venerdì 5 settembre 2008

GUARDANDO IL CIELO



Presentazione della conferenza tenuta per i giovani di Prato nel 1970 Dal professor ENRICO MEDI

Enrico Medi, grande astrofisico italiano, che ha collaborato anche con Enrico Fermi è nato a porto Recanati il 26 aprile 1911 e morto a Roma il 26 maggio 1974. Sposato, padre di 6 figlie, questo grande scienziato ha avuto il dono di guardare al di là della materia e degli spazi infiniti, dando a chi lo ascoltava la possibilità di contemplare il mistero racchiuso nelle meravigliose leggi della creazione.
Lo spunto è tratto da una delle tante avventure spaziali che in quegli anni avevano avuto il massimo successo con il primo allunaggio di un essere umano. Questo fatto dà a Medi l'opportunità di parlare, in maniera semplice ed entusiasta, dei misteri dell'universo della sua impressionante grandezza, della sua "ragguardevole" età e della infinita quantità di corpi celesti che lo compongono. Il microcosmo, poi, è affascinante nella sua incredibile piccolezza.
Anche la luce, con la sua incredibile velocità - 300.000 Km. al secondo - pari a quella delle onde elettromagnetiche, ci serve da unità di misura, persino insufficiente rispetto alle infinite proporzioni dell'universo.
Per me, come credente, è particolarmente significativo ed emozionante il constatare che la luce, assieme alla comunicazione (parola), sotto forma di impulsi elettromagnetici, si diffonda alla velocità massima oggi conosciuta e sperimentata dall'uomo!
Perchè dico questo? Perchè Gesù, che è a immagine del Padre, si presenta come LUCE per il mondo e come incarnazione della PAROLA DEL PADRE. Certo, San Giovanni, nel prologo del suo Vangelo dice che: "La Luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta". Il Verbo, la Parola, si è fatta carne e ha posto la sua tenda in mezzo a noi, ma noi non lo abbiamo accolto. E prosegue dicendo:"A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio ".
Pare incredibile ma il grande dono della libertà ci mette nella possibilità di negare l'evidenza: la luce, infatti, brilla nelle tenebre e la Parola fa fatica a farsi strada, prima perchè, come dicevo, è troppo rispettosa della nostra libertà e poi perché non è impositiva, come l'amore. Teniamo presente inoltre che in questi nostri tempi è soffocata da un "oceano" di parole più o meno interessanti e costruttive ma sovente vuote che ci vengono elargite a piene mani dai mezzi di comunicazione.
Credo che questa conferenza, anche se con, i limiti della trascrizione, possa fornire degli ottimi spunti di riflessione su un tema tanto affascinante e sconosciuto: "l'uomo come centro dell'universo". Tutto ciò che è stato creato, è stato creato per noi, perchè lo potessimo ammirare e, fin dove possibile, utilizzare, con la nostra scienza, intelligenza e capacità conoscitive.
Certo, se l'uomo si riconosce grande, appunto per queste sue facoltà e doni che gli rendono intelligibili quelli che fino a pochi anni fa erano dei misteri, deve però pur sempre riconoscere anche la sua limitatezza rispetto a queste immense grandezze e piccolezze, che sono il segno di un mistero più grande, e che a noi e alla nostra storia è stato dato il privilegio di conoscere Colui che ci ha svelato il significato di questo nostro meraviglioso e terribile vivere.
In tutta la storia dell'uomo, nelle varie civiltà ed epoche, gli esseri umani si sono posti dei perché. Le religioni sono dei tentativi dell'uomo di andare verso Dio. La nostra, più che una religione, è un fatto: e ci parla del Figlio di Dio che si fa uomo per rivelarci il Padre e farci eredi del suo Regno.

continua : http://www.radiomaria.it/documenti/dwnl.php?id=1215


Coloro che desiderano saperne di più hanno la possibilità di ascoltarla cliccando qui: http://www.enricomedi.it/discorsi.html Si può trovare anche la biografia e ascoltare altre conferenze.

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