mettere qualche punto fermo. E soprattutto a definire la platea di riferimento della stepchild adoption, più o meno temperata che sia. Dati precisi di bambini che potrebbero essere interessati alle 'novità' del ddl Cirinnà non ce ne sono. Ma esiste un ordine di grandezza che viene fuori dal censimento Istat del 2011: 529, ricordava ieri l’agenzia Redattore sociale.Queste, infatti, sarebbero le coppie dello stesso sesso con figli tra le 7.513 conviventi. Il numero viene fuori sottraendo ai 16 milioni 648 mila nuclei familiari in Italia quelli monogenitoriali (2 milioni 651mila); dei 13 milioni 997mila restanti la quasi totalità, cioè 13 milioni 990mila, hanno dichiarato di essere eterosessuali. 

Ma qui la statistica si ferma, certamente molto lontano dai «100mila figli di coppie omosessuali» che viene talvolta citato, a sproposito, nel dibattito serrato di questi giorni. E sostenuto più volte anche dal Corriere della Sera. In più gli italiani, cinque anni fa, furono molto chiari anche sull’adozione di un bambino da parte di omosessuali. Chiudendo totalmente – 4 su 5 – a questa possibilità. Anche i giovani tra i 18 e i 34 anni, di solito più disponibili alle novità, in misura superiore ai tre quarti.

Al di là, comunque, dell’opinione diffusa tornano in aiuto i numeri per arrivare alla conclusione che l’articolo 5 del ddl Cirinnà nasconda in realtà la volontà di far rientrare dalla finestra una pratica vietata in Italia: l’utero in affitto.

lunedì 18 gennaio 2016

FERMIAMO IL DDL CIRINNÀ!





FERMIAMO IL DDL CIRINNÀ!

Roma - Sabato 30 Gennaio 2016 appuntamento ore 10,00 al Circo Massimo arrivo piazza San Giovanni.

Italia Cristiana da sempre in campo in difesa della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna e del diritto di ogni bambino ad avere un papà e una mamma, contro il riconoscimento giuridico di unioni/matrimoni/adozioni omosessuali e delle unioni di fatto parteciperà al corteo organizzato dal “Comitato Difendiamo i nostri figli” contro il ddl Cirinnà.

NOI PARTECIPIAMO, PARTECIPA ANCHE TU!
Per info: info@italiacristiana.it - Tel. 06.69.30.65.43
INVITA TUTTI I TUOI CONTATTI A QUESTO EVENTO

venerdì 15 gennaio 2016

Maternità surrogata. La nuova frontiera dei crimini contro l'umanità.



Vi invito alla visione di questo video che mostra la nuova frontiera degli egoismi umani.
I desideri devono diventare diritti e per fare questo nessun ostacolo, morale, etico o civile può essere frapposto.
Un orrore al quale vorrebbero farci assistere silenti.
Ma noi non ci stiamo e parliamo.
Buona visione!

Fonte: Comunity La Croce

lunedì 11 gennaio 2016

LA MISTICA CITTA' DI DIO



"In questo racconto mistico, il più antico, il primo in assoluto nella storia della Chiesa, la venerabile suor Maria d'Agreda, anima prescelta ricca di meravigliosa spiritualità, ci fa conoscere la vita "segreta" della Madonna! Si tratta di un'opera imperdibile per chi ama Maria. Qui molte vicende evangeliche si illuminano e si comprendono molto più in profondità. Le verità di fede si consolidano. Le profezie trovano il loro naturale compimento in Maria, vangeli e apocalisse splendono di luce e le parole si rivelano nella loro totalità. Inoltre, l'ottavo volume contiene il sublime testamento spirituale della vergine Maria, la Regina delle regine, la tutta pura, la Donna con le dodici stelle che sconfigge il maligno..."


                




«Nella Chiesa primitiva non manifestai tali misteri perché, essendo troppo alti, i fedeli si sarebbero soffermati troppo a scrutarli e ad ammirarli, mentre era necessario che si stabilissero rapidamente la legge della grazia e il Vangelo. E benché fosse tutto compatibile, tuttavia l'ignoranza umana avrebbe potuto incorrere in alcuni sospetti e dubbi troppo dannosi in un tempo in cui la fede derivata dall'incarnazione e dalla redenzione e i precetti della legge evangelica erano ancora agli inizi. Per questo lo stesso Verbo incarnato nell'ultima cena disse ai suoi discepoli: Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. In loro parlò a tutto il mondo, che, finché non si fosse ben radicata la legge della grazia e la fede del Figlio, non sarebbe neanche stato pronto a ricevere i misteri e la fede della Madre. Inoltre al presente ne ha maggior necessità ed essa mi obbliga anche più della sua disposizione. Oh! Se mi obbligassero con l'onorare, credere e contemplare le meraviglie che la Madre della pietà racchiude in sé! E se tutti sollecitassero di cuore la sua intercessione, ben avrebbe il mondo qualche rimedio!... Tuttavia non voglio trattenermi dal porre loro davanti questa Mistica Città di rifugio; tu descrivila e fanne il ritratto, per quanto può la tua inadeguatezza. Ma non voglio che questa descrizione ed esposizione della sua vita consista in opinioni né in contemplazioni quanto piuttosto in verità certa. Quelli che hanno orecchi per intendere intendano, quelli che hanno sete vengano alle sorgenti d'acqua viva e lascino le cisterne screpolate e quelli che vogliono la luce la seguano sino alla fine» 

Questo disse il Signore Dio onnipotente.
(Suor Maria d' Agreda)




1° libro ......

giovedì 31 dicembre 2015

Te Deum




Noi ti lodiamo, Dio *

ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell'universo.

I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell'assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

domenica 27 dicembre 2015

Preghiera per la famiglia.






Signore, in questo tempo così avverso alla famiglia da Te pensata, voluta ed amata,

Manda il Tuo Santo Spirito per difenderla dagli attacchi del mondo che vorrebbe distruggerla.

Rendici tuoi collaboratori in questa lotta che vede l'odio di satana avventarsi contro la bellezza e il valore di una istituzione così importante per l'intera società. 

Fai che ci rendiamo conto e sempre meglio, dei rischi e dei subdoli tentativi di vederla sopraffatta dai disvalori e stravolgimenti della realtà portati come alternativa alla famiglia formata da un uomo e da una donna.

Fai che non cadiamo nel disinteresse e che non ci abbandoniamo al tedio di una vita che ci vorrebbe vedere abbandonati alla corrente, perché questo é il tempo di lottare.

Lottare perché non abbandoniamo la nostra Fede e perché possiamo renderla fattiva nelle nostre scelte quotidiane. 

Manda il Tuo Santo Spirito in questa terra assetata di Te.

Rendici Tuoi testimoni di fronte alle sfide di un mondo che ci odia perché vogliamo seguire Te.


Ti amiamo Signore. Ed amiamo la famiglia che Tu ci hai donato. La stessa nella quale Tu hai voluto nascere e crescere, dove hai provato la gioia dell'amore vicendevole e reciproco, dove hai voluto imparare le cose della vita e restare per assaporare il calore di una "casa".

Grazie Signore per la Sacra Famiglia. Che sia Essa la nostra protettrice in questa lotta contro le tenebre del male.



giovedì 24 dicembre 2015

Non c'è altro Natale.



“Questo per voi il segno: un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia” (Lc 2,12). 
Questo rimane il segno, anche per noi, uomini 
e donne del Duemila. 
Non c’è altro Natale.
Papa Benedetto XVI






Immagine tratta da Quadrotti

Polonia e Ungheria bloccano un progetto al Consiglio dei Ministri UE contro la famiglia.

Il voto contrario dei due Paesi al Consiglio dei Ministri Ue ha bloccato un progetto volto a standardizzare il rapporto matrimoniale o le unioni civili tra gli Stati membri


di Federico Cenci
Affondano nel profondo della storia le radici dell’amicizia tra Ungheria e Polonia. Fin dal medioevo le due nazioni della Mitteleuropa si sono ritrovate gomito a gomito non solo per ragioni geografiche, ma anche per difendere insieme la propria sopravvivenza o un comune patrimonio di valori.

I popoli ungherese e polacco hanno condiviso la stessa barricata a più riprese in periodi di tempo anche dilatati. Insieme si opposero alle scorribande turche, alle brame imperialiste dei prussiani, più di recente all’incedere dei sovietici.

Questa singolare affinità che sfocia in alleanza tra due Paesi europei fu sintetizzata così, nella metà del XIX secolo, nel periodo delle rivoluzioni che infiammarono il Vecchio Continente, dal rivoluzionario polacco Stanislaw Worcell: “L'Ungheria e la Polonia sono due querce antiche, con due tronchi distinti, ma le loro radici si distendono ampiamente e si intrecciano sotto la superficie, collegandosi invisibilmente. Per questo l'esistenza e vigore di uno è la condizione della vita dell'altro”.

Queste “due querce antiche”, nei mesi scorsi, hanno creato un argine al flusso di migranti dal Medio Oriente, dissociandosi entrambe dalla linea condivisa a Bruxelles dagli altri Paesi dell’Unione europea. Decisione, quella di Ungheria e Polonia, che è stata considerata politicamente scorretta, a tal punto da far scomodare tirannici esempi storici in cui inquadrare il loro atteggiamento.

Dio o Niente. Parla il Cardinale Sarah.

Il 24 Novembre 2015 nella chiesa di Santa Maria in Vallicella di Roma gli amici San Filippo Neri e dell'Oratorio hanno invitato il Card. Robert Sarah a presentare il suo libro "Dio o niente". 

A moderare l'incontro la Prof. Suor Alexandra Diriart.


domenica 20 dicembre 2015

Meditazione attenta della storia della donna nella storia della salvezza.


Fonte:  Tempi

Pubblichiamo il testo dell’intervento che il cardinale Carlo Caf arra ha tenuto a Villa S. Giacomo, Bologna S. Lazzaro, il 6 dicembre 2015: “Schizzo di un’antropologia al femminile: per una società a misura della persona umana”. 

La mia riflessione si articolerà attorno a tre temi. Cercherò in primo luogo di individuare alcuni punti orientativi di riferimento per elaborare un’antropologia al femminile, per poi in un secondo momento richiamare quelli che mi sembrano i principali aspetti problematici, ed infine indicherò alcune questioni che mi sembrano più meritevoli di approfondimento. 

1. PUNTI DI RIFERIMENTO Il senso del primo momento della mia riflessione è di individuare dei punti cardinali di orientamento e dei criteri di giudizio all’interno di una questione molto complessa. Essi possono essere individuati attraverso una meditazione attenta della storia della donna nella storia della salvezza: è da questa storia che emerge la verità della donna: la verità originaria (1,1); la verità deturpata (1,2); la verità trasfigurata (1,3). 

1,1. [La verità originaria]. Forse nel corso della storia umana mai la donna ha dovuto affrontare tante sfide, mai è stata così radicalmente provocata a porsi il problema della sua identità. In una tale condizione la prima esigenza è di interrogarci sulla verità della persona umana ­donna. Solo la consapevolezza della propria identità offre alla persona criteri veri di giudizio e di discernimento nelle varie situazioni. Noi possiamo sapere la verità originaria della donna leggendo e meditando con grande attenzione la pagina che descrive la sua creazione: Genesi 2,16­25. Nell’atto creativo si manifesta il progetto del Creatore, e la verità della creatura è il pensiero di Dio nei suoi confronti; ciò che Dio ha pensato di essa. La pagina biblica è particolarmente significativa perché dice esplicitamente quale è stato il motivo che ha spinto Dio a creare la donna: «non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile» (v.18). In queste parole è racchiuso tutto il mistero della persona umana­ donna. L’esistenza della donna è richiesta perché l’umanità della persona raggiunga la pienezza del suo essere [«non è bene che …»], in quanto solo la donna rende possibile quella comunione delle persone che le fa uscire dalla solitudine.

Quegli errori sul Concilio (e sulla Chiesa nel mondo). A 10 anni dalla lezione di papa Benedetto





di Nicola Bux
19-12-2015



 Fonte: La Nuova Bussola
Il 22 dicembre 2005, Benedetto XVI rivolgeva uno storico discorso alla Curia Romana, nel quale offriva le “chiavi” della storia e della fede, per la corretta interpretazione del Concilio ecumenico Vaticano II. Cosa ha prodotto? Una parte della Chiesa cattolica lo ha condiviso, mentre l'altra ha continuato a percepire quell'avvenimento come una rottura con la Chiesa precedente. Il solco si è approfondito, quasi uno scisma di fatto. 
Per questa parte della Chiesa, viene da dire che in principio era il Verbo, ora è il Concilio, con la C maiuscola e senza specificazioni, mitizzato come un super-dogma, in rottura con la sacra Tradizione e in apertura al mondo. Il contenuto dei documenti è ridotto a slogan: profezia, segni dei tempi, dialogo, comunione, senza aggiungere “gerarchica”, spirito del Concilio contro la lettera. Nel suo discorso, Benedetto XVI si chiedeva: qual è stato il risultato del Concilio? È stato recepito nel modo giusto? E in ciò, cosa è stato buono e cosa sbagliato? Cosa resta da fare? Quindi, citava san Basilio a sostegno della percezione che si sia falsata per eccesso o per difetto la retta dottrina della fede. Perché è avvenuto questo? Il Concilio non è stato interpretato in modo univoco e si è sdoppiato in modo contrastante, causando per un verso confusione – quella più visibile – e per l'altro una promettente rinascita spirituale. 

martedì 24 novembre 2015

«L’integralismo laico è il miglior alleato degli integralisti islamici»

Fonte: Tempi.it


Pierre­Hervé Grosjean è un sacerdote di 37 anni, responsabile per i temi politici, bioetici e di etica economica della diocesi di Versailles. Molto presente nel dibattito pubblico francese con il suo Padreblog, ha scritto una tribuna su Le Figaro per criticare la debolezza del paese davanti all’assalto dei terroristi islamici e le recenti proposte laiciste dei sindaci francesi che in un vademecum sono tornati a proporre di eliminare dalla scena pubblica ogni traccia di religione, presepi compresi. A tempi.it spiega perché «l’integralismo laico è il miglior alleato degli integralisti islamici». 

Padre Grosjean, perché ha criticato così duramente il Vademecum dell’Associazione dei sindaci francesi? 

L’integralismo laico nega la dimensione spirituale della persona umana e vuole far sparire la dimensione religiosa dalla società. Vuole soffocare le religioni. Ma una nazione che dimentica le sue radici e la sua eredità spirituale è fragile davanti alla forza delle convinzioni degli integralisti islamici. 

sabato 21 novembre 2015

San Salvatore da Horta. Il Santo dai troppi miracoli.



"Esattamente 450 anni fa, in una mattina del mese di novembre del 1565, sbarcava a Cagliari proveniente da Barcellona, preceduto e accompagnato dalla sua immensa fama, un frate che occupa un posto assolutamente unico e straordinario nella storia della Chiesa: Salvador Grionesos, noto come San Salvatore da Horta, dei Frati Minori.

L’unicità della sua figura è data dal fatto che è stato il più grande taumaturgo nella storia della Chiesa, operatore di un numero impressionante di guarigioni e miracoli: si ebbe notizia, secondo i biografi, di almeno un milione di casi.

venerdì 20 novembre 2015

Purezza e castità.

La Chiesa si ostina a proporla, molti giovani non la capiscono, ma è ancora possibile spiegare le ragioni ed i vantaggi della castità prematrimoniale (anche a chi non crede)?


di Mario Palmaro
Un giovane e una giovane si conoscono, si frequentano, si vogliono bene. Scoprono di desiderare una vita insieme e, magari, stabiliscono che un giorno diventeranno solennemente e pubblicamente marito e moglie. Un periodo di tempo - più o meno lungo - li separa dal momento in cui, salvo ripensamenti, si uniranno in matrimonio. Come vivere questa particolarissima stagione della vita che è il fidanzamento? Secondo la mentalità corrente, nulla di più normale che quei giovani si comportino come se fossero già sposati.
Nell'insegnamento della Chiesa, invece, soltanto il matrimonio rende lecito il rapporto sessuale tra l'uomo e la donna. Si tratta di un conflitto acutissimo tra il senso comune dei contemporanei e il Magistero petrino; il divieto dei cosiddetti "rapporti prematrimoniali" rischia di risuonare sempre meno ascoltato e compreso, al punto da suscitare perfino nei pastori la tentazione alto scoraggiamento. Non è raro ascoltare il "lamento" di qualche parroco: "Dissuadere i fidanzati dai rapporti prematrimoniali? Figuriamoci, inutile perfino parlarne, non ci capiscono".