domenica 18 gennaio 2015

Il Gender non viene dal nulla

"..Per questo non dobbiamo stupirci se oggi le leggi e i tribunali, sulla base di queste teorie, si spingono a ridefinire arbitrariamente la realtà, palesemente contro l'evidenza. E' questo, per esempio, il caso di una recente sentenza che ha conferito ad un minore ben due madri. E c'è da scommettere che con la scusa della “maggior tutela” dei minori presto ci spingeremo ad avere tre, quattro madri. Chissà poi quante. Giustamente, qualcuno ha parlato a questo proposito di “sentenza creativa”, centrando il nocciolo del problema: l'uomo, invece di accettare la realtà, la vuole inventare: la vuole creare a suo piacimento..."

di Alessandro Benigni (14.01.2015)

Il gender non viene dal nulla ed ha una destinazione ben precisa: questo insieme di teorie affonda le sue radici nel Relativismo, in una tentazione che accompagna la storia del pensiero umano, fin delle origini e ripropone fondamentalmente l'idea dell'oltre-uomo.

Emblematico è stato il caso di Protagora (v sec. a. C.), ma è stato a partire dall’Ottocento che questo veleno ha assunto la sua massima potenza e diffusione. Soprattutto ad opera di Nietzsche, il grande profeta del Relativismo e del Nichilismo che oggi infettano la nostra civiltà.

venerdì 16 gennaio 2015

Cosa succede a Roma?


di Danilo Quinto
Non sono solo le minacce dello Stato Islamico di issare la sua bandiera sulla Basilica di San Pietro, a rendere difficile la vita nella capitale. Anzi, quelle minacce – com’è accaduto negli anni ’70 con il terrorismo – rischiano di “coprire” e di farne dimenticare altre, che non si consumano con le bombe e con i kalashnikov, ma sono altrettanto insidiose, perché anch’esse distruggono il vivere civile.

Mentre il Sindaco di Roma, Ignazio Marino, consumava una lunga vacanza di Capodanno, a Boston, negli Stati Uniti, si sono verificati tre fatti. Il primo, ha riguardato la corruzione nel settore delle costruzioni, che vede coinvolti funzionari del Comune, imprenditori edili e un funzionario dell’Asl Rm E: 6 arresti in carcere, 16 ai domiciliari e 6 misure di obbligo di firma disposte dal Gip.

L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza, sembra non avere legami diretti con quella denominata “Mafia Capitale” – «vera mafia», secondo i magistrati, perché si basa sulla «capacità di intimidazione ampiamente collaudata nei settori tradizionali delle estorsioni e dell’usura esportando gli stessi metodi, anzi raffinandoli, nei nuovi campi economico-imprenditoriale e della pubblica amministrazione, nei quali più che della violenza o della minaccia, si avvale del richiamo alla fama criminale acquisita» – ma di certo concorre a rendere sempre più chiari i termini del problema.

Benedetto XVI e quella "Lectio" mai pronunciata


Fonte: Aleteia
Una cultura occidentale che, preoccupata della sua laicità e in nome di una “presunta purezza” della ragione, diventi sorda alle verità della fede cristiana rischia di inaridere, sostieneva Papa Benedetto XVI nel discorso che avrebbe dovuto tenere il 17 gennaio 2008 all'inaugurazione dell'anno accademico presso l'Università La Sapienza di Roma e che – a causa delle proteste di un gruppetto di docenti e studenti – venne annullato il 15 di gennaio dello stesso anno.

Fa una certa impressione che proprio in questi giorni il dibattito pubblico, stimolato dai tragici eventi di Parigi, sia di nuovo – a distanza di 7 anni – concentrandosi sui temi della laicità e del ruolo pubblico del discorso religioso.

Nel discorso preparato per l'occasione, il Papa parlava del particolare legame tra fede cristiana e ricerca della verità, come parte integrante della natura e della missione dell'Università, sin dalla sua nascita in epoca medievale. Infatti, la stessa Università “La Sapienza” venne fondata (guarda un po'...) da Papa Bonifacio VIII nel 1303.

domenica 11 gennaio 2015

Fermiamo la cultura dello scarto.



ANDREA TORNIELLI GIACOMO GALEAZZI

CITTÀ DEL VATICANO

Anticipiamo uno stralcio di «Papa Francesco. Questa economia uccide», il libro sul magistero sociale di Bergoglio scritto da Andrea Tornielli, coordinatore di «Vatican Insider», e Giacomo Galeazzi, vaticanista de «La Stampa». Il volume raccoglie e analizza i discorsi, i documenti e gli interventi di Francesco su povertà, immigrazione, giustizia sociale, salvaguardia del creato. E mette a confronto esperti di economia, finanza e dottrina sociale della Chiesa - tra questi il professor Stefano Zamagni e il banchiere Ettore Gotti Tedeschi - raccontando anche le reazioni che certe prese di posizione del Pontefice hanno suscitato. Il libro si conclude con un’intervista che Francesco ha rilasciato agli autori all’inizio di ottobre 2014. 



«Marxista», «comunista» e «pauperista»: le parole di Francesco sulla povertà e sulla giustizia sociale, i suoi frequenti richiami all’attenzione verso i bisognosi, gli hanno attirato critiche e anche accuse talvolta espresse con durezza e sarcasmo. Come vive tutto questo Papa Bergoglio? Perché il tema della povertà è stato così presente nel suo magistero? 


Santità, il capitalismo come lo stiamo vivendo negli ultimi decenni è, secondo lei, un sistema in qualche modo irreversibile? 

«Non saprei come rispondere a questa domanda. Riconosco che la globalizzazione ha aiutato molte persone a sollevarsi dalla povertà, ma ne ha condannate tante altre a morire di fame. È vero che in termini assoluti è cresciuta la ricchezza mondiale, ma sono anche aumentate le disparità e sono sorte nuove povertà. Quello che noto è che questo sistema si mantiene con quella cultura dello scarto, della quale ho già parlato varie volte. C’è una politica, una sociologia, e anche un atteggiamento dello scarto. Quando al centro del sistema non c’è più l’uomo ma il denaro, quando il denaro diventa un idolo, gli uomini e le donne sono ridotti a semplici strumenti di un sistema sociale ed economico caratterizzato, anzi dominato da profondi squilibri. E così si “scarta” quello che non serve a questa logica: è quell’atteggiamento che scarta i bambini e gli anziani, e che ora colpisce anche i giovani.

venerdì 2 gennaio 2015

Una omelia degna di questi terribili tempi.



Il vescovo Monari al Te Deum ha affrontato il tema della famiglia e dell riconoscimento giuridico delle altre forme di convivenza. "Se riteniamo che la famiglia sia il bene della società, - ha detto il vescovo alle Grazie - la strada è quella di favorirla rispetto ad altre convivenze; non per un pregiudizio ideologico o morale, ma per il servizio che la famiglia offre alla società. Se riteniamo invece che la tendenza a impiantare convivenze senza impegni migliori la società perché rende le persone più felici, il loro riconoscimento giuridico avrà un senso. Quale sia la mia opinione è del tutto chiaro da quanto ho detto". 


Brescia. ​
Ci apprestiamo a iniziare un anno nuovo, lasciando alle spalle il 2014 con tutte le tribolazioni e le gioie che ci ha donato. Possiamo sperare in quell’aggettivo ‘nuovo’ che, messo accanto all’anno che inizia, promette qualcosa di inedito e apre quindi uno spazio alla speranza. Questa, per un cristiano, non dovrebbe mai venire meno. Basta tenere presente la benedizione sacerdotale che abbiamo ascoltato come prima lettura: Ti benedica il Signore e ti custodisca… faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia… ti conceda pace. Iniziamo così l’anno accompagnati da una benedizione di Dio, portando su di noi il nome del Signore nostro Dio. Nonostante gli affanni dei maghi e i calcoli degli astrologi, sappiamo in realtà ben poco del futuro, ma sappiamo che la benedizione di Dio non verrà meno. Seguendo l’insegnamento di Geremia, non abbiamo paura dei segni del cielo o delle configurazioni astrali: di queste cose – dice il profeta – hanno paura i pagani; a noi l’amore incondizionato di Dio offre una sorgente di speranza inesauribile.

mercoledì 24 dicembre 2014

E il Verbo si fece carne.


ET VERBUM CARO FACTUM EST.





« La nostra natura, malata, richiedeva d'essere guarita; decaduta, d'essere risollevata; morta, di essere risuscitata. Avevamo perduto il possesso del bene; era necessario che ci fosse restituito. Immersi nelle tenebre, occorreva che ci fosse portata la luce; perduti, attendevamo un salvatore; prigionieri, un soccorritore; schiavi, un liberatore. Tutte queste ragioni erano prive d'importanza? Non erano tali da commuovere Dio sì da farlo discendere fino alla nostra natura umana per visitarla, poiché l'umanità si trovava in una condizione tanto miserabile ed infelice? ».

Il Verbo si è fatto carne perché noi così conoscessimo l'amore di Dio: « In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo perché noi avessimo la vita per lui » (1 Gv 4,9). « Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna » (Gv 3,16).

(Catechismo Chiesa Cattolica)

mercoledì 3 dicembre 2014

Novena all'Immacolata Concezione







Da recitarsi dal 29 Novembre al 7 Dicembre 

  Giorno 1°  

Preghiera iniziale
Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza. 
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, Ti supplico di farmi ottenere ....(esporre la grazia richiesta). 
Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

Orazione del giorno 

O Immacolata Concezione, questo dolce nome m’invita ad avere fiducia in Te, mi porta conforto e fortifica la mia Fede. Maria, Madre mia, ho totale fiducia nella Tua potente intercessione presso il Signore e Ti chiedo di aiutarmi a conservare sempre accesa in mezzo al mondo la fiamma della Fede, che ho ricevuto nel Battesimo. Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di .... (esporre la grazia richiesta). Amen! 


Padre Nostro :

sabato 29 novembre 2014

San Giuseppe


Umiliandoci alla Vostra presenza,
o glorioso nostro Protettore san Giuseppe, 

Vi invochiamo di tutto cuore

e Vi supplichiamo di volerci ricevere 

nel numero dei Vostri servi devoti.

Fonte: Plinio Correa de Oliveira
Foto presa dalla pagina Facebook: Giuseppe di Nazareth

Il protettore di qualcosa è, in qualche modo, un simbolo di ciò che viene protetto. Consideriamo, ad esempio, il guardiano della regina [d’Inghilterra Elisabetta II]. Questa persona, in qualche modo, porta in sé qualcosa della regalità della regina; è un onore essere il guardiano della regina! Per essere guardiani della regina vengono scelti gli individui più capaci, quelli che hanno manifestato più coraggio, coloro che nelle battaglie diedero prova di maggior dedicazione alla corona inglese. Questi sono invitati ad essere i guardiani della regina.

Ebbene, se è un onore essere guardiano della regina, se è un onore esserlo del Papa, quale onore è, dunque, essere guardiano della Santa Chiesa Cattolica! Fatta eccezione della Madonna che è Madre della Chiesa, nessuno può paragonarsi alla Chiesa Cattolica. Nemmeno qualsiasi angelo o tutti i santi, considerato ognuno di loro separatamente, hanno la dignità della Chiesa Cattolica. Perché la Chiesa racchiude tutti i santi, è Lei stessa la fonte della loro santità e, pertanto, un santo non può mai avere una dignità pari a quella della Chiesa Cattolica.

La levatura morale dello sposo della Madonna e Padre putativo del Bambino Gesù …

Figuriamoci, dunque, che cos’è il santo Patrono della Chiesa Cattolica! Egli dev’essere qualcosa di così elevato, di talmente eccelso che, per così dire, dev’essere il riflesso della Chiesa di cui è il custode! Per esserLe proporzionato, deve avere il riflesso della Chiesa di cui è tutore.
Vada considerato che la levatura spirituale di San Giuseppe – in quanto conforme allo spirito della Chiesa Cattolica, in quanto modello prototipico e magnifico della mentalità, delle dottrine, dello spirito della Chiesa Cattolica – può essere valutata soltanto secondo quest’altro criterio: il fatto che Egli è lo Sposo della Madonna e, quindi, proporzionato a Lei; è il Padre putativo del Bambino Gesù, e, quindi, proporzionato a Lui!

Se vogliamo avere una idea dell’anima di San Giuseppe, dello spirito di San Giuseppe, si dovrebbe immaginare tutto ciò che si pensa della Chiesa Cattolica, tutta la grandezza della Chiesa, tutta la sua semplicità, tutta la sua dignità, tutta la sua affabilità, tutta la sua sapienza, tutta la sua immensità, tutto quel che si potrebbe dire della Chiesa Cattolica e immaginare tutto ciò realizzato in un uomo! Avremmo, allora, la fisionomia morale di San Giuseppe!

Dunque, dobbiamo almeno immaginare il profilo morale di questo santo: la castità di San Giuseppe, la sua purezza illibata. E dobbiamo avvicinarci rispettosamente a Lui e chiedergli che ci conceda quel che tanto desideriamo ricevere.

Cosa chiedere a San Giuseppe nella sua festa?

Ognuno si chieda – in un breve esame di coscienza – quale grazia vorrebbe chiedere a San Giuseppe in occasione della festa odierna. La prima tra le grazie da chiedere sarebbe la devozione alla Madonna; un’altra, sarebbe di riflettere tanto bene lo spirito della Chiesa Cattolica quanto stabilito nei disegni della Provvidenza quando ci ha creato e ci ha conferito il santo Battesimo; possiamo anche chiedere la purezza, la modestia… possiamo chiedere ogni cosa. Possiamo scegliere una singola cosa o chiederle tutte insieme. A volte è bene chiedere una sola cosa, se la grazia ci porta a chiederne solo una. A volte è bene chiedere tutto, perché vi sono momenti in cui la grazia ci porta ad essere audaci e chiedere molte cose allo stesso tempo.

Oggi, dunque, nella festa di San Giuseppe, secondo il movimento della grazia interiore in ciascuno di noi, dobbiamo chiederGli qualcosa. E se non sappiamo bene cosa chiedere, dobbiamo dirgli: “Mio buon San Giuseppe, datemi Voi quello di cui ho bisogno…visto che non so cosa mi conviene”. Credo che, dal più alto dei Cieli, sorriderà e ci concederà, benevolente, una grazia molto ben scelta. E con ciò concludiamo invocando San Giuseppe. (19 marzo 1969)



(Plinio Corrêa de Oliveira)


mercoledì 26 novembre 2014

Adoriamo Dio nel Sacramento.


VENIAMO A LUI.

Tutte le creature, nessuna eccettuata,
dovrebbero prostrarsi in estasi d’adorazione e di riconoscenza davanti all’Eucaristia,
miracolo continuo dell’amore divino
che né Socrate, né Platone, questi grandi,
che tra gli antichi pagani meglio intuirono l’idea di Dio,
non avrebbero mai nemmeno potuto immaginare con la loro mente sublime...

Ostia santa, adorabile, di pace, di propiziazione e d’amore!
Gesù Eucaristia si rinchiude, si nasconde;
ma dalla sua misteriosa prigione invita le anime a Lui...

E’ qui, davanti a Gesù Eucaristia,
che noi impariamo la scienza sublime dell’amore;
qui, che arriviamo a conoscere il nostro nulla,
la nostra miseria,
le nostre piaghe e le nostre brutture,
ma insieme anche la nostra grandezza d’essere suoi, suoi figli amati e benedetti...

E’ qui, dinanzi a Gesù,
che lo spirito prova il bisogno immenso di staccarsi da tutto e fin da se stesso,
per poter penetrare nei misteri del Cuore di un Dio,
fatto Ostia per solo amore delle sue creature...

E’ qui, che tutto ciò che spaventa si accetta,
tutto ciò che fa piangere ci fa lieti e contenti...

E’ qui, dove si riempie il vuoto desolante
che sente talvolta questo nostro povero cuore,
quando non sa trovare alimento d’amore;
quando il Dio Crocifisso, unico nostro modello e conforto,
sembra disceso dalla sua Croce, che ci offre nuda, fredda, pesante...

E’ qui, dove veniamo a trovare la forza nella via del sacrificio,
la costanza nel duro lavoro, il calore e la vita...

Veniamo, dunque, a visitare Gesù;
veniamo a imparare come si deve amare, pazientare e soffrire;
veniamo a trovare la nostra vita
e quella luce che ci è necessaria lungo il cammino...

Veniamo a domandargli tutte quelle grazie
che Egli è sempre desideroso di concedere,
e ci sentiremo di poter continuare
nella via della perfezione con nuovo ardore, con più costanza...

Veniamo a Lui sempre,
e sempre per puro amore,
né ci stanchiamo di stare con Lui,
specialmente quando è più abbandonato e disprezzato,
senza riguardo alle nostre pene;
ed Egli sarà ancora più divinamente benefico con noi,
ci assocerà ai suoi dolori, alle sue tristezze, alle sue umiliazioni...
e alle sue ineffabili gioie divine!"
(Beato Pietro Bonilli)

lunedì 17 novembre 2014

Papa Francesco: I bambini hanno il diritto di crescere con un papà e una mamma.


I bambini hanno il diritto di crescere con un papà e una mamma, la famiglia è un fatto antropologico non ideologico: è quanto ha ribadito il Papa ai partecipanti al Colloquio internazionale sulla complementarietà tra uomo e donna, promosso in Vaticano dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Il Papa ha annunciato che nel settembre 2015 si recherà a Philadelphia, negli Stati Uniti, per l’ottavo Incontro Mondiale delle Famiglie.






Lo Spirito ha dato a ciascuno doni diversi perché ognuno possa contribuire al bene di tutti: questa è l’armonia di Dio. Papa Francesco parte da questa affermazione per sottolineare che la complementarietà tra uomo e donna “sta alla base del matrimonio e della famiglia, che è la prima scuola dove impariamo ad apprezzare i nostri doni e quelli degli altri”. “Le famiglie – ha osservato - sono luogo di tensioni” ma anche l’ambito in cui risolverle:

sabato 15 novembre 2014

Le vere aperture di Papa Francesco: quelle alla Verità.

"Il pensiero dominante propone a volte una “falsa compassione”: quella che ritiene sia un aiuto alla donna favorire l’aborto, un atto di dignità procurare l’eutanasia, una conquista scientifica “produrre” un figlio considerato come un diritto invece di accoglierlo come dono; o usare vite umane come cavie di laboratorio per salvarne presumibilmente altre."



DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO 
AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO COMMEMORATIVO 
DELL'ASSOCIAZIONE MEDICI CATTOLICI ITALIANI, 
IN OCCASIONE DEL 70° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE

Aula Paolo VI 
Sabato, 15 novembre 2014


Buongiorno!

Vi ringrazio della presenza e anche per l’augurio: il Signore mi conceda vita e salute! Ma questo dipende anche dai medici, che aiutino il Signore! In particolare, voglio salutare l’Assistente ecclesiastico, Mons. Edoardo Menichelli, il Cardinale Tettamanzi, che è stato il vostro primo assistente, e anche un pensiero al Cardinale Fiorenzo Angelini, che per decenni ha seguito la vita dell’Associazione e che è tanto ammalato ed è un stato ricoverato in questi giorni, no? come pure ringrazio il Presidente, anche per quel bell’augurio, grazie.

Non c’è dubbio che, ai nostri giorni, a motivo dei progressi scientifici e tecnici, sono notevolmente aumentate le possibilità di guarigione fisica; e tuttavia, per alcuni aspetti sembra diminuire la capacità di “prendersi cura” della persona, soprattutto quando è sofferente, fragile e indifesa. In effetti, le conquiste della scienza e della medicina possono contribuire al miglioramento della vita umana nella misura in cui non si allontanano dalla radice etica di tali discipline. Per questa ragione, voi medici cattolici vi impegnate a vivere la vostra professione come una missione umana e spirituale, come un vero e proprio apostolato laicale.

giovedì 6 novembre 2014

‘Ciò che Dio ha unito, l’uomo non divida’


“Ci sono tanti mezzi, ma c’è un solo mediatore, che è Gesù Cristo, e il suo Vangelo. Quindi la Parola di Dio non può mai essere ignorata in nessun modo, e non può essere sottoposta a compromessi in nessuno dei suoi passaggi. Deve essere accettata pienamente. La Chiesa, né prima né dopo né durante il Sinodo può cambiare ciò che viene dall’insegnamento di Cristo. Per quello che riguarda il matrimonio sono prioritarie le parole: ‘Ciò che Dio ha unito, l’uomo non divida’”.






Marco Tosatti
Il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Gerhard Mueller, nei giorni scorsi ha rilasciato una lunga intervista a Nasz Dziennik, un sito di informazione religiosa e non solo fra i più diffusi in Polonia. L’intervista del Porporato, che è stato certamente uno dei maggiori protagonisti nel recente Sinodo dei vescovi sulla famiglia, è stata ripresa e tradotta parzialmente dal sito canadese TorontoCatholic Witness. Da questo sito riportiamo una nostra traduzione di alcuni brani dell’intervento di Mueller.


Il Cardinale ha parlato dell’influenza non positiva che certe correnti di pensiero e di opinione hanno sulla vita delle famiglie, e anche sulla Chiesa. In particolare il Porporato ha detto: “….sfortunatamente ci sono rappresentanti della Chiesa, e persino vescovi, che si sono lasciati in qualche modo accecare dalla società secolarizzata da cui sono stati così influenzati che li ha trascinati lontani dal punto principale o dagli insegnamenti della Chiesa basati sulla Rivelazione”.

Al centro dell’intervista il ruolo dei mass media, e dell’opinione pubblica, oltre all’azione di organismi internazionali e governi: “Sfortunatamente nelle società moderne, vari media, organizzazioni internazionali e persino governi di diversi Paesi – ha detto Müller - stanno cercando di seminare confusione nella mente delle persone. In molti Paesi le relazioni sono distrutte, e questo si applica anche al modello cristiano di matrimonio e di famiglia. La verità sul matrimonio e la famiglia è relativizzata. Queste tendenze, sfortunatamente, si sono mosse in qualche modo all’interno della Chiesa e fra i vescovi, sui quali si sta cercando di esercitare pressione… Noi abbiamo Cristo e il Vangelo. Questo è il nostro punto di riferimento, il fondamento per il solo e corretto insegnamento della Chiesa…”.

Il Prefetto della Fede aveva già espresso nei giorni scorsi, e durante il Sinodo, questo tipo di pensiero. E in particolare, sul matrimonio, e sulla dottrina del matrimonio, che è stata al centro di discussione al Sinodo, ha detto: “Ci sono tanti mezzi, ma c’è un solo mediatore, che è Gesù Cristo, e il suo Vangelo. Quindi la Parola di Dio non può mai essere ignorata in nessun modo, e non può essere sottoposta a compromessi in nessuno dei suoi passaggi. Deve essere accettata pienamente. La Chiesa, né prima né dopo né durante il Sinodo può cambiare ciò che viene dall’insegnamento di Cristo. Per quello che riguarda il matrimonio sono prioritarie le parole: ‘Ciò che Dio ha unito, l’uomo non divida’”.

Altrettanto netta la posizione sugli atti omosessuali. L’intervistatore aveva chiesto: “Ci sono state delle voci secondo cui dopo il Sinodo si è entrati in una ‘via di nuove aperture agli omosessuali’. Suona come se la Chiesa stia per cessare di definire gli atti omosessuali un peccato e di condannarli?”.


Il Cardinale ha risposto: “Naturalmente per la Chiesa c’è sempre un punto di partenza di una relazione di amore: di un uomo per una donna, e di una donna per un uomo. La Chiesa si focalizza su questa relazione e costruisce su di ciò la sua dottrina sociale, compresa la dottrina morale, che è anche l’intera scienza della sessualità umana. Ci sono situazioni in cui una persona dirige la sua sessualità verso una persona dello stesso sesso. Il Catechismo della Chiesa cattolica insegna che le ‘persone omosessuali sono chiamate alla castità’. Papa Francesco ha detto che non sta cercando di creare qualche nuova dottrina della Chiesa, ma che sta cercando di dimostrare che nessuno è giudicato dalla Chiesa se ha una tendenza omosessuale. Nessuno sta cercando di discriminare queste persone; sono integralmente persone. Ma bisogna dire con chiarezza che la Chiesa ha giudicato negativamente gli atti omosessuali. Una parte attiva negli atti omosessuali non è accettabile. Sono contrari alla legge naturale, e sono un peccato”.

martedì 28 ottobre 2014

Oggi «si può chiamare famiglia tutto» in nome del «relativismo».

Quando ho letto la parole del Papa in questa conferenza, ho gioito tantissimo. Non tanto perchè seguono  critiche da destra a sinistra, ma perchè confutano la tesi del Papa della "rottura" il Papa del "mondo". 
Santità siamo con Lei, preghiamo sempre per Lei!




Sabato 25 ottobre 2014 
Papa Francesco ha ricevuto in udienza il Movimento apostolico Schoenstatt in occasione del centenario della sua fondazione, avvenuta in Germania nel 1914, dialogando con i suoi membri e rispondendo alle loro domande. L'incontro è stato occasione per una forte denuncia degli attacchi alla famiglia e per alcune precisazioni sul tipo di «rinnovamento» che Francesco ha in mente per la Chiesa.


Non possiamo negare, ha detto il Papa, «che la famiglia sia colpita, che la famiglia venga colpita e che la famiglia venga imbastardita», ridotta spesso a una semplice «associazione». Oggi «si può chiamare famiglia tutto», in nome del «relativismo»: «in questo momento, da un punto di vista sociologico e dal punto di vista dei valori umani, come anche del Sacramento cattolico, del Sacramento cristiano, c’è una crisi della famiglia, crisi perché la bastonano da tutte le parti e la lasciano molto ferita».

domenica 26 ottobre 2014

Mario Palmaro su omosessualità e matrimonio omosessuale.



Stupenda conferenza tenuta da Mario Palmaro il 24 ottobre 2013 nella sala del consiglio della provincia di Milano organizzato dall'Associazione Famiglie Numerose Cattoliche






Il messaggio di Benedetto XVI alla Urbaniana.





Benedetto XVI ritorna a parlare!
Il messaggio alla Urbaniana, su religioni e missione.
Tutto da meditare.


Fonte: Korazin

Vorrei in primo luogo esprimere il mio più cordiale ringraziamento al Rettore Magnifico e alle autorità accademiche della Pontificia Università Urbaniana, agli Ufficiali Maggiori e ai Rappresentanti degli Studenti, per la loro proposta di intitolare al mio nome l’Aula Magna ristrutturata. Vorrei ringraziare in modo del tutto particolare il Gran Cancelliere dell’Università, il Cardinale Fernando Filoni, per avere accolto questa iniziativa. È motivo di grande gioia per me poter essere così sempre presente al lavoro della Pontificia Università Urbaniana.
Nel corso delle diverse visite che ho potuto fare come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, sono rimasto sempre colpito dall’atmosfera di universalità che si respira in questa Università, nella quale giovani provenienti praticamente da tutti i Paesi della Terra si preparano per il servizio al Vangelo nel mondo di oggi. Anche oggi, vedo interiormente di fronte a me, in quest’aula, una comunità formata da tanti giovani, che ci fanno percepire in modo vivo la stupenda realtà della Chiesa cattolica.
“Cattolica”: questa definizione della Chiesa, che appartiene alla professione di fede sin dai tempi più antichi, porta in sé qualcosa della Pentecoste. Ci ricorda che la Chiesa di Gesù Cristo non ha mai riguardato un solo popolo o una sola cultura, ma che sin dall’inizio era destinata all’umanità. Le ultime parole che Gesù disse ai suoi discepoli furono: “Fate miei discepoli tutti i popoli” (Mt 28,19). E al momento della Pentecoste gli Apostoli parlarono in tutte le lingue, potendo così manifestare, per la forza dello Spirito Santo, tutta l’ampiezza della loro fede.

giovedì 23 ottobre 2014

I falsi aiuti dell'Italia alle Famiglie.


«Mi chiamo Luca, sono sposato con Chiara da 15 anni, abbiamo nove figli ed abitiamo a Mestre.
In questo momento mi sento un po’ spremuto: mi danno 200 euro e se ne riprendono 300».



Ottobre 23, 2014 Luca Rossi.


Scrivo per l’ennesima volta questa mail (mi scuso fin d’ora per la sua lunghezza, ma vi prego di leggerla) perché come noi tante altre famiglie sono nella nostra stessa situazione, ma nessuno ci ascolta. Ho scritto al nostro Primo Ministro, ma ovviamente non ho avuto alcuna risposta. È scritta sull’onda di un sentimento di continua malversazione e vessazione verso le nostre famiglie numerose e monoreddito che hanno fatto una scelta di vita non conforme all’indottrinamento universale che pervade la nostra società.

Il sentimento che provo attualmente è che, tra i tantissimi problemi che il nostro paese sta attraversando, il tema famiglie numerose non venga preso neanche in considerazione. Io sono incapiente, non pago tasse perché secondo i parametri del governo non guadagno abbastanza. La Tasi, che è una tassa, però devo pagarla. Grazie a Dio abbiamo un appartamento con tre camere e due bagni (ricordo che siamo in 11). Non è molto grande per le nostre esigenze, ma stringendoci un po’ ci si accontenta. Fatti i conti degli euro da pagare per la tassa sulla casa il conto totale è di 660, ma, dal momento che la rendita catastale supera i 1.000 euro, non ho diritto alle detrazioni e nemmeno alle rispettive maggiorazioni di 50 euro per ogni figlio (nel mio caso avrei un risparmio di 400 euro).

sabato 18 ottobre 2014

Restituiamo la Domenica al Signore!


Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il settimo e voi non me lo volete concedere.
E' questo che appesantisce tanto il braccio di Mio Figlio.





Le domeniche e i giorni di festa sono per le famiglie un momento di socializzazione necessario per superare forme di isolamento e di crescente individualismo, causa spesso di forme di degrado sociale. La società del consumismo sfrenato viene assunta come unico valore da perseguire. In questa società l'individuo è solo un numero, quello che si vuole perseguire è mero il guadagno.
Non permettiamo che questo accada!
Guardiamo a quello che è il bene “reale” per le persone, per le famiglie, per la società! Riprendiamoci la Domenica, salviamola dallo sfruttamento del lavoro al quale sono costretti i lavoratori! Usiamo questa occasione per ridare culto a Dio! Restituiamola a DIO!


Fino alle 20 e chiusi la Domenica.